If you intresting in sport buy dianabol you find place where you can find information about steroids

Notizie dai blogger

Il debito pubblico, come per tutti noi, cresce quando le spese superano le entrate. Si accumulano quindi debiti nei confronti di altri stati, di privati, di imprese (o banche), che sottoscrivono i crediti di stato in forma di obbligazioni o titoli per far fronte al deficit.
Quando il debito di uno Stato diventa eccessivo in rapporto al suo prodotto interno lordo (PIL), subentrano gravi problemi (ben noti oggigiorno) causati dalla difficoltà di reperire le necessarie coperture finanziarie per far fronte al risarcimento del debito e dei relativi interessi in scadenza, fino ad arrivare, nel peggiore dei casi, al rischio di default (fallimento) dell’intero Paese.
La bella grafica di Giordano Loddo illustra l’andamento del debito nel tempo e nel succedersi dei diversi governi dal 1950 fino ad oggi.
E’ molto interessante, a livello storico, valutare quanto poco abbia fatto ciascun governo per risolvere questo cancro che rosicchia gradualmente le nostre ricchezze e vanifica ogni possibilità di crescita futura sia alle imprese che ai cittadini attivi.

 


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

Forse non tutti sapranno che, sul servizio Google Translate, è stato implementato un interessantissimo sistema di traduzione vocale.

Due utenti di diversa lingua potrebbero infatti parlare direttamente tra loro (oppure scambiarsi messaggi) senza doversi preoccupare di tradurre le frasi che ricevono o che si inviano.

Il servizio è sato attivato nel gennaio 2011, ma ora che è stato notevolmente esteso, la funzionalità Conversation Mode supporta ben 14 lingue.

Preciso che questa modalità permetterebbe, a chiunque, di tradurre il parlato da una lingua all’altra utilizzando le complesse funzioni di riconoscimento vocale in ingresso e sintesi vocale in uscita del servizio; è inoltre supportata la visualizzazione scritta di quanto si sta dicendo in entrambe le direzioni.

Per ora queste potentissime funzionalità saranno disponibili solo su smartphone e tablet su base Android previo un aggiornamento gratuito all’applicazione Google Translate per Android che si potrà scaricare su Android Market. 

Una volta scaricata ed attivata la funzione, sarà il software ad occuparsi di tradurre il parlato verso l’altra lingua selezionata e visualizzarla anche per iscritto.
Inoltre un particolare sistema di doppia correzione, permetterà di affinare il sistema per istruirlo ad eseguire traduzioni sempre più accurate e precise.

La funzione Conversation Mode di Google Translate è quindi matura e, con i recenti aggiornamenti, oltre al solo inglese e spagnolo permetterà di riconoscere, tradurre e sintetizzare con ottima approssimazione anche italiano, portoghese (brasiliano), ceco, olandese, francese, tedesco, giapponese, coreano, cinese mandarino, polacco, russo e turco.
Come in tutti sistemi di riconoscimento vocale è fondamentale comunque parlare correttamente e senza inflessioni evitando il più possibile rumori di fondo molesti e di disturbo.

Il filmato che segue vi dimostrerà che tutto ciò che è stato detto è autentico, reale e ben funzionante.

Un saluto.

 

 

 


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (1 voti, media: 5 su 5)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

Per quanto sia sempre stato contrario alle politiche della mela, per quanto sia contrario al suo sistema di marketing, per quanto sia certo che la Apple non abbia mai aggiunto qualcosa di nuovo al panorama tecnologico mondiale (ma solo assemblate le migliori e più moderne tecnologie), devo ammettere che l’uomo Steve sia stato un vero guru per la sua azienda.

Un uomo che è riuscito a far vendere i propri prodotti facendo credere che erano semplicemente i migliori al pari di una evangelizzazione di massa.

Se andiamo a guardare in profondità, la Apple da sempre, ha griffato ed infilato in eleganti contenitori, una tecnologia già esistente e ben matura senza apportare troppe significative evoluzioni. Sono seguiti poi i geniali piani di marketing sviluppati dal grande Jobs a creare la diffusione e la leggenda.

Un tablet con schermo touch screen è diventato iPad, ma ha un cuore identico ad un generico netbook su base Intel, un telefonino smartphone è diventato iPhone ma fa le stesse cose di ciò che fanno gli smartPhone su base Symbian o Android,  un lettore MP3 e diventato iPod ma non è altro che un comune chip abilitato a riprodurre musica da una flash memory.

Se la Apple fosse stata una azienda mineraria avrebbe venduti i propri sassi a pezzo invece che a tonnellata; li chiamerebbe iStone, avrebbero ognuno il marchio della mela applicato in superficie con finitura satinata e sarebbero più levigati e lucidati degli altri; sul depliant del prodotto si citerebbe che solo gli iStones sono eterni.

