Pensieri

Buon inizio settimana

13 ott 2008 In: Pensieri

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La SMA purtroppo c’è… e tu?

11 ott 2008 In: Pensieri

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50 anni e sentirli ….

11 ott 2008 In: Pensieri, Web Personali

Ieri pomeriggio il Fiancé ha dovuto presenziare ad un funerale ….. avesse potuto, si sarebbe volentieri dato per disperso pur di evitare, ma ha violentato il suo animo bambino e ci è andato.Ieri sera l’ho visto molto tetro, incupito, meditabondo….


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just do it

11 ott 2008 In: Pensieri, Web Personali

Delle volte la sera, quando ci sediamo sul divano, dopo cena, il cassetto sotto al divano si riempie di rane, e gracidano, gracidano… gracidano…

falla e basta.
(Però si vede che stai invecchiando)

Tag: animali, decadenza, digestione, inserzioni, invecchiando, io e lei, lifestyle, pensare, pensieri, rane, riflessioni, vivere

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Il futuro… chissà

10 ott 2008 In: Pensieri

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La mela “rosseggia”.

10 ott 2008 In: Pensieri

Non usare l’aggettivo. E’ la sfida che ci siamo dati io e la Virgi.

Mi è venuta questa idea perché quando scrivo, a volte, stampo una serie interminabile di aggettivi. Avviene quando vado di getto, senza il temibile censore interno.
Perchè sono così legato all’aggettivo? E’ veramente indispensabile?Penso di no.
Certo che a volte è necessario: la mela può anche rosseggiare, ma più spesso è semplicemente rossa. Tuttavia, tanti aggettivi rallentano inevitabilmente la lettura. Rendono il pezzo più statico; si descrive quando si potrebbe trasformare il tutto in un breve racconto.
Sembrerà un consiglio banale, ma penso che a volte, nella foga di scarabocchiare, ce ne dimentichiamo.

“Le pennellate vorticano di colori che accecano. Cielo, nuvole e alberi. 
I tronchi che i secoli hanno increspato sembrano trasformarsi in esseri impegnati in una danza, e le fronde si mescolano con le foglie che gridano il loro verde.
Inspiro l’aria al di là della cornice e sento i rumori. Soffiano e cullano e graffiano.”

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Un pensiero per Nonit…

10 ott 2008 In: Pensieri, Web Personali

In questo momento Nonit e Mamit sono in sala d’attesa, aspettando che Nonit inizi la sua terapia. Vi auguro una buona giornata ma, permettetemi, ne auguro una anche migliore a Nonit…


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Esercizio di scrittura.

9 ott 2008 In: Pensieri


Ieri io e la Virgi abbiamo fatto una delle nostre gite creative all’ “Officina Perduta”, pub bientinese. Per vari motivi – tanto tempo che non scrivevamo, un racconto a quattro mani da terminare e il trauma da foglio bianco – abbiamo deciso di lasciarci andare. Riniziare a scrivere per il gusto di scrivere, giocando nel vero senso della parola con l’aiuto della nostra stella protettrice (Natalie Goldberg).

Dopo aver cercato qualcosa di abbastanza forte da bere nel menù (io ho preso una trasgressivissima coca cola piccola e senza limone), abbiamo iniziato a scrivere facendo uno degli esercizi proposti nel libro Scrivere Zen.
L’esercizio consisteva nel descrivere un’azione tenendo ben presente quello che ci circondava nel momento in cui la svolgevamo. L’intento è quello di far notare allo “scrittore” come tutto ciò che fa e tutto ciò di cui scrive dipenda dal mondo che continua a esistere intorno a lui. Il tutto deve essere buttato sul foglio abbastanza velocemente, senza far troppo caso alla forma e alla grammatica, e soprattutto senza autocensurarsi
Trascrivo quello che è uscito dalla mia penna:

