Un caffè al mattino, niente pranzo e cena abbondante?
Classico esempio di dieta inutile e controproducente. Ecco le altre trappole sulla
via per dimagrire .
Avete deciso di mettervi a dieta per smaltire i chili che appesantiscono la vostra
figura? L’iniziativa è lodevole, ma prima di passare all’azione sbarazzatevi delle
false convinzioni, delle idee poco chiare e dei luoghi comuni che rischiano di fare
fallire il vostro progetto, nonostante la buona volontà. Ecco quindici errori da evitare
per vincere la battaglia con la bilancia.
Durante la giornata pensate spesso al cibo? Quando mangiate vi sentite ansiose? Vi
capita spesso di alzarvi da tavola sentendovi ancora affamate? Siete facilmente tentate
di fare uno strappo alla regola concedendovi un peccato di gola, seppur piccolo? Pensate
sia utile saltare i pasti per tenere il peso sotto controllo? Vi sentite in colpa
per aver mangiato di più di quello che avevate stabilito? Pensate che i vostri chili
di troppo siano ingiustificati rispetto alle quantità di cibo che mangiate?
1 – Esagerare con i cibi “light” – Oggi
il mercato propone una vasta scelta di cibi a ridotto contenuto di zuccheri e grassi,
ma non cullatevi nell’illusione di poterne mangiare in quantità illimitata. Poveri
di grassi non vuol dire senza calorie: e, se le quantità sono esagerate, alla fine
i conti non tornano e l’ago della bilancia sale. Leggete bene le etichette, considerate
quanti grassi e quante calorie contiene un prodotto light e inseritelo poi nel menù
quotidiano al posto di altri cibi analoghi (una mozzarella light può sostituire una
mozzarella “normale”). Evitate di mangiare budini, creme, mousse in ogni momento della
giornata, prendendo la scusa che hanno pochi grassi e che non possono, quindi, danneggiare
la vostra dieta.
2 – Esigere la perfezione – Credere
di poter seguire una dieta in modo rigido senza ammettere il minimo sgarro non solo
è poco realistico, ma è anche molto stressante. Il rischio che si corre è quello di
sentirsi così frustrate al primo errore, da abbandonare del tutto la dieta. Bisogna
cercare di evitare che un peccato di gola scateni un comportamento irrazionale, provando
invece a considerano solo come un incidente di percorso, che è possibile recuperare
semplicemente controllando quello che si mangerà nel pasto successivo. L’importante
è essere consapevoli che il periodo della dieta non è una prova di volontà, bensì
un percorso, a volte difficile, per imparare a mangiare meglio, concedendosi anche
ciò che piace, ma con criterio.
3 – Dire a tutti che si è a dieta – Familiari
e amici spesso sono le persone meno indicate per offrire un aiuto quando si è presa
la decisione di mettersi a dieta. A volte perché sono ansiosi, volte perché sono nervosi
o, peggio ancora, invidiosi. Oppure, semplicemente perché temono i cambiamenti. Sta
di fatto che possono mettere in atto tutta una serie di comportamenti atti a “boicottare”
il vostro piano. Per di più, tutti hanno provato a stare a dieta almeno una volta
e sono pronti a prodigarsi in una sequela di raccomandazioni che spesso finiscono
per confondervi le idee. Meglio, quindi, non fare parola delle vostre intenzioni e
cominciare con piccoli cambiamenti quasi inavvertibili (ricette con meno grassi, una
spesa un pò più attenta), per valutare la reazione di familiari e amici, decidendo
poi come e quando metterli al corrente di quanto state facendo.
4 – Bere poca acqua – Chi è a dieta
dovrebbe bere anche più del solito, arrivando almeno a un litro e mezzo di acqua minerale
naturale al giorno: questo favorisce la diuresi, aiuta a mantenere regolato l’intestino
e a eliminare scorie e tossine. Niente paura comunque: l’acqua, anche se frizzante,
bevuta a pasto non ingrassa; al limite rischia di dilatare lo stomaco. Il problema
è rappresentato, invece, dalle bevande gassate dolci, che vanno tassativamente evitate
se si vuole dimagrire, perché sono ricche di calorie “vuote”, che fanno solo ingrassare
senza apportare nutrienti all’organismo.