Il marketing della casa di Cupertino da anni crea dipendenze e forzature psicologiche molto raffinate tanto da far diventare i propri prodotti appetibili e necessari.
Come nell’abbigliamento troviamo chi si sente un pezzente se non veste almeno con una maglietta griffata, altrettanto nella professione non esiste grafico (diciamo creativo che fa più chic) che non usi l’ultimo modello di Mac per far girare il proprio PhotoShop.
Poi, in verità, il cotone della maglietta griffata è lo stesso della maglietta che compriamo al mercato come le funzionalità di PhotoShop su ambiente Windows sono identiche a quelle su ambiente Mac.

Apple: una vera religione

Per gli adepti quindi una ipotetica maglietta targata Apple non è più una semplice t-shirt bensì una iShirt, è tessuta con l’iCotton ed ha una mela fluorescente stampigliata. E’ proprio per questo motivo che costa da 3 a 10 volte di più!

Come vedete il perfezionatissimo marketing della Apple è riuscito a creare (e non da ora) molti adepti straconvinti che solo i prodotti della mela siano magici e migliori, che solo Apple sia la vera innovatrice, ma in realtà non è così.

Potrei citare ad esempio lo sviluppo di Linux (che è un sistema operativo ipercollaudato e avanzatissimo sviluppato da una rete di egregi programmatori di tutto il mondo) cui Apple ha goduto dei soli vantaggi utilizzandolo quale proprio sistema operativo (Mac OS X) ed incollandoci sopra una interfaccia appena un po’ personalizzata.

Potrei citare i successi ottenuti in ambito della grafica sui sistemi Mac molti anni fa, in realtà Apple è stata semplicemente la prima (a livello consumer) ad implementare software innovativi (tipo il postscript per le stampanti e photoshop per il photo editing) entrambi sviluppati da Adobe.

Potrei anche citare i salassi rivolti ai propri clienti a cui fanno pagare pure l’aria che respirano, offrendo sistemi praticamente chiusi, criteri di assistenza onerosi e inefficienti, assoluta assenza di compatibilità tra versioni successive.

Apple: ecologia, sprechi e concorrenza

Un utente che segue Apple da 20 anni e si è voluto tenere aggiornato (come per la maggioranza dei casi), ha dovuto cambiare totalmente il proprio sistema almeno 4 volte. Quasi ad ogni nuova versione di sistema operativo, l’intera attrezzatura informatica doveva essere sostituita perché obsoleta (e qui sono comprese anche periferiche e gli accessori).

Non me ne vogliano quindi gli appassionati della mela, quel che contesto alla casa madre è lo sfruttamento e lo spreco di tecnologie ancora valide e funzionanti puramente a scopo di lucro. Tecnologie che per produrle richiedono grandi risorse ambientali e che vengono buttate via solamente perché esce un nuovo software.

Se la stessa cosa fosse successa sotto Windows, con milioni di installazioni in tutto il mondo, Bill Gates avrebbe passati brutti quarti d’ora ed una rivolta popolare. Enormi cumuli di materiale informatico si sarebbe dovuto buttare semplicemente per un cambio di software con costi e sprechi a carico dell’intera umanità. Pensate che ancora oggi su Windows Seven si potrebbe far girare (anche se in emulazione) un software DOS sviluppato per CPU 8088 di 30 anni prima.
Per essere sinceri è proprio per esigenze di compatibilità così estreme che il sistema Windows rimane sempre più fragile e meno stabile dei suoi più diretti concorrenti.

Linux invece, che considero il sistema operativo più ecologico in assoluto, è un sistema sviluppato nei primi anni ‘90, per la sua modernità e lungimiranza ecologica, può essere installato anche su macchine molto datate tanto da ottenere un riuso quasi estremo delle risorse informatiche anche obsolete.

Perdonatemi la lunga digressione e torniamo all’argomento principale. La perdita di Steve è molto grave perché abbiamo perso un uomo che per la sua estrema lucidità e lungimiranza è riuscito a cambiare il modo di usare il computer, a renderlo più facile, intuitivo e usabile da tutti.
I suoi successi commerciali centrati nell’ultimo decennio, dimostrano quanto avrebbe potuto fare ancora a favore della tecnologia e dei suoi fedeli appassionati questa mente vulcanica ed eccentrica.

Ciao Steve il mio saluto va a te.

 

Mi scuso con gli appassionati Apple per essere stato così tagliente, accetterò ogni contraddittorio nei commenti.


