Politica e Costume

Chi Vuol Essere Italiano?

9 dic 2008 In: Politica

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Cestini vuoti nelle parrocchie i preti: "sosteneteci con le offerte". Fatevi sostenere da quello con ‘l’ermellino. Non paga l’ici, si pappa l’8 x 1000, gli paghiamo gli insegnati di religione ed in piu’ finanziamo le scuole cattoliche. Abbiamo gia’ dato .

Praticamente acqua calda, ma di successo…

Pubblicato da Slasch16 | Commenti (2)

Tags: satira

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http://oknotizie.alice.it/go.php?us=39d04218c0ab67e3

Pubblicato da Slasch16 | Commenti (1)

Tags: animali

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Sky trasmette dei bellissimi documentari su storia, geografia, tecnologia, ricerca ecc.ecc.
Perche’, al posto degli spot in difesa dei consumi della famiglia che sono ridicoli, non manda in onda dei bei documentari su History Channel?
Come ha fatto quelli su Mussolini, il fascismo, la guerra e cosi’ via.
Perche’ non ci racconta la storia del caimano? Documenti in giro che spiegano l’escalation del piduista ci sono in quantita’, potrebbero fare una serie di documentari chiarificatori.
Quanti appassionati di storia, anche recente, potrebbero aprirsi il cervellino con queste storie?
Sara’ anche vero che pescecane non mangia pescecane ma se veramente Sky, Murdoc, volesse infierire su Berlusconi potrebbe farlo in modo piu’ concreto.
Ci sono i servizi dei giornali inglesi o americani che si potrebbero sviluppare per bene, ne verrebbero fuori una decina di documentari.
Quelli si farebbero male, altro che gli spot in difesa delle famiglie borghesi.
Preciso, ho tutto l’abbonamento Sky, compreso My-Sky HD.
Se vuoi lo puoi votare qui:
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=19c042219ea41b04

Pubblicato da Slasch16 | Commenti (4)

Tags: politica, attualita, televisione

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Cosa dire ancora…

Pubblicato da Slasch16 | Commenti (9)

Tags: attualita, satira, informazione

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La “casta” che ci sgoverna

9 dic 2008 In: Politica

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La tv commerciale, regina della pubblicita’, ha creato qualche migliaio di posti di lavoro e miliardi di spesa aggiuntiva per tutti noi.
Il detersivo della lavatrice che costava 5000 in pochi anni e’ andato a 10.000, 12.000 lire, non per aumenti delle materie prime ma per i costi della pubblicita’.
Cosi’ e’ successo per le altre merci. Tutti a fare pubblicita’, tutti ansiosi di farsi conoscere ed aumentare il fatturato.
Dove e’ proibito fare pubblicita’ ci ha pensato lo stato a fare gli aumenti, vedi le sigarette.
Io vorrei sapere quanto costano certi prodotti, creme, shampho, additivi per la chioma fluente.
Sono convinto che su 50 euro del costo almeno 35 sono di pubblicita’, fat passare 50 volte al giorno il messaggio su tutte le tv, incida molto di piu’ della materia prima e del lavoro umano.
La pubblicita’ e’ come la finanza creativa, fa miliardi sul nulla, sulla prospettiva di fatturato ma produce ricchezza solo per chi la fa. Non per niente il piu’ ricco del paese e’ il primo pubblicitario d’ Italia, ha pure corrotto per farne di piu’ e su scala nazionale.
Adesso c’è la crisi e le aziende tagliano i costi pubblicitari, si ritorna alle strategie di mercato reale, presentare e far conoscere il prodotto direttamente ai commercianti e quindi al cliente finale. Si potrebbe anche una politica di abbassamento dei prezzi, con il risparmio sulla pubblicita’, resterebbe piu’ alto anche il profitto.
Tv private, tv pubblica, radio, giornali vivranno una crisi profonda senza i soldi della pubblicita’, bene ha fatto Radio Popolare a fare gli abbonamenti, almeno ha uno zoccolo sul quale camminare.
Potrebbe anche diminuire il condizionamento, economico e politico, che impone la pubblicita’ ed il suo manovratore. Le societa’ che la controllano e la divisione delle risorse.
Ci dobbiamo mettere tanto ottimismo ma se il fatturato pubblicitario di Mediaset crolla lo voglio vedere che fa l’ottimista.

Pubblicato da Slasch16 | Commenti

Tags: economia, attualita, informazione

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Se pure Gramsci lo trovi in fondo a destra?