5 – Mangiare davanti alla tv – Se
avete deciso di controllare quanto mangiate, dovete evitare qualsiasi circostanza
che vi porti a consumare il cibo distrattamente. Mangiare davanti alla tv, sul divano,
sedute al computer o in macchina è quanto di meglio ci sia per esagerare senza neppure
accorgersene. L’impressione, infatti, è quella di fare solo uno spuntino; così, appena
finito, avrete di nuovo fame e tornerete a mangiare. Per di più, mangiando in queste
condizioni si tende a scegliere cibi “pratici”, come gli snack, i dolci, i tramezzini,
che in genere sono ricchi di grassi e di calorie. Mangiate, perciò, sempre e solo
sedute a tavola, apparecchiando con cura, in modo che il momento del cibo rappresenti
una pausa piacevole e distensiva.
6 – Eliminare del tutto pasta e riso – Pensare
che i carboidrati facciano ingrassare e che vadano, quindi, tolti quando si è a dieta
è una convinzione molto diffusa, ma assolutamente errata. Perché il corpo ha bisogno
dell’energia dei carboidrati per funzionare al meglio: in carenza di zuccheri, l’organismo
utilizza, infatti, le proteine e i grassi, con il rischio di perdere peso, ma anche
muscoli e di produrre una serie di sostanze di scarto che generano uno stato generale
di intossicazione. Pasta e riso, peraltro, non sono affatto più calorici di altri
cibi: importante è condirli in modo leggero, evitando sughi elaborati ricchi di grassi
e preferendo condimenti a base di verdure, cotte o crude, e di olio crudo.
7 – Fare un unico pasto abbondante – Molti
studi hanno dimostrato che per restare magri è bene mangiare cinque volte al giorno,
prevedendo accanto ai tre pasti principali due spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio.
Così facendo, si mantiene costante il livello degli zuccheri nel sangue, evitando
i cali di glucosio (zuccheri), che portano in genere a buttarsi sul cibo. Mangiando
di frequente, poi, si attiva l’apparato digerente che, per lavorare, brucia calorie.
Gli spuntini vanno scelti con criterio, puntando su cibi leggeri per non esagerare
con le calorie: lo yogurt magro, il latte scremato, le fette biscottate, le spremute,
il tè con poco zucchero.
8 – Concedersi qualcosa in più pensando di
smaltirlo in palestra – Quando si decide di far scendere l’ago della bilancia,
è importante anche fare movimento che, attivando il metabolismo, aiuta a bruciare
calorie. Ma andare in palestra o in piscina non deve diventare l’alibi per mangiare
di più: le calorie bruciate in un’ora di aerobica o di tennis (circa 250) sono inferiori
a quelle che si accumulano mangiando un piatto di pasta al sugo o una fetta di dolce.
9 – Saltare i pasti – Avete esagerato
a tavola e pensate di recuperare saltando il pasto successivo? Niente di più sbagliato:
evitare il pranzo o la cena significa ritrovarsi a metà mattina o, peggio, nel cuore
della notte con una fame esagerata, che ha bisogno di essere placata con una notevole
dose di cibo. Le privazioni, poi, portano spesso a un desiderio di compensazione,
che viene esaurito con i cibi che piacciono di più e che, in genere, sono i più golosi
e ricchi di calorie. Meglio, dopo qualche stravizio, rimediare consumando nel pasto
successivo solo una portata, che può essere un bel piatto di minestrone, un’insalatona
mista, una ciotola di yogurt magro, accompagnando il tutto con una tazza di tè verde
non zuccherato.
10 – Pesarsi tutti i giorni – Avere
l’assillo continuo della bilancia può essere negativo quando si è a dieta. Il peso,
infatti, è influenzato da fattori che non dipendono solo da quello che si mangia (basta
pensare alle variazioni dovute al ciclo mestruale) e notare che l’ago della bilancia
non scende o, peggio, sale di qualche etto può portare a sentirsi scoraggiati e ad
abbandonare la dieta. Pesatevi quando iniziate la dieta e rifatelo solo una volta
la settimana a digiuno e con gli stessi abiti. Valutate i risultati solo dopo un mese:
i miglioramenti ottenuti vi aiuteranno a proseguire.