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

Completamente catturata da questa foto dell’Allocco Barrato:

Cliccate l’immagine per ingrandirla
Si tratta di un rapace con un’apertura alare di circa 110 cm ed anche di più, un imponente rapace notturno che vive nei folti boschi di America Centrale, Stati Uniti e Canada.
Per saperne di più e visionare altre stupende foto:


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (1 voti, media: 5 su 5)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

L’energia che si genera in un luogo in cui si regalano abbracci ai passanti è qualcosa di straordinario che solo chi lo ha vissuto può comprendere…
L’intento deliberato di un tale evento che sfocia in un abbraccio collettivo che coinvolge un’intera nazione, ha degli effetti così potenti da generare un gigantesco campo di energia unificato capace di frantumare barriere inducendo molti ad aprirsi.

E’ un’occasione straordinaria per generare, insieme, qualcosa che non ha precedenti e che sarà il preludio per una svolta epocale…

Questo è, in sintesi, il manifesto della manifestazione.

La prima giornata si terrà ad Ancona in Piazza Cavour il 16 Ottobre 2011 alle ore 10:00

Per chi interessato segnaliamo il sito e la relativa casella di posta per inviare messaggi o chiedere informazioni al riguardo.

Da parte nostra non possiamo che invitare tutti all’evento.

Il manifesto della manifestazione

 

 

la cartina degli eventi previsti


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

Acerola, una bomba di vitamina C

31 Aug 2011 In: Notizie dai blogger
Nome Botanico: Malpighia glabra, punicifolia, emarginata.
Si usano i frutti, simili a ciliege e dal sapore aspro per la tanta vitamina C che contengono
Una pianta i cui benefici sono noti alla tradizione popolare caraibica e brasiliana da tanti anni.
L’acerola è un miniera di vitamina  C (2 grammi per 100 gr di polpa), ne possiede ben di più dei nostri agrumi e del famoso kiwi e molto più di quello che è il nostro fabbisogno giornaliero che si aggira sui 60 mg.
E’ inoltre ricca di sali minerali pectine, glicosidi, acidi organici, tannini, caroteni, polifenolici.
Detto questo è evidente il suo elevato potere antiossidante e quanto questa pianta aiuti lo svolgimento di svariati processi biologici quali il metabolismo, l’eliminazione di tossine e scorie, il prodursi di collagene, la matrice ossea e dentaria.
Ma non finisce qua.
E’ un toccasana per le difese immunitarie allo stress alle infezioni batteriche e virali.
Immaginate quanto bene possa fare ai fumatori ed in gravidanza…individui soggetti alla caranza di vitamina C.
Per l’assunzione se ne consiglia una quantità giornaliera da 5 a 8 mg per chilogrammo di peso corporeo, in due somministrazioni lontano dai pasti. E’ reperbile sottoforma di estratto secco.
Fonte: Alphega Farmacia magazine

eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

M-Disc il disco ottico eterno

21 Aug 2011 In: Notizie dai blogger

La quantità di dati in formato digitale prodotto da privati e professionisti è in costante aumento, ma il problema di avere un supporto in grado di conservare queste informazioni per lungo tempo non era ancora stato risolto.
Si sa che tutti i supporti ottici (siano essi DVD, CD o Blu-Ray) non sono eterni e, in alcuni casi, risultano già illeggibili dopo pochi anni di archiviazione.
Per evitare la perdita di questi preziosi dati, il metodo usato finora era quello di tenere diverse copie di backup per ogni supporto e sostituire periodicamente le copie che invecchiano con altre più recenti.

Milleniata ha creato un disco ottico che potrà durare quasi in eterno. In assenza di test reali (impossibili da attuare per un così lungo periodo), ci si affida alle sole prove di laboratorio che mostrano un supporto incredibilmente resistente. A quanto pare lo si può immergere in azoto liquido (-190° C) e poi bollire senza il minimo danneggiamento del supporto, tanto che il sistema vanta già una certificazione a norme militari dal Ministero della Difesa statunitense.

M-Disc è prodotto con un materiale simile alla pietra, spiega Scott Shumway AD di Milleniata, che però non precisa altri dettagli che sono protetti da segreto industriale. Si sa solo che, rispetto ai normali supporti ottici, la superficie non è riflettente, e che i dati vengono creati con una sorta di incisione laser. Similmente quindi ai supporti stampati (tipo i cd musicali originali), hanno una durata infinitamente superiore. Ci vuole ovviamente un masterizzatore speciale per inciderli, ma li si può poi rileggere su qualsiasi lettore ottico commerciale.

La capacità al momento è di soli 4,7 GB (quella di un DVD), ma Shumway ha però già anticipato che è possibile andare anche oltre la capienza di un moderno Blu-ray. Anche la velocità di scrittura è piuttosto limitata e non supera i 4x, ma si sta lavorando per migliorare questo aspetto.
Gli M-Disc sono stati messi alla prova anche dall’esercito degli Stati Uniti, che da tempo era alla ricerca di supporti di archiviazione affidabili nel tempo. I prodotti Milleniata sono stati gli unici a uscire illesi dai durissimi test eseguiti ed a mostrare successivamente i dati del tutto integri.