Il bastone di bambù inizia a farmi male stretto nei miei palmi. Ogni botta contro i rami dell’olivo sembra generare un nuovo callo.
Al di là di questo, non è neanche un po’ piacevole stare sotto a una grandine di piccoli frutti verdi e viola. Frutti che si vanno a intessere nelle maglie della rete arancione, tra i ciuffi d’erba.
Guardare in su è anche difficile. Ho il terrore che un’oliva mi sfratti il bulbo oculare per sostituirsi a lui.
E il sole. La luce forte nonostante sia ottobre inoltrato e l’aria di ghiaccio mi stia screpolando le labbra. Ma nel breve momento in cui riesco a lanciare uno sguardo, le fronde danzano frustando il cielo terso. Le olive da grandine si fanno coriandoli leggeri che rigano l’azzurro.
Finché una fronda intera non si stacca sotto il mio mazzolare e mi cade in testa. Fin quel momento almeno, mi godo lo spettacolo.


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VILLA ARZILLA – QUINDICESIMA PUNTATA

9 ott 2008 In: Pensieri

Alla bell’età di 36 anni, S.A.S. La principessa sul Pisello, in un tipico afflato d’indipendenza post-divorzista, decise di prendere la patente e d’automunirsi.  Superato con successo l’esame di teoria, dopo un certo numero di lezioni di guida presso la locale scuola, Sua Altezza dovette superare ben due ardue prove che testarono le sue capacità e il suo equilibrio psicofisico.
 
LEZIONE CON IL RE PADRE – Convinto che l’auto giusta per la figlia dovesse avere il cambio automatico, il Re decise di far provare alla Principessa la Sua auto personale: Honda Accord 2500 sportiva. Praticamente un tir con un razzo nel sedere! Non avendo cuore d’avventurarsi sulle strade di Savignone, il Re Padre optò per alcune brevi manovre sul piazzale di Villa Arzilla: per quattro volte, con piede felice e calma regale, la Principessa spostò avanti e indietro la mega vettura mentre le urla del Re rimbombavano nella sua testa: “Attenta al muretto! L’orto noooo! Sterzaaaa!Frenaaaa!”
Quando, alla quinta manovra, la Principessa si voltò verso di lui per chiedere indicazioni, lo vide, pallido, sudato e scarmigliato:
“Cosa faccio, papi?
“ Per oggi basta… Sta per venirmi un infarto!”
Erano passati solo 10 minuti.
 
LEZIONE COL PRINCIPE CONSORTE – Quando Princy fu patentata e automunita, il Principe disse: “Ora devi imparare a orientarti anche in una città che non conosci: basta prendere un punto di riferimento e seguirlo. Andremo a Tortona e useremo il Santuario della Guardia!”
S.A.S. di Tortona, città piemontese, conosceva solo gli amaretti e quel santuario, noto per l’alta torre sulla cui sommità troneggia una statua dorata della Vergine.
Tranquilla e fiduciosa nel suo calmo accompagnatore, S.A. prese il volante e, in quella fredda e nebbiosa serata di venerdì, cominciò a girare per le vie trafficate. Destra, sinistra, freccia, semaforo, posteggio per acquisto dolci tipici, sinistra, stop…. Tutto sembrava perfetto, mentre la voce bassa del Principe suggeriva senza ansia: ma la tragedia era in agguato! Improvvisamente, svoltato un angolo, si trovarono in una gran piazza nella quale confluivano diverse strade: mai la Principessa avrebbe immaginato che, in quell’ora di punta, Tortona fosse uguale a New York! Centinaia di auto con enormi fari, strombazzanti e guidate da irosi automobilisti, avanzavano minacciose puntando, tutte, contro di loro! Era necessaria una reazione immediata e Sua Altezza non perse tempo, si voltò verso il Principe, abbarbicato, poco dignitosamente al sedile, e urlò:
“Cosa faccio, adesso?”
“Guarda la Madonnaaaaaaaa!”
 
© Marina Garaventa
 

Su "GRAZIA" di oggi (pag. 176), c’è un articolo di Caterina Cavina, su
S.A.S.La Principessa sul pisello
 
 

Pubblicato da Princy60 | Commenti (79)

Tags: vita, articolo, curiosità, amori miei, villa arzilla

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