11 – Riempire la dispensa – Stare
a dieta richiede volontà ed è chiaro che, vedendo nel frigorifero un carico di cibi
“tentatori”, resistere diventa più difficile. Meglio fare la manovra contraria: appena
avete deciso di seguire una dieta, ripulite la dispensa eliminando i cibi pericolosi,
come il cioccolato, le caramelle, gli snack, i formaggi grassi (potete regalare il
tutto): non trovandoli avrete meno possibilità di cedere alla tentazione. Fate poi
una lista di quanto vi serve per la dieta, compratelo e disponetelo in bella vista
nel frigorifero e negli armadietti. Non dimenticate di fare scorta di verdure, come
le carote, i finocchi, i peperoni, il sedano: tagliati a listarelle, vi serviranno
a tenere a freno la fame improvvisa con poche calorie.
12 – Bere solo un caffè al mattino – La
colazione è un pasto di grande importanza nel piano di un’alimentazione equilibrata:
solo mangiando in maniera corretta al mattino è possibile fare il pieno di energia
necessaria ad arrivare al pranzo senza cedere ai morsi della fame, che portano a mangiucchiare
di continuo fuori pasto. Le calorie introdotte con la colazione, inoltre, vengono
smaltite con maggiore facilità: è possibile, quindi, concedersi qualcosa in più (sempre
nei limite del ragionevole) senza rischio di ingrassare. Le scelte corrette per il
mattino sono le proteine fornite dallo yogurt e dal latte magro, i carboidrati delle
fette biscottate, dei cereali, del muesli e dei biscotti secchi, gli zuccheri della
frutta, delle spremute, del miele e della marmellata.
13 – Abbondare con la frutta – Pensare
che la frutta non faccia ingrassare e che se ne possa mangiare quanta se ne vuole
non aiuta certo a perdere peso. Al di là dell’acqua, che non ha calorie, tutti i cibi
sono calorici e, mangiandoli in eccesso, si rischia di ingrassare. Tra la frutta,
occorre fare le debite distinzioni: ci sono frutti molto zuccherini, come l’uva, la
banana, l’avocado, la pera, il mango, che forniscono un buon numero di calorie e che
vanno consumati con attenzione, e altri a elevato contenuto di acqua, come l’anguria,
il melone, le fragole, le albicocche, che sono scelte più leggere. Tassativamente
vietata poi, quando si è a dieta, la frutta secca, vero concentrato di zuccheri, di
grassi e, quindi, di calorie.
14 – Seguire un regime da fame solo per pochi
giorni – La strada migliore per dimagrire è mangiare bene, senza privazioni
ma senza esagerare nelle quantità. E di farlo sempre, tutto l’anno. La soluzione di
non mangiare “nulla” per due o tre giorni è solo una scusa per non impegnarsi; una
dieta severa seguita per pochi giorni fa scendere l’ago della bilancia, ma quello
che si perde non è grasso, bensì acqua e massa magra, cioè muscoli. Il risultato?
Il peso viene recuperato e spesso con gli interessi, visto che le restrizioni spingono
a esagerare con il cibo. Meglio ridurre la quantità di ciò che si mangia, mantenendo
l’impegno con costanza per dimagrire più lentamente, ma sicuri di mantenere i risultati.
15 – Sostituire il pane – Queste alternative
sono certo più “leggere” di consistenza, ma hanno circa il doppio delle calorie rispetto
al pane e finiscono per pesare di più nel calcolo calorico quotidiano. I prodotti
da forno secchi, infatti, hanno perso l’acqua di cui è ricco il pane e, a parità di
peso, contengono più amido; sono spesso arricchiti, poi, con grassi che nel pane comune
non sono presenti. C’è poi un’altra ragione per evitarli: essendo secchi, saziano
poco e spingono perciò a mangiarne in maggior quantità. E bene, quindi, avere una
scorta di pane fresco, anche se è più facile tenere nella dispensa cracker e grissini
pronti per essere mangiucchiati in ogni occasione.
DA RICORDARE : La costanza, abbinata a un’alimentazione
bilanciata è più efficace dei digiuni.
Con gli anni la velocità di rinnovamento delle cellule della pelle diminuisce naturalmente.
Con il passare del tempo è inevitabile la comparsa di rughe: si assottiglia lo strato
epidermico che perde parte della sua compattezza ed elasticità.
