Questo pane ha già fatto il giro della blogsfera
e forse riproporlo sarebbe inutile.
Sono già state ampiamente decantate le sue qualità
da chi l’ha fatto e non voglio perciò dilungarmi troppo
ma due parole le devo pur dire non credete?
E’ buono anzi buonissimo facile da fare,anche
se la preparazione è lunga ma è ripagata dalla bontà.
E’ bello croccante e possiede l’alveolatura
come piace a mio padre; che ha sempre avuto da ridire
sul pane perché l’alveolatura era troppo fitta.
Vi conviene fare dose doppia perché state certe
che se lo assaggiate prima di pranzo o cena lo finite prima.
io l’ho fatto per la cena di domenica, ma il primo
filoncino ce lo siamo pappato a merenda
con del prosciutto crudo…a cena
lo abbiamo mangiato con salame bergamasco e mortadella.
Buono con tutto….
Altre note le potete trovare da:
E altre sono citate da loro
Io ho seguito la ricetta di Simona che copio e incollo
Tra parentesi ho messo gli ingredienti che ho usato io
Ingredienti:
50 gr pasta madre appena rinfrescata
455 gr farina (io uso un misto di manitoba e 00
350 gr acqua
mezzo cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino di malto di grano (io zucchero)
sale e olio evo
Procedimento:
L’impasto è il tipico impasto da “pane senza impasto”,
cioè molle, molto idratato.
Più che impastare si mischia bene il tutto per amalgamare gli ingredienti,
inizialmente con un cucchiaio, poi con le mani.
L’ho lasciato 24 ore a lievitare coperto nel forno spento,
ma se mi serve il forno lo metto in un armadietto, basta che sia al riparo.
Devono formarsi le bolle.
Ho provato successivamente,
anche a far lievitare 20 ore…era perfetto ugualmente!
Poi ho infarinato bene la spianatoia, versato l’impasto,
con l’aiuto della farina ho dato tre giri di pieghe del primo tipo, queste,
spostato su un canovaccio pulito non lavato con detersivi e infarinato,
pennellato di olio evo, cosparso con una presa di sale,
avvolto nel canovaccio e lasciato riposare per un paio d’ore.
Dopo un’ora e mezza, cioè mezz’ora prima della fine della lievitazione,
ho acceso il forno a 200 gradi statico (ma dipende dal forno).
Ho tagliato in 4 strisce l’impasto, sempre aiutandomi con la farina perchè
è ancora un po’ appiccicoso, ho tirato le 4 strisce più lunghe possibile,
senza schiacciarle le ho spostate sul tappetino di silicone
(o su carta forno!) messo sulla griglia del forno,
praticamente sono talmente molli che solo spostandole si allungano,
meno si toccano meglio è perchè dentro ci sono le bolle.
Con queste dosi vengono 4 filoncini della lunghezza del forno.
Ho pennellato con poco olio e sparso poco sale,
nel frattempo il forno era a temperatura, ho cotto 20 minuti circa;
io nel mio forno alla stessa temperatura ci sono voluti circa 50 minuti
Ecco per la cottura consiglio di regolarsi in base al proprio forno
Le torte salate sono perfette in ogni occasione,
rappresentano una delle soluzioni migliori per:
picnic, comode da trasportare,
buffet in piedi in fette piccole,
per accompagnare gli aperitivi,
come apertura in occasioni conviviali…
Erano usate già nel medioevo nelle cucine
patrizie, dove il cuoco racchiudeva gli ingredienti
in involucri di pasta che consentiva di portare in tavola
le preparazione calde (spesso le cucina erano lontane).
Quando la crosta venivano poi aperte
i commendali mangiano il contenuto, le croste riportate cucina e
distribuite fra il personale; che le mangiavo inzuppate nel brodo,
dando così origine alle zuppe.
Un piatto delizioso ricco di sapore,
ma non chiedetemi perchè si chiama così,
chissà se bella Sissi lo mangiava…
ma dubito era troppo attenta a non ingrassare.
L’ho letto in una vecchia (si fa per dire) enciclopedia
di cucina della mamma dal titolo “La cucina italiana”
degli anni settanta.
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