Calcio

In fondo non è poi così un dramma. Dopo tante vittorie consecutive prima o poi un pareggio sarebbe arrivato e pazienza se arriva in una serata polare dove abbiamo avuto in mano la gara per buona…

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Napoli 1-0 Catania

Marcatori: Maggio (N) 80′
Ammoniti: Morimoto (C).

Poche occasioni nell’inizio di partita e le due squadre partono con il freno a mano tirato, ma dalla mezz’ora si sblocca certamente l’incontro, grazie alle fiammate di Gargano e Lavezzi che propiziano varie palle gol per i partenopei, anche se l’occasione migliore la ha Tedesco con un bel tiro da fuori che lambisce la traversa. Reja si arrabbia con il Pocho perché tenta più la giocata da applausi che quella per aiutare la squadra, certamente si impegnerà di più. Incredibile la decisione a fine primo tempo di Celi che fischia prima della fine del minuto di recupero quando Mascara aveva lanciato Morimoto a rete che fulmina Iezzo – c’erano ancora 5” sul cronometro. Un “diesel” anche il secondo tempo, ma mentre il San Paolo si infiamma Iezzo viene chiamato a compiere il miracolo ancora su una sventola di Tedesco. Quindi, il Napoli torna alla vittoria dopo lo sbandamento contro il Torino nell’ultima giornata prima della sosta, anche se alcune decisioni arbitrali faranno discutere. Continua ad essere un tema d’attualità quello dei direttori di gara quando gioca il Catania, ma, effettivamente, gli etnei sono stati spesso penalizzati. Al San Paolo sono sempre meno a passare indenni.


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Juventus 1-0 Siena

Marcatori: Del Piero (J) 34′
Ammoniti: Grygera (J), Codrea (S).

Ci vuole la solita perla su punizione di Alessandro Del Piero per sbloccare la partita noiosa fino a quel momento contro il Siena. La sesta di questa stagione che certamente farà notizia, un’altra traiettoria imprendibile che rende inutile il tuffo alla disperata di Manitta. Passa per questi colpi la stagione juventina, con il capitano sempre più determinante. La Juve preme anche nel secondo tempo, ma l’intervento che vale un gol lo fa Mellberg, utilizzato come riserva fino ad ora, compie un recupero pazzesco che salva il risultato. Amaurì e Del Piero duettano bene, ma non trovano la porta e Ghezzal rischia di rovinare la festa con un tiro di prima intenzinoe che mette in difficoltà Manninger, ma l’austriaco si dimostra sempre pronto. La vittoria della Juventus è importante per mantenere viva la corsa allo Scudetto, accorciando il distacco dall’Inter. I nerazzurri sono comunque campioni d’inverno, però, Del Piero ha sicuramente la voglia di tornare in cima con i suoi compagni. Chissà come la pensa Mourinho da Manchester mentre guarda la partita contro il Chelsea.


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Fiorentina 1-2 Lecce

Marcatori: Giacomazzi (L) 6′, Melo (F) 25′, Castillo (L) 28′.
Ammoniti: Melo (F); Giuliatto, Giacomazzi (L).
Espulsi: Osvaldo (F).

Una Fiorentina bloccata nella prima frazione di gara, ed il Lecce è stato più lesto ad approfittare degli spazi lasciati dagli avversari. Il lavoro fatto a Marbella è rimasto molto sulle gambe dei giocatori e vari elementi hanno mostrato uno scarso stato di forma – non è la prima volta che capita. I viola vengono immediatamente beccati in contropiede, a causa di un fuorigioco fatto male da parte di Comotto che non tiene la linea e consente a Giacomazzi di battere Frey. La Fiorentina allora accusa il colpo ma cerca di reagire ragionando con calma e l’azione giusta arriva con un bell’assist dalla sinistra di Santana ed un perfetto stacco di Melo che incrocia battendo Benussi. Dura poco, però, il vantaggio dei viola, perché con un’azione fotocopia a quella del primo gol, Tiribocchi libera Castillo che mette a sedere Frey e lo batte con un elegante tocco sotto. Poco attenta la retroguardia viola – anche se il fuorigioco sulla seconda rete è netto – ed il pressing leccese molto alto funziona benissimo. Una ripresa che dice veramente poco, si gioca ma con poca determinazione ed i secondi passano, con il Lecce che pregusta la possibilità di portarsi a casa una vittoria importantissima. Benussi mette il risultato nel sacco con qualche parata importante ed Osvaldo fa il resto nei minuti di recupero facendosi buttare fuori quando si deve tentare gli ultimi assalti. Il Lecce non aveva vinto da tre mesi e questa è un risultato importantissimo per far recuperare convinzione e fiducia nei giocatori giallorossi. Purtroppo, a spese di una Fiorentina che viene nuovamente recuperata dalle altre formazioni che lottano per la Champions e ci sarà da lavorare per sognare ancora.