A ciò si sommano i danni provocati da fattori esterni di stress ambientale (come i
raggi UV, IR, lo stress, il fumo,l’inquinamento etc.) che rendono la pelle bersaglio
di migliaia di radicali liberi. Ricordiamo che anche lo stress psicologico riduce
le difese dell’organismo, rendendolo maggiormente suscettibile a fenomeni ossidativi.
La pelle comincia a perdere la capacità di trattenere l’acqua e quindi diminuisce
di elasticità: ciò comporta una minor risposta alla contrazione dei muscoli facciali
con accentuazione delle rughe d’espressione. Con il passare del tempo diminuisce la
quantità di collagene e di elastina, si riduce lo spessore del derma, la pelle appare
opaca, secca, disidratata, più sottile e lassa, con rughe dapprima sottili poi sempre
più grossolane.
Allora cosa fare?
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Problemi di digestione per milioni di Italiani.

Stomaci sensibili, quelli nostrani: secondo i risultati dell’indagine “Gli Italiani
e i piccoli disturbi della digestione” condotta a marzo 2010 da Astra Ricerche per
conto dell’azienda Brioschi,
su oltre 38 milioni di individui tra i 18 e i 65 anni, quasi 7 persone su 10 soffrono
di uno dei piccoli problemi di digestione almeno una volta alla settimana.
Per 37 milioni di Italiani, difficoltà digestive, acidità, gonfiore, pesantezza
arrivano anche a compromettere l’attività lavorativa e le relazioni sociali, portando
a una media di 41 giorni persi all’anno, per ciascuno. I problemi digestivi affondano
le radici non solo in cause strettamente fisiche, ma anche in problematiche più psicologiche:
così a uno stile alimentare inadeguato e un abbassamento della soglia di sopportazione
del dolore, pur comunque tra i fattori responsabili, si aggiungono lo stress e la
crisi economica-sociale che si sta attraversando.

Questo spiega perché ad essere più colpiti sono laureati, imprenditori, dirigenti,
professionisti: il lavoro (o la sua mancanza) rappresenta la situazione più difficile
“da digerire”, perché non si trova o è stato perso, oppure c’è ma è mal pagato o frustrante.
A onor del vero, tra coloro che hanno a che fare più spesso con problemi di digestione,
spiccano anche tutti coloro che hanno in famiglia una prole under 15, certamente fonte
di gioia ma anche di innegabili preoccupazioni e ansie.
I 42% degli “indigesti” reagisce con rabbia e irritazione a questi inconvenienti
di salute, che si cerca di risolvere, nel 50% dei casi, soprattutto ricorrendo a prodotti
digestivi (granulari effervescenti e bicarbonato di sodio), ma altrettanto ampia è
la fetta di chi sceglie come soluzione di mangiare poco e leggero.
La ritenzione idrica è un disturbo piuttosto diffuso, che colpisce con diversa intensità
milioni di persone, soprattutto donne (30 % della popolazione italiana femminile).
All’origine del problema possono esistere gravi patologie come disfunzioni cardiache
o renali, infiammazioni severe e reazioni allergiche. Spesso però il principale responsabile
della ritenzione idrica è uno stile di vita sbagliato, la cui semplice correzione
può apportare notevoli benefici
In medicina il termine “ritenzione idrica” viene utilizzato per indicare la tendenza
a trattenere liquidi nell’organismo. Il ristagno di questi fluidi è generalmente superiore
nelle zone predisposte
all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).
Il segno principale della ritenzione idrica è l’edema,
una condizione in cui l’accumulo di liquidi nei tessuti ne causa un anomalo rigonfiamento.
A causa dell’alterata circolazione
venosa e linfatica insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine
che alterano un metabolismo cellulare
già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.
Proprio per la sua notevole diffusione la ritenzione idrica è un problema molto sentito
ma spesso sopravvalutato. Molte donne infatti attribuiscono erroneamente alla ritenzione
il proprio sovrappeso ignorando che, in assenza di patologie importanti, il contributo
della ritenzione idrica sull’aumento di peso è tutto sommato marginale. E’ invece
vero il discorso contrario; è cioè il sovrappeso a rallentare la diuresi e favorire
la ritenzione idrica.
Per verificare l’effettiva presenza del disturbo esistono molti test più o meno affidabili.