M-DISC è stato progettato per durare molto tempo, la tecnologia laser di lettura e scrittura rimane sostanzialmente identica a quella degli attuali supporti DVD, CD e Blue Ray, ma a fare la differenza è il materiale di cui è composto il disco.
Al di sotto di uno strato di policarbonato (identico a quello dei normali dischi ottici masterizzabili), gli M-DISC hanno uno strato costituito da un materiale inorganico e sintetico composto anche da metalli e semimetalli, protetto poi da un ulteriore strato di policarbonato.

La stima di 1.000 anni è stata fatta considerando il cambio nella riflettività dello strato metallico del disco a causa della normale ossidazione nei mesi appena successivi alla masterizzazione. In realtà sembra che lo strato cui sono affidati i dati possa durare ben oltre 10.000 anni. Siccome però il policarbonato di supporto non è altrettanto duraturo, la stima che gli studi del National Institute of Standards and Technology di ’soli’ 1.000 anni, sembra sia la più attendibile.

Per il suo prodotto Millenniata ha già stretto accordi con LG per la produzione di un drive in grado di scrivere (e quindi leggere) Blu-ray, DVD e M-DISC, che si può già essere preordinato sul sito aziendale.

Secondo Gene Ruth, ricercatore per la società di ricerche Gartner, i supporti ottici di questo genere potrebbero trovare applicazione in settori come quelli specifici legati alla salute, all’ingegneria aereonautica o ai servizi finanziari, ma non mancano applicazioni sensibili in ogni settore.

I dischi Milleniata entreranno sul mercato a ottobre ed LG proporrà il primo masterizzatore compatibile. All’inizio sarà un sistema  piuttosto costoso (da 3 a 5 dollari per ogni disco), ma in cambio si ha la vita eterna dei dati contenuti, non so se vi par poco!
Saluti

… alcuni filmati dell’azienda produttrice…

altri articoli attinenti o correlati che ti potrebbero interessare:

I dati a memoria d’uomo  
Dischi ottici illeggibili   
Come archiviare le foto digitali
CD e DVD 9 volte più capienti
La fotografia: 2 secoli di evoluzioni tecnologiche


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

Il violinista nella metropolitana

31 Jul 2011 In: Notizie dai blogger

Vi riporto una storia curiosa accaduta alcuni anni fa alla metropolitana di Washington organizzata e dettagliatamente documentata dal quotidiano omonimo.

Il fatto

Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio.
Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l’ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro.
Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c’era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare.
Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l’uomo guardò l’orologio e ricominciò a camminare. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista.
Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.
Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne’ ci fu alcun riconoscimento. Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari.
Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari.

Il motivo

L’esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda era: "In un ambiente comune ad un’ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?". Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?" 

 


Il filmatino caricato dallo stesso WashingtonPost in data 10/apr/2007

 

Va notato inoltre che

Joshua Bell non è uno dei più grandi violinisti del mondo. E’ americano e suona da quando aveva 16 anni, con le più grandi orchestre del mondo. Suona uno Stradivari del 1713, un violino all’altezza della sua bravura che ha un valore commerciale di quasi quattro milioni di dollari. Negli Stati Uniti ha partecipato a una trasmissione televisiva, ha recitato in un film e la rivista People lo ha recentemente definito uno dei 50 uomini più belli del mondo. Quindi una serie di caratteristiche che ne fanno decisamente una star. Eppure, alla Metro di Washington la stragrande maggioranza dei passanti lo ha ignorato.

L’eccezionale performance di Bell è stata scrupolosamente seguita e registrata da un gruppo di cronisti del Washington Post, che gli hanno dedicato in un lunghissimo articolo pubblicato nell’edizione di domenica 8, il giorno di Pasqua. Il giornalista che firma l’articolo, Gene Weingarten, spiega che Bell ha accettato di prestarsi all’esperimento con l’obiettivo di verificare se, in un contesto anomalo, la gente normale avrebbe riconosciuto un famoso e acclamato artista e, soprattutto ne avrebbe riconosciuto il talento.

Il violinista è arrivato alla Enfant Plaza Station alle 7.51 del mattino di venerdì 12 gennaio. Era vestito in modo assolutamente comune: jeans, T-shirt e un cappello di una squadra di baseball, i Washington Nationals. Però è arrivato alla Metro in taxi, per proteggere il suo preziosissimo e costosissimo Stradivari, che lui chiama familiarmente ‘Strad’.Nessun violino al mondo, assicura Bell, suona come uno Stradivari del 1710.