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Udinese 1-1 Sampdoria

Marcatori: Delvecchio (S) 57′, Domizzi (U) 62′.
Ammoniti: Delvecchio, Sammarco, Lucchini (S).

Partita dai ritmi molto intensi, si va da una parte all’altra molto rapidamente e c’è poco tempo per riposare, di certo non l’ideale dopo la sosta, ma almeno si mettono minuti importanti nelle gambe. Cassano è ispirato, ma Handanovic è sempre attento e riesce ad uscire con tempismo, capendo le idee del barese per creare spazi ai compagni. L’Udinese, invece, tenta di trovare la rete con conclusioni dalla distanza, tentate più volte dai bianconeri, creando qualche pericolo per Castellazzi con una bella punizione a giro di Pepe. Buona Udinese nell’avvio di ripresa, colpevole, però, di sciupare troppe occasioni favorevoli, ed è infatti la Sampdoria a passare in vantaggio grazie ad un calcio d’angolo battuto molto bene, con Delvecchio lasciando colpevolmente solo riesce ad incornare molto bene, con grande potenza, ed a mettere la palla dove Handanovic non può arrivare. Non è la prima amnesia di questo tipo dei friulani in questa stagione. La Sampdoria, però, non è brava a gestire il risultato e subirà la rete del pareggio su un calcio piazzato, con una palla vagante che carambola troppo ed alla fine è Domizzi il più lesto a mettere la palla in gol. Gli azzurri, però, prendono coraggio ed escono bene palla al piede, grazie, soprattutto, ad un Hamsik ispirato che si esibisce in slalom da fuoriclasse, ma ha la pecca di sbagliare un rigore che Bizzarri gli annienta. Tutto da rifare per il vantaggio, ma arriva con un’azione convulsa che farà discutere per una possibile posizione di fuorigioco di Lavezzi, che poi serve Maggio che mette in rete. Poche altre emozioni e nessuna delle due squadre riesce a sbloccare la propria posizione in classifica.


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Bella partita tra queste due squadre che cercano punti per capire quale sarà il loro destino durante il proseguimento del campionato. Iniziano molto bene i rosanero che sfruttano il fattore campo e – seguendo la spinta dei propri tifosi – creano qualche problema alla squadra bergamasca, dove la coppia centrale fa fatica a trattenere le sfuriate dei siciliani. Cavani ha un’ottima occasione per segnare, ma la rete arriverà poco dopo, con Cassani sempre più in veste assis-man che imbecca Miccoli con un lancio di 40 metri, Talamonti sbaglia il tempo dell’intervento ed il “Romario del Salento” è libero di punire Coppola come meglio crede. Sarà determinante anche per la seconda rete palermitana Miccoli, poiché con un invito perfetto trova Bresciano che si era inserito e mette in rete. Finisce così il primo tempo, anche se Miccoli sarà costretto ad uscire per un piccolo risentimento muscolare. Senza Miccoli è un altro Palermo e l’Atalanta prende l’iniziativa, schiacciando i rosanero nella propria metà campo. Arriva anche il gol firmato Floccari che anticipa Carrozzieri di testa con un gran colpo, un gol meritato per quanto fatto vedere nella ripresa. C’è la possibilità per la rimonta e l’Atalanta lo sa, quindi continua a premere e grazie ad un’azione di Valdes sulla destra il brasiliano Ferreira Pinto ne approfitta anticipando il proprio marcatore e completando la rimonta. Sarebbe un risultato clamoroso per il Palermo ed i rosanero lo sanno, quindi Liverani – uno dei più esperti – sale in cattedra e trova con un lancio – splendido – Cavani il quale – in modo altrettanto bello – incrocia sul secondo palo e batte Coppola; vantaggio ristabilito. Meno male per i siciliani che finisce così, altrimenti Zamparini sarebbe stato una furia e viene finalmente sfatato un tabù che vedeva il Palermo sempre perdente nella prima partita alla ripresa del campionato. Atalanta che, invece, non riesce ad essere determinante fuori casa come in casa.