Se per esempio non si ha la possibilità di effettuare l’esame del peso specifico delle
urine, è sufficiente premere con forza il pollice sulla parte anteriore della coscia
per un paio di secondi. Se dopo aver tolto il dito rimane ben visibile l’impronta
siamo con tutta probabilità in presenza di ritenzione idrica.
La cura della ritenzione idrica si basa sulla correzione delle cause che hanno dato
origine al disturbo. Come abbiamo visto nella parte introduttiva, in assenza di patologie
importanti, il maggiore responsabile della ritenzione idrica è lo stile di vita. Alcune
abitudini poco salutari contribuiscono ad aggravare la situazione (fumo, eccessivo
consumo di alcolici, sovrappeso, predisposizione per i cibi salati, abuso di farmaci
e caffè, abiti troppo stretti, tacchi troppo alti e rimanere a lungo in piedi senza
muoversi).
In quest’ultimo caso si consiglia di alzarsi di tanto in tanto sulle punte dei piedi
in modo da stimolare la circolazione ed il ritorno venoso.
Insieme alla correzione di tutti i fattori di rischio sopraindicati può essere utile
posizionare un cuscino sotto
il materasso in
modo da sollevarlo dalla parte dei piedi.
L’arma migliore per combattere la ritenzione idrica rimane comunque l’attività fisica.
Il movimento, purché sia eseguito regolarmente e con razionalità, contribuisce infatti
a riattivare e rinforzare il microcircolo. L’esercizio più indicato in questi casi
è una sana e tranquilla passeggiata. La corsa, l’aerobica, lo spinning, il sollevamento
pesi, e più in generale gli sport che prevedono frequenti impatti con il terreno (pallavolo,
tennis, jogging, corsa) sono invece controindicati.
Una valida alternativa è rappresentata dal nuoto e dalla bicicletta (poco utile quella
tradizionale, meglio utilizzare il modello “recline” con le gambe che pedalano in
orizzontale anziché in verticale). Anche esercizi
propriocettivi e di mobilizzazione della caviglia sono indicati in caso di ritenzione
idrica causata da insufficienza venosa.
Al termine della seduta lo stretching abbinato ad esercizi di controllo respiratorio
eseguiti con le gambe in alto, favorisce il ritorno venoso e l’eliminazione delle
tossine prodotte.
Una dieta ad alto contenuto di scorie (fibra
alimentare) aumenta la motilità intestinale ed allontana il pericolo di stitichezza,
un disturbo che ostacola il deflusso venoso a livello addominale.
E’ quindi importante consumare molta frutta e verdura ed in particolare quella ricca
di acido ascorbico, una vitamina che protegge i capillari sanguigni.
Gli alimenti più ricchi di questa sostanza, meglio conosciuta come vitamina
C, sono: alcuni frutti freschi (quelli aciduli, agrumi, ananas,
kiwi, fragole, ciliegie ecc.), alcune verdure fresche (lattuga, radicchi, spinaci,
broccoletti ecc.), alcuni ortaggi freschi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori,
peperoni) e tuberi (patate soprattutto
se novelle).
Un giorno alla settimana, specie se successivo ad una grande abbuffata domenicale,
è consigliata una dieta disintossicante particolarmente ricca di
liquidi (the, tisane,
succhi di frutta) e vegetali. In questo giorno la carne andrà sostituita con il pesce,
più digeribile perché meno ricco di tessuto
connettivo. Durante queste 24 ore andranno aboliti anche i grassi ad eccezione
dell’olio di oliva e
degli oli di semi. Una bella sudata in palestra, magari accompagnata da una sauna o
da un bagno turco rilassante,
stimolerà ulteriormente il drenaggio dei liquidi e l’eliminazione di tossine.
L’acqua deve diventare una fedele compagna e come tale va portata
sempre con sé. Una corretta idratazione è
infatti una delle soluzioni più semplici ed efficaci per combattere la ritenzione
idrica. Bisogna pertanto sforzarsi di consumare almeno un paio di litri di acqua al
giorno. In generale è buona regola aumentare le dosi quando il colore
delle urine è troppo scuro e/o di cattivo odore (per esempio nel periodo estivo
o più in genere quando si fa sport e si suda molto).
Alcune bevande alcoliche e
non (come aranciate, bibite, cola,
succhi di frutta, birra, caffè
zuccherato, tè ecc.
