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| Fonte stock.xchng |
Secondo un nuovo studio c’è un motivo genetico alla base dei tradimenti maschili. Ma gli esperti sostengono che è solo una comoda scusa: entrano in gioco altri fattori chiave come la famiglia, la cultura e la comunicazione.
Cathy è una bionda di 1 metro e sessanta, da poco quarantenne. Vive a Londra con quattro figli. Il mondo le è crollato addosso due anni fa, quando Dave, il suo partner da 20 anni, l’ha lasciata per una ragazza che ha la metà dei suoi anni.
Aveva trovato ricevute di acquisto per gioielli che non aveva mai ricevuto in dono, origliato furtivef telefonate e lui aveva flirtato con altre donne nel corso degli anni. Ma ha avuto uno shock quando un amico l’ha invitata a pranzo per dirle che lui aveva una relazione e che la maggior parte degli amici ne erano a conoscenza.
Inizialmente egli aveva negato tutto. Poi aveva promesso di cambiare. Ma quasi nove mesi dopo, divenne chiaro che la sua amante aveva una parte importante nella sua vita.
“Quello che mi ha colpita è stato il fatto che si è comportato proprio come suo padre; anche lui aveva lasciato la moglie con cui aveva vissuto per più di vent’anni per una ragazza più giovane del suo figlio più giovane”, ha detto Cathy.
“Dave è sempre stato il figlio prediletto del padre a cui era molto vicino. E forse inconsciamente ha pensato che fosse normale un comportamento simile”.
Questa settimana una relazione del “Karolinska Institute” in Svezia ha suggerito che nell’uomo la tendenza ad allontanarsi dal letto coniugale può essere scritta nei suoi geni.
Dallo studio svedese è emerso che gli uomini che ereditano una variante genetica che interessa l’ormone vasopressina, tendono più degli altri ad avere rapporti extra coniugali.
Così non è colpa di Dave, né di Cathy, perché lui è nato per saltare da un letto all’altro.
Ma può davvero esistere un “gene del divorzio”?
Sembra di sì nel caso del topo della prateria, come gli scienziati hanno dimostrato nel 2004, ma sono davvero i cambiamenti del recettore umano della vasopressina la causa della trasformazione di alcuni uomini in Casanova incalliti?
“È importante ricordare che la genetica è fondamentale, ma non può essere l’unica responsabile.
I geni determineranno l’altezza di un uomo, ma il risultato è anche determinato dalla sua alimentazione” afferma Susan Quilliam, psicoterapeuta e co-autrice del libro “La nuova gioia del sesso”.
“Si può affermare che alcuni uomini sono geneticamente predisposti al tradimento, ma poi subentrano la cultura, l’ambiente in cui sono cresciuti, l’influenza dei mezzi di comunicazione, la famiglia, la società.
Perciò non si può concludere che alcuni uomini saranno sempre infedeli. Ciò che è chiaro”, dice la Quilliam, è che il nutrimento è la chiave. Anche se gli uomini hanno la tendenza ad avere più partner rispetto alle donne, è anche vero che se due persone convivono in un matrimonio infelice, è più probabile che ci sia infedeltà. E non è sempre l’uomo ad essere infedele.
Gary Neuman, da più di vent’anni psicoterapeuta specializzato nella terapia della coppia, nel suo libro “La verità sul tradimento” pubblicato negli Stati Uniti, ha intervistato 200 uomini di cui esattamente la metà aveva tradito la moglie. Secondo il suo studio, molti uomini tradiscono perchè non si sentono sufficientemente apprezzati dalle mogli.
Sul tema del sesso non si lamentano della scarsa qualità, ma della totale assenza.
Sebbene il 69 per cento degli uomini intervistati si sentiva colpevole del tradimento, questi hanno affermato che il proprio matrimonio assomigliava ad una battaglia che non potevano vincere: i loro errori era sempre messi in evidenza, i lati positivi mai: mentre la loro amante era sempre piena di ammirazione e prodiga di apprezzamenti.