Punti pesanti giocati anche al Granillo, con obiettivi diversi da parte di Reggina e Lazio. I biancocelesti cercano di fare bottino pieno, ma non è facile, infatti sono i granata a passare in vantaggio con un rigore dell’ex Corradi, propiziato da un’uscita in ritardo di Carrizo su Brienza. La Lazio, però, non ci sta e Zàrate è in grande forma, all’argentino riescono tutte le giocate, anche se a marcare la rete del pari è il “gemello” Pandev, il quale ruba palla a Costa e sfrutta una deviazione favorevole per battere Campagnolo. Raddoppio dopo pochi minuti della Lazio, ma questa volta è Zàrate ad impacchettare un pallone d’oro per Pandev, che deve solamente spingerla dentro. La Reggina non demorde nemmeno nella ripresa, anche se è tambureggiante l’attacco della Lazio che cerca di chiudere la partita, ma la Reggina è brava ad aspettare il momento giusto che arriva con una discesa di Sestu che mette bene in mezzo per Cozza che mette i conti in pari. Purtroppo quando è in giornata Goran Pandev non c’è niente da fare, però il vero artista è Zàrate che – egoista (?) – serve un altro assist d’oro per il compagno che mette ancora in rete e firma la sua tripletta. Ideale questa vittoria che rimette la Lazio in corsa per un posto importante in classifica, mentre non è certo l’esordio che desiderava Pillon, ma i presupposti per riuscire a salvarsi ci sono con qualche rinforzo dal mercato.

La partita tra Bologna e Chievo è piuttosto sterile nel primo tempo, come ci si potrebbe aspettare da parte di due squadre che si devono salvare ed attendono il momento propizio per portarsi a casa l’intera posta. Di Vaio a volte tenta qualche giocata di troppo e si perde in azioni futili. Nel finale di primo tempo le cose si smuovono nettamente e, prima, arriva la rete clivense su calcio piazzato, con un cross di Esposito che trova Pellissier, ottima girata di testa e palla in rete. Il vantaggio dura un minuto, perché sulla prossima azione Di Vaio si procura un rigore e mette in rete, trasformando la sua ennesima rete stagionale e mantenendo viva la speranza per il Bologna di rimanere imbattuto sotto la guida di Sinisa. Sono punti pesanti in gioco e le due squadre non vogliono rischiare molto, sfruttando le occasioni che nascono senza andare a cercare il gol con troppo vigore. Brutto il fallo su Luciano che costa a Mudingyai il rosso diretto. Bologna che rimane imbattuto, però c’è la paura che sia tornata la mania del pari, mentre per il Chievo serviva certamente più di un punto.


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INTER, BEL MODO DI INIZIARE L’ANNO…

11 gen 2009 In: Calcio

Serie A – 18^ Giornata
INTER – CAGLIARI 1 – 1 65′ Acquafresca – 77′ IBRAHIMOVIC
Cazzo, tre settimane di digiuno per vedere questa partita di merda. Era una partita che meritavamo di vincere e invece…

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Dopo aver dissertato a lungo di mercato, di dichiarazioni deliranti e processi con sentenze poco condivisibili torniamo finalmente a parlare di calcio giocato e anche di Inter.
Con Genoa-Torino…

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