) oltre a fornire acqua apportano anche altre sostanze che contengono calorie (zuccheri, alcol)
o che sono farmacologicamente attive (ad esempio caffeina).
Queste bevande vanno quindi usate con moderazione. E’ invece consigliato l’utilizzo
di acque oligominerali o minimamente mineralizzate.
Probabilmente all’inizio, specie se si è abituati a bere poco, l’aumentato introito
idrico stimolerà la diuresi, un po’ come succede quando l’acqua scivola da un vaso
di fiori rinsecchito che viene annaffiato dopo un lungo periodo di tempo. Bevendo
frequentemente ed in piccole quantità il corpo imparerà tuttavia ad assorbire una
maggiore quantità di acqua un po’ come succederebbe per il terreno arido citato nell’esempio
precedente.
RIMEDI NATURALI: fucus, pilosella, centella
asiatica, mirtillo, tisane, pungitopo, ippocastano, carciofo
ALIMENTI SCONSIGLIATI:
Il sale ed il sodio in esso contenuto sono alcuni tra i principali
alleati della cellulite. Questo minerale è infatti uno dei tanti fattori in grado
di aumentare la ritenzione idrica dell’organismo. In una donna che soffre di cellulite
tale disturbo è già accentuato a causa dell’alterata funzionalità del sistema venoso
e linfatico.Per questo motivo è importante assumere con la dieta alimenti dalle proprietà diuretiche
evitando quelli che, come il sale,
favoriscono la ritenzione
idrica.Limitare l’apporto di sodio con
gli alimenti è tutto sommato facile, basta adottare alcuni semplici accorgimenti:non salare le pietanze
utilizzare poco sale durante la cottura (quando si prepara la pastasciutta abituarsi,
per esempio, ad aggiungere il sale a cottura ormai terminata; in questo modo si riduce
considerevolmente la quantità di sale assorbito dalla pasta)limitare il consumo di cibi conservati sotto sale o trasformati (insaccati, formaggi,
patatine ecc.)limitare il consumo di cibi confezionati
esaltare la sapidità dei cibi con spezie, limone o aceto tradizionale/balsamico
se la frutta è gradita può essere consumata in sostituzione degli snack salati come
spuntino.
Alimenti consigliati per assumere molto potassio e pochissimo sodio, favorendo così
il drenaggio dei liquidi.
|
Alimento (per 100 grammi) |
Potassio mg / 100g |
Sodio mg / 100g |
|
Funghi secchi Albicocche Fagioli bianchi Piselli Uvetta Mandorle Prugne secche Semi di girasole Datteri secchi Patate Broccoli Funghi freschi Farina d’avena Carne rossa Tacchino Riso Mele Cipolle |
5370 1370 1300 930 860 835 824 725 649 411 373 367 360 340 333 150 44 135 |
32 11 3 26 53 20 8 2 18 3 14 3 5 51 46 10 3 9 |
Bisogna comunque ricordare che il sodio è un minerale essenziale per l’organismo ed
un’eccessiva carenza, anche se difficilmente realizzabile con la normale alimentazione,
potrebbe avere effetti collaterali importanti (nausea, crampi
muscolari, affaticamento, apatia mentale).
Vuoi iniziare a combattere la ritenzione idrica con un rimedio naturale e semplice? Clicca
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I risultati dell’indagine condotta dall’Inran sullo
stile alimentare e la nutrizione degli
italiani parlano chiaro: gli italiani mangiano male. La carne regna sulle tavole d’Italia,
le verdure sono sconosciute agli adolescenti e ai giovani, e il consumo
di legumi è di molto inferiore alla quantità consigliata.
Lo studio è stato condotto dal 2005 al 2006 su un campione di 1300 famiglie, per un
totale di circa 3.300 soggetti di tutte le età, che hanno ospitato un osservatore
per 3 giorni.
I consumi di carne superano di gran lunga quelli consigliati per prevenire
le malattie del colon: la media è di 100 grammi di carne al giorno a testa, senza
considerare i pranzi di Pasqua e
Natale. Sempre meno colazioni e sempre più pasti fuori casa, con scarso valore nutritivo
e alta quantità di conservanti, il tutto innaffiato da soft drink al posto dell’acqua.
Vi ritrovate nel quadro statistico
dell’Inran o le vostre abitudini alimentare sono quelle che riequilibrano la media?
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