“Quando una moglie riceve un braccialetto da suo marito, di solito dice, ‘non dovevi’. Invece dovrebbe dire: ‘Grazie, ne avevo bisogno’, perché un marito vuole sentire di aver fatto la cosa giusta”, spiega Neuman.
“Tanti uomini sono molto insicuri, hanno bisogno di essere rassicurati e di sentirsi autorevoli in casa.”
“La principale causa delle relazioni extra coniugali”, continua Neuman, “è che le coppie passano troppo poco tempo a parlare l’uno con l’altro: negli Stati Uniti, la coppia media spende solo 12 minuti al giorno in conversazione”.
Neuman consiglia alla coppia, per migliorare il proprio rapporto, di parlare almeno quattro volte a settimana per 45 minuti ininterrottamente; poi dovrebbero uscire per un paio d’ore e non parlare di denaro, lavoro o bambini.
Spesso la gente ride di questo consiglio, ma Neuman ricorda che nella maggior parte dei casi una coppia non si sarebbe mai formata nè sarebbe rimasta unita se i coniugi avessero semplicemente parlato di lavoro e bambini.
Neuman insiste sul fatto che un rapporto si rompe per la mancanza di comunicazione e che in qualsiasi altro settore, una persona lavorerebbe duramente su un problema da risolvere.
Secondo gli esperti, il gene del divorzio non può essere un pretesto per tradire. Dopo tutto siamo umani, non roditori della prateria, quindi siamo in grado di controllare i nostri istinti e prevedere nel lungo periodo le conseguenze delle nostre azioni.
Neuman non ha molta simpatia per quegli uomini che si nascondono dietro la scusa della natura genetica, ma ha anche ammesso che per un piccolo gruppo dei partecipanti al suo studio c’era ben poco da fare. Il 12 per cento degli uomini intervistati da Neuman ha dichiarato che avrebbe comunque tradito il partner, indipendentemente da chi fosse stato. Alle donne unite con questo tipo di uomini l’unico consiglio che Neuman da è di “lasciarli, perchè non hanno alcun rimorso e tradiranno ancora”.
Liberamente tradotto da “The Times”
Autore Alexandra Blair
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| Veduta di Montecarlo |
Mentre in molte parti del mondo si assiste ad una precipitosa caduta dei prezzi degli immobili, i super ricchi sono in controtendenza: acquistano case a prezzi sbalorditivi per i comuni mortali, ovviamente in posti esclusivi.
Di seguito la classifica delle 10 strade del mondo dove costa di più acquistare un immobile.
1 Avenue Princess Grace, Monaco (€ 120.000 per metro quadro)
La spiaggia che costeggia è piena di ciottoli, e non si può essere sicuri di avere la vista sul mare dall’appartamento, ma possedere una casa in Avenue Princess Grace significa vivere, probabilmente nel quartire più esclusivo di tutto il mondo.
Questa strada, costeggiata da filari di palme, che porta il nome di Grace Kelly, moglie del principe Ranieri III, è al primo posto nella classifica delle strade più costose al mondo pubblicato all’inizio di questo mese dal Wealth Bulletin. Un appartamento in questa strada del principato può passare di mano per 26 milioni di euro.
2 Severn Road, Hong Kong (€ 80.000 per metro quadro)
Victoria Peak, sull’isola di Hong Kong, è il posto dove i ricchi e i potenti della Cina hanno la loro multimilionaria residenza con vista sul porto.
Al numero 23 di Severn Road c’è una casa tra le più costose del mondo, valutata circa 85 milioni di euro nel 1997; più recentemente, un miliardario dell’entroterra cinese ha acquistato un appartamento di 300 mq su questa strada per 25 milioni di euro.
3 Fifth Avenue, New York (€ 53.000 per metro quadro)
Grazie ai palazzi storici e agli eleganti appartamenti, l’élite dell’Upper East Side è ancora dove i ricchi vogliono stare: l’attrice Jessica Lange e la cantante Diana Ross risiedono in questa strada. Molti edifici sono cooperative, si partecipa alla proprietà che viene data in affitto, perciò sono molto selettivi. Risiedere nella Fifth Avenue è come