9 dic 2008 In: Politica

 Ho ricevuto una bell’e-mail a firma di Davide Nota, un giovane poeta e giornalista, redattore de “La Gru”. Questa sorta di “lettera aperta” dal titolo “Gramscisants? (Se la destra cita Gramsci. Invito alla battaglia culturale)” ricostruisce, a mio modo di vedere, diligentemente l’operazione di “egemonizzazione culturale” che la destra di governo sta provando ad imbastire “nell’assordante silenzio” della sinistra tout court (politica e culturale).


La lettera si apre con una serie di precise citazioni gramsciane per bocca di “insospettabili” personalità più o meno organiche al centrodestra. Citazioni sorprendenti: di certo assai ambigue, che però sono la spia di un’operazione “carsica”, con evidenti fini politici e culturali, la cui portata può risultare – come detto in particolare, per la sinistra – dirompete. L’operazione, peraltro – com’evidenzia lo stesso autore della lettera – sarebbe in atto già da diverso tempo.


“E ora che abbiamo perso, ci vuole Gramsci“. Non sono parole di Bertinotti, Ferrero o magari del duo “rinsavito” Veltroni-D’Alema… subito dopo la debacle elettorale dello scorso Aprile. Si tratta, invece, del fulcro dell’analisi di Angelo Crespi, attuale consigliere del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi, docente di “Storia del giornalismo” presso l’Università Cattolica di Milano e collaboratore de “Il Giornale” e “Il Foglio”, pubblicate su “Il Domenicale”, settimanale di cultura ideato da Marcello Dell’Utri, proprio all’indomani della vittoria “mutilata” di Romano Prodi nel 2006.


L’operazione è persino più datata. In un meeting di Comunione e Liberazione del lontano 2000, con ospiti d’onore Berlusconi ed Andreotti, Giancarlo Cesana inveì così: “Antonio Gramsci, che non era un chierico, sosteneva che il Risorgimento fu borghese e antipopolare”. Ovviamente, Gramsci lo sosteneva da sinistra. Evidenziava cioè criticamente l’esclusone delle “masse” popolari da quel processo. Insomma, con buana pace di Cesana, il suo fine non era certo quello di restaurare la monarchia del Papa Re!


L’opera revanscista della destra, da allora, procede inesorabile. Così capita che il Gran maestro “venerabile” della loggia massonica P2, Licio Gelli – oggi, pare, apprezzato anchorman televisivo, tanto da ospitare nella prima puntata, guarda caso, proprio i già citati Andreotti e Dell’Utri… – può riformulare, a suo modo, la storia del fascismo e consegnare pubblicamente – senza alcun’indignazione dell’opinione pubblica – il testimone a Silvio Berlusconi per il completamento del “suo” Programma di Rinascita democratica. “L’unico che lo può portare avanti”.


Persino alcune antologie dedicate a poeti di sinistra (come la raccolta curata da Davide Rondoni, intitolata “I disobbedienti. Da Teognide a Pasolini: poeti dell’impegno civile, Saggiatore editore) vengono dirette da intellettuali apparentemente organici alle gerarchie vaticane ed al centrodestra.


La tesi avvalorata da Davide Nota è perciò la seguente. “E’ in atto un processo di “riscrittura” della Storia d’Italia, dal Risorgimento al Secondo Stato degli anni ’70 (P2, Gladio, servizi deviati), passando naturalmente per la storia del Fascismo e della Resistenza. Attiguo a questo processo vi è poi un progetto non meno insidioso, che consiste nella “neutralizzazione” delle radici culturali della sinistra italiana. Si pensi a tutte le false notizie diffuse negli ultimi tempi su Gramsci. Ucciso dai compagni di Partito, poi suicidato ed infine – addirittura – redento in punto di morte…”


Per non parlare poi di Giulio Tremonti, per il quale ogni occasione è buona per citare a vanvera Marx. Si pensi alle sue strumentali tesi contro il mercatismo, il neo-liberismo, la finanza “derivata” ecc. alla luce dei provvedimenti partoriti dal suo governo. Ovverosia la solita perversa ricetta della destra compassionevole: elemosine ai poveri, e caterve di soldi a Confindustria ed alle banche.


“Il re è nudo!” – grida il re. E’ l’amara quanto oggettiva chiosa dell’autore, che io mi sento di sottoscrivere.


* Il testo integrale della lettera di Davide Nota lo trovate a questo link.


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Gli esorcismi di Napolitano

9 dic 2008 In: Politica

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