Pronto il decreto attuativo che dovrebbe sbloccare il bonus assunzioni per le regioni meridionali fermo da maggio 2011. Il bonus promosso dal vecchio governo Berlusconi non aveva mai visto la luce.

Per far ripartire il mezzogiorno il governo Monti punta sul rilancio delle agevolazioni per imprese che assumono ed incrementano il numero dei lavoratori dipendenti.
Interessate dal provvedimento saranno 8 regioni del sud alle quali saranno attribuiti fondi europei cosi ripartiti:
Per poter usufruire del bonus le assunzioni dovranno riguardare l’assunzione di lavoratori svantaggiati o i lavoratori molto svantaggiati. Nel primo gruppo rientrano:
Rientrano nella categoria di lavoratori molto svantaggiati coloro che non hanno un incarico retribuito da almeno 24 mesi.
Per determinare le unità lavorative per le quali spetta il bonus sarà necessario calcolare la differenza tra il numero dei dipendenti a tempo indeterminato, rilevato mese per mese, e quello dei lavoratori a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti alla data dell’assunzione.
Nel caso in cui il numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato è inferiore o pari a quello rilevato nei 12 mesi precedenti l’assunzione si decadrà dal beneficio. Altre cause di decadenza saranno:
Il bonus assunzioni andrà richiesto alla propria regione di appartenenza e potrà essere utilizzato dopo l’avvenuta accettazione nei limiti delle risorse stanziate.
Il credito sarà utilizzato in compensazione nei limiti del 50% del costo salariale sostenuto per il lavoratore e sarà compensato nel modello f24 per i 12 mesi successivi nel caso di lavoratore svantaggiato e per i 24 mesi successivi in caso di lavoratore molto svantaggiato.
Google ci ha abituato ad una estenuante attesa per i suoi prodotti di punta. A dire il vero non sempre l’attesa è stata giustificata.

Ma questo non sembra questo il caso di google Drive.
Google riassetta il suo google Docs facendolo ruotare intorno ad un servizio di cloud e storage che ha lo scopo di intensificare anche l’utilizzo del suo pacchetto di office automation.
Il nuovo google drive è uno strumento che offre a google la possibilità di competere con l’ottimo dropbox e con gli altri servizi di storage, ma la vera sfida è quella con i pacchetti di office automation.
Con Drive, google invita i suoi utenti ad utilizzare la nuvola non solo come storage ma anche come una valida alternativa ai programmi da ufficio: addio software offline. L’office automarion si sposta sul web.
Collaborare direttamente online sugli stessi fogli di calcolo, documenti, presentazioni ed accedervi in ogni momento da qualsiasi dispositivo. Questo è il senso del nuovo google Drive.
A differenza dell’ottimo dropbox, Google Drive offre uno spazio gratuito maggiore ed i prezzi sono maggiormente concorrenziali.
Inoltre, per dimostrare che lo storage non è un problema rilevante, Google ha offerto ai suoi utenti, contestualmente all’attivazione di Drive anche un maggiore spazio su gmail giunto ormai a 10 giga di spazio per l’archiviazione delle mail.
Cosa ci piace del nuovo drive?
Sicuramente lo spazio, 5 giga di spazio gratuito sono tanti se ben utilizzati. Di certo non è il massimo, altri servizi (skydrive di Microsoft e box) offrono uno spazio maggiore.
La potenza del motore di ricerca di google integrato e la possibilità di utilizzare l’office automation integrato sono due punti a favore di google drive.
Ci piace la possibilità di integrarlo con moltissime apps per creare grafici, inviare fax, organizzare la vita d’azienda
Con Drive, google continua ad incrementare la propria offerta di applicazioni e servizi per le imprese, tenta di conquistare la fiducia di imprese e professionisti anche nel settore dell’office automation ed affermarsi come partner aziendale fondamentale per le imprese del futuro.
Con il termine cloud computing (cloud significa nuvola) si intendono una serie di servizi resi disponibili per gli utenti in modalità web senza la necessità di effettuare installazioni in locale.

Quando si parla di clou computing è necessario distinguere tre tipologie di nuvole:
Le private cloud rappresentano infrastrutture informatiche dedicate all’esigenza di una singola azienda o attività.
Le public cloud sono applicazioni e servizi resi disponibili da un fornitore specializzato in quel servizio condiviso da più utenti. Quest’ultima categoria ha avuto un notevole successo negli ultimi anni agevolata dalle nuove reti più veloci e dalla diffusione di reti mobili. Si pensi ai servizi di hard disk remoti o applicazioni per la gestione documentale.
I vantaggi delle public cloud sono:
L’utilizzo delle cloud richiede una particolare attenzione rivolta alla privacy ed alla riservatezza dei dati trattati. In fase di scelta di un sistema basato sul cloud computing è necesario valutare l’affidabilità del fornitore di servizi seguendo alcune linee guida dettate dal garante della Privacy:
Tutte queste accortezza devono rientrare in un generale contesto di riservatezza e privacy che vada ben oltre il servizio di cloud. Se il cloud rappresenta la migliore soluzione per il futuro verso la quale si stanno muovendo le principali aziende software, resta sempre più viva la necessità di proteggere e riservare i dati e le informazioni. Scelgiere sistemi remoti sicuri è solo uno dei passi: è necessario procedere anche ad una maggiore consapevolezza generica dei rischi informatici.
Proteggere il proprio personal computer con password, utilizzare software di controllo di spyware, malware e virus da aggiornare costantemente sono alcuni passi altrettanto importanti.
I rischi non sono solo legati al cloud. L’utilizzo di soluzioni nella nuvola comporta gli stessi rischi riconducibili ai dati non gestiti correttamente anche in locale.
Queste poche linee guida possono minimizzare il rischio ma non azzerarlo: resta fondamentale la prevenzione ed il controllo costante sia sulle macchine in locale che sul fornitore del cloud.
Questo guest post nasce da uno scambio di opinioni con Daniele, prima su questo blog e proseguito tramite mail, sulle nuove linee guida dettate dal team di adsense in merito all’integrazione degli annunci all’interno di una pagina web: saranno penalizzati quei siti che posizionano above the fold (in piena evidenza) gli annunci adsense a pieno discapito dei contenuti.
L’esempio lampante è quello dei molti siti che integrano l’annuncio adsense tra il titolo di una pagina ed il testo della stessa. Tale soluzione è stata per molto tempo ritenuta la migliore, in grado di offrire maggiore resa in termini di CTR.
Una resa eccessiva a discapito dei contenuti!
Il team di adsense ha cosi rivisto le proprie posizioni e le proprie linee guida al fine di penalizzare i molti siti made for adsense.
Sul mio blog non ho mai inserito annunci tra il titolo ed il testo di un post anche se leggendo si notavano opinioni favorevolissime in merito a tale collocamento. Ho sempre ritenuto questa soluzione eccessivamente penalizzante per i contenuti ed un’eccessiva forzatura per l’utente.
Parlando con Daniele, mi sono chiesto come Google potesse valutare la qualità del contenuto Above the fold e la relativa relazione con gli annunci adsense da collocare a prima vista per gli utenti.
Due quesiti potranno chiarire meglio:
Tutte queste scelte saranno importanti in fase di sviluppo di nuovi siti o di ristrutturazioneche di siti esistenti che vogliono continuare a monetizzare con adsense e che hanno bisogno di rivedere le loro strategie per ottimizzare adsense.
Attraverso questo sito potrai vedere raggruppati la migliore selezione di pagine web.
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