Nella stazione ci sono vari negozi e bar, e un distributore di biglietti della lotteria, molto frequentato. Bell ha cominciato con la Ciaccona, dalla Partita n.2 in Re Minore di Johann Sebastian Bach, uno dei pezzi più conosciuti per violino, "non solo uno dei più grandi brani di musica mai scritti, ma una delle più grandi opere compiute dalla storia dell’uomo", secondo il violinista. E uno dei pezzi più difficili per violino. La Ciaccona dura 14 minuti: Bell, osserva Weingarten, l’ha suonata "con entusiasmo acrobatico". Nei primi tre minuti sono passate 63 persone davanti al virtuoso, praticamente quasi ignorandolo. Ma, mezzo minuto dopo, è scattato il primo obolo. Sei minuti dopo l’inizio del pezzo qualcuno si è fermato finalmente ad ascoltare.

Non c’era molto entusiasmo intorno a Bell ed è stato lui stesso il primo a stupirsene: "All’inizio mi sono concentrato solo sulla musica". Ma poi, "è stato veramente strano, era come se la gente…mi ignorasse". Bell ride, nel rievocare lo strano esperimento. "Quando ti esibisci per un pubblico pagante - spiega - il tuo valore è già riconosciuto. Ma lì, ho pensato: perché non mi apprezzano?". Non solo: Bell ha suonato nell’indifferenza e nel fracasso, mentre "in una sala da concerto io mi arrabbio se qualcuno tossisce o fa squillare il cellulare".

Nei 43 minuti nei quali Bell ha suonato alla Enfant Plaza sono passate oltre 1000 persone. Qualcuno, in effetti, ha apprezzato: il Washington Post li ha fermati e, in un momento successivo, senza quindi interrompere o alterare in qualche modo l’esperimento, li ha anche intervistati. La prima persona tra i passanti ad essere particolarmente colpita dalla musica di Bell è stato un giovane manager del ministero dell’Energia, John David Mortensen. Mortensen ama il rock, e non conosce la musica classica, però al giornalista che lo ha intervistato ha spiegato: "Qualunque fosse la ragione, mi ha fatto sentire in pace". E infatti è stata la prima volta che ha dato dei soldi a un musicista di strada.

Dopo la Ciaccona, Bell ha eseguito l’Ave Maria di Franz Schubert. Le note hanno colpito in particolare un bambino di tre anni, Evan, che è arrivato con la mamma, Sheron Parker. "Mio figlio era attratto - ha spiegato Parker - voleva fermarsi ad ascoltare, ma io avevo fretta". Poi è stata la volta di George Tindley, impiegato del negozio Au Bon Pain, il coffe shop della stazione. Tindley ha capito al volo che chi suonava non era un musicista qualunque: "Ci voleva un attimo per capire che quel ragazzo era bravo, che era chiaramente un professionista". Anche perché l’uomo suona la chitarra, e quindi ha rispetto per la musica: "Molta gente suona, senza ’sentire’ la musica - ha spiegato - Lui no, la sentiva eccome…".

Ha mostrato molta meno sensibilità J. T. Tillman, un informatico intento a tentare la sorte alla lotteria. "Che devo dire? Per me era solo un ragazzo che strimpellava…". Bell è poi andato avanti con Estrellita di Manuel Ponce, un pezzo di Jules Massenet, e una gavotta di Bach. Il violinista guardando in seguito il video ha osservato di essere sorpreso dell’indifferenza generale anche perché "stavo facendo un sacco di rumore…".

Il ‘rumore’ è una delle ragioni per le quali una dei negozianti della Enfant Plaza, Edna Souza, brasiliana, non apprezza i musicisti di strada, che le impediscono di sentire al meglio le richieste dei clienti. Però per Bell ha fatto un’eccezione: "Devo ammettere che era piuttosto bravo. E’ stata la prima volta che non ho chiamato la polizia".

Il principale estimatore di Bell il 12 gennaio è stato John Picarello, nella vita un attento conoscitore della musica e un fan di Bell. Picarello, supervisore alle Poste statunitensi, non ha riconosciuto il virtuoso ma ne ha comunque riconosciuto lo straordinario talento: "Era un violinista eccellente. Non ho mai sentito niente del genere. Era tecnicamente perfetto, con un fraseggio molto buono. E aveva anche un buon violino, con un bel suono. Mi sono fermato a una certa distanza ad ascoltare, non volevo invadere il suo spazio".

E c’è stata infine una persona, una sola, che ha riconosciuto Bell, Stacy Furukawa, una funzionaria del ministero del Commercio, che lo aveva ascoltato tre settimane prima in un concerto alla Libreria del Congresso. "E’ la cosa più incredibile che abbia visto a Washington - ha detto in seguito la donna - Joshua Bell suonava nell’ora di punta, e la gente non si fermava, non lo guardava, qualcuno gli lanciava una monetina! Monetine! Ho pensato, ma in che città vivo, dove può accadere questo!".

Contati alla fine dell’esperimento i suoi 32,17 dollari, Bell ha osservato ironicamente: "Beh, potrei viverci, e non avrei neanche bisogno di un agente!".

Io direi di meditare non credete? Saluti.

 

tratto da The Washington Post


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

Il Portable Document Format (abbreviato PDF), è un formato di file basato su un linguaggio di descrizione di pagina sviluppato da Adobe Systems nel 1993 per rappresentare documenti in modo indipendente dall’hardware e dal software utilizzati e, nel 2007, è diventato uno standard internazionale certificato (ISO 32000-1)

Il PDF eredita molte delle funzionalità del PostScript che è invece un linguaggio di descrizione della pagina (anch’esso sviluppato da Adobe).
Postscript (come descritto in un nostro precedente articolo) permette di descrivere una pagina come il risultato di un’esecuzione di un programma, che contiene istruzioni su come e dove disegnare linee, punti, lettere dell’alfabeto e altri elementi grafici. In questo modo, ogni apparecchio che sia capace di eseguire il programma (che disponga quindi un interprete Postscript), sarà in grado di riprodurre tale immagine al meglio delle sue capacità. Questo processo, tuttavia, richiede grandi risorse da parte del terminale e non è troppo diffuso nel pubblico meno esigente e non professionale.

Al contrario PDF, non è un linguaggio bensì un formato e per questo motivo non ha bisogno di dover essere interpretato. Al suo interno quindi i controlli di flusso sono stati rimossi (tipo i comandi if e loop), mentre comandi grafici (tipo lineto) e tutte le funzionalità come i caratteri, i layout e le misure rimangono invariate.

Questo significa che il processo di creazione o trasformazione di un PDF nella sua immagine grafica è semplicemente dato dalla lettura delle descrizioni, invece che dall’esecuzione di un programma tramite l’interprete PostScript. I vantaggi, rispetto al cugino Postscript, vengono elencati di seguito:

usabilità
- Per poter visualizzare un file PDF, occorre semplicemente disporre o scaricare il programma Adobe Reader (un software gratuito per la visualizzazione e la stampa sviluppato per le principali piattaforme hardware e sistemi operativi).

- Alcune funzioni incorporate nello specifico PDF consentono agli autori di ampliare l’utilità di un documento. E’ così possibile aggiungere segnalibri, miniature di ciascuna pagina, link interni ed esterni, campi per moduli, thread di articoli, pulsanti per la navigazione, note per l’annotazione di informazioni e visualizzazioni per ingrandire o ridurre le dimensioni di una pagina in modo che possa adattarsi allo schermo dell’utente. Un file PDF, per sua natura vettoriale, consente all’utente di ottenere un ingrandimento anche dell’800% sullo schermo, senza comprometterne la qualità e la visibilità.

dimensioni e prestazioni
- Nel Web i file più piccoli sono preferibili, perché la durata di un download dipende dalle dimensioni di un file; i file PDF possono essere ottimizzati in modo da ridurne le dimensioni e creare file fino all’80% più piccoli rispetto ad un equivalente file HTML.

- I file PDF possono essere “linearizzati” per consentire all’utente di iniziare a visualizzare il documento prima che sia stato interamente scaricato (una procedura simile allo streaming video su Internet).

- I file PDF possono essere inclusi nei siti Web senza soluzione di continuità. Questa combinazione di formati HTML e PDF consente agli autori di offrire il contenuto nel formato più adatto, a seconda delle esigenze tra contenuto e tecnologia. Inoltre, sui server Web più usati non ci sono penalità per compressione, traduzione o filtraggio per l’uso di file PDF.

protezione incorporata
- Gli autori dei file PDF possono impedire agli utenti di modificare, stampare e/o copiare il contenuto (di testo e grafica).

- Gli sviluppatori di software possono creare il proprio software per leggere, creare o modificare i file PDF senza dover ottenere permessi o licenze speciali. L’unica condizione imposta da Adobe è di rispettare le impostazioni di protezione del formato PDF.

Ultimamente, per la elevata versatilità dello standard, l’utilizzo di file PDF non si ferma alla visualizzazione o all’archiviazione, ma è sempre più frequente l’utilizzo per i centri servizi e litografie per la stampa diretta dei propri file, ma guardiamo un po’ di storia per capirne le problematiche.

tipi di file
Il problema di dover utilizzare file preparati da terze persone nelle litografie e nei centri servizi, presenta da sempre numerosi problemi dovuti a vari motivi:
- gli operatori grafici hanno usanze e metodi che spesso mal si adattano alle richieste qualitative che un buon prodotto litografico deve offrire perché il modo di lavorare e di trattare gli elementi della pagina perché le immagini, le risoluzioni ed i formati sono differenti è c’è una differenza sostanziale tra le periferiche personali da ufficio e quelle dei sistemi fotolito.
- un operatore grafico, che non ha esperienza in ambito litografico, non percepisce quindi tutti i problemi che possono insorgere in fase di produzione e di stampa

Fino a poco fa (ed ancora oggi) si usano i formati di file nativi, ad esempio i formati di QuarkXPress, Adobe Photoshop, Adobe Illustrator, Adobe InDesign, FreeHand e CoreDraw (prevalenti in ambiente creativo) o Microsoft Word (prevalente in ambiente ufficio) che hanno il vantaggio di essere completamente modificabili anche nelle fasi di produzione più avanzate, purché si abbia disponibile l’applicazione usata originariamente per creare e correggere quel lavoro.

Questi formati possono però essere poco affidabili e creare enormi problemi per lo stampatore:
- Un layout, può cambiare erroneamente quando il file viene trasferito su altro computer (o piattaforma) a causa di elementi esterni come i driver di stampa.
- Chi riceve i file deve conoscere a fondo le diverse applicazioni e deve spesso disporre di diverse versioni, su diverse piattaforme.
- È frequente il rischio di ricevere set di informazioni incomplete, a causa di immagini o font mancanti.
- Anche il collegamento della grafica con i relativi componenti esterni è una potenziale fonte di errori.

Problemi simili si possono avere con i file raster (sviluppati come alternativa indipendente rispetto ai formati proprietari) perché essi sono difficili da modificare o correggere e possono essere molto pesanti. Inoltre, gli strumenti necessari per creare e lavorare con questi formati sono costosi e complessi. Di fatto questi formati si sono rivelati molto più adatti per la rappresentazione affidabile della pellicola digitale  più che come veri sostitutivi ai formati nativi.

Nasce il PostScript
Il PostScript è stato inventato da Adobe come formato di stampa universale e consente ad una stampante collegata ad un Personal Computer di stampare i documenti creati su tale macchina. La comunità delle arti grafiche ha di conseguenza utilizzato il PostScript per usarlo anche per lo scambio dei file.
Dato che il PostScript può rappresentare il testo come testo e la grafica al tratto come vettori, i file risultano più compatti e possono essere ridimensionati senza perdita di qualità se stampati con diversi dispositivi e diverse risoluzioni di output.

Il passo successivo (una vera manna) è quindi il PDF perché ha tutte le prerogative di qualità del Postscript senza i difetti di un linguaggio.

Il PDF è tutto compreso
Un file PDF contiene (o può essere impostato per contenere) tutti i componenti necessari alla visualizzazione del file. Non occorre più preoccuparsi di file a parte per immagini, font, ecc. Spariscono quindi le questioni legate al ri-collegamento degli elementi necessari al documento.

E’ multipiattaforma
Il formato PDF è stato ideato per mantenere il suo aspetto identico su qualsiasi piattaforma di computer. Sono così finiti gli incubi di formattazione dei documenti creati dal grafico su PC e elaborato poi su Mac.

E’ compatto
In genere, un file PDF è notevolmente più piccolo rispetto allo stesso documento in un altro formato di file. Gli elementi del file sono compressi tramite gli algoritmi più adatti e secondo il tipo di elemento, le immagini possono essere ricampionate alla risoluzione più adatta.

E’ facile da usare ed economico
Per creare un file PDF occorre solo il software di grafica di cui si dispone o un componente di Adobe Acrobat  (acquistabile a basso costo).

E’ strutturato
L’architettura di base di un file PDF è stata accuratamente studiata. Nel file vengono registrati la forma e gli attributi di ogni elemento, compreso testo, font, colori, curve di Bézier, grafica vettoriale e immagini raster. Le forme e gli attributi sono accessibili singolarmente e possono essere modificati, senza toccare nessun altro aspetto del file.
È quindi possibile apportare modifiche dell’ultimo minuto al file tramite appositi strumenti di modifica.

E’ adattabile
Adobe ha sviluppato il formato PDF come un formato di scambio di documenti tra computer di diverse piattaforme. Con l’avvento di Internet è divenuto il formato preferito per la pubblicazione di documenti per i quali era importante mantenere intatta la formattazione grafica. La comunità delle arti grafiche adotta inoltre questo formato per la trasmissione di lavori di stampa.
Questi diversi tipi di utilizzi richiedevano ai file alcuni requisiti essenziali: spazi colore usati, risoluzione delle immagini, possibilità di inserire annotazioni nel documento, specifiche tecniche di stampa (sovrastampa, box di definizione della pagina), protezione, e così via.
Le specifiche PDF si sono quindi evolute in modo da comprendere questi elementi.

Un formato che risponde ad esigenze così diversificate ha, allo stesso tempo, anche alcuni punti deboli come vedremo di seguito.

- Ogni file PDF deve essere generato tenendo conto del suo utilizzo finale. Le impostazioni di creazione infatti possono differire notevolmente in base all’utilizzo del file da cui dipendono; ad esempio la risoluzione delle immagini, l’incorporazione dei font e gli spazi colore. Uno dei principali ostacoli per stampatori ed editori nell’adottare il formato PDF è fare comprendere a chi genera il documento l’importanza di impostare le opzioni corrette per ogni singolo caso.

- Il formato PDF fa sembrare tutto così semplice che gli utenti si meravigliano: “Ma se lo vedo bene sullo schermo e lo stampo bene con la mia stampante a getto d’inchiostro, perché non riuscite a stamparlo sulla vostra macchina da stampa?”
Non va dimenticato che prima della rivoluzione del desktop publishing solo i professionisti con esperienza erano in grado di preparare i documenti per la stampa finale. Oggi, chiunque può creare dei file pronti per la stampa, compreso progettisti grafici alle prime armi spesso ignari degli aspetti tecnici della procedura di stampa.

Altri limiti del PDF sono di natura tecnica molto particolareggiata, o dovuti alle limitazioni stesse dei prodotti usati per creare o elaborare i file PDF. Tali questioni vengono spesso risolte da nuove revisioni dei prodotti, che però introducono, a loro volta, nuove problematiche. È una situazione inevitabile, legata alla varietà e alla complessità dei processi di progettazione grafica e di stampa.

In conclusione, per fare sì che il formato PDF diventi effettivamente il formato perfetto per le arti grafiche è necessario arrivare a un buon livello di standardizzazione. Qualcuno deve cioè definire nei minimi dettagli i requisiti che rendono un file PDF effettivamente pronto per la stampa.
Negli ultimi due anni la tecnologia Enfocus Certified PDF è diventata per molte aziende parte delle procedure operative standard per il formato PDF. Tale tecnologia è stata ideata e sviluppata da Enfocus Software, sviluppatore leader nel campo del PDF per il settore delle arti grafiche. Dalla sua fondazione nel 1993, Enfocus ha seguito la sua missione di fornire strumenti abbordabili per formati standard di documenti per le arti grafiche. L’azienda è stata una delle prime a riconoscere il potenziale del formato PDF per questo settore e dal 1997 si è concentrata esclusivamente sul PDF.

Maggiori informazioni e dettagli si potranno trovare qui

Saluti

 

Altri articoli attinenti e correlati che ti potrebbero interessare:

Il linguaggio postscript per la grafica
La storia dei caratteri da stampa fino ad oggi
L’effetto Moirè nella grafica
Le curve di Bézier nella grafica vettoriale
La gestione digitale del colore
Il diagramma di cromaticità
Come, quando e perché ridimensionare una foto
L’effetto Moirè nella grafica mappata
Le nuove frontiere dell’Editoria on Demand
La stampante che ci spia

 


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off
Un gambero la cui peculiarità sfrutta un fenomeno naturale molto particolare ed affascinante…una legge fisica che lo rende assai pericoloso per le altre creature.
Sto parlando del Gambero Pistola.
Questo gambero è dotato di una chela che usa per stordire i suoi nemici o per cacciare, ma non è la chela in se stessa la vera arma…o meglio, ne è la causa, l’origine, ma non è direttamente coinvolta nell’atto.
Esso chiude la chela ad una velocità tale da generare una bolla d’aria così velocemente che questa raggiunge gradi altissimi e colpisce con tutta la sua violenza e temperatura il nemico stordendolo o uccidendolo.
Questo è possibile grazie al fenomeno della cavitazione.
Cavitazione significa “formazione di cavità” (bolle di vapore) tra un mezzo mobile ed il liquido nel qual esso avanza velocemente. La temperatura è talmente elevata che arriva a corrodere l’acciaio, infatti le eliche dei motori con il loro girare velocissimamente provocano la cavitazione e restano “corrose”

Il rumore che  proviene dalla chiusura della chela è proprio quello dello “schiocco” di una pistola quando si spara un colpo…da qui appuinto il nome di gambero pistola.
Nel video sopra il momento della chiusura della chela è stato inserito al rallentatore, perchè a velocità naturale il tutto avviene ad una velocità tale che non possiamo vere la bolla che si genera e che parte dalla chela come un vero e proprio proiettile.
Niente male veramente….vorrei anche io una chela così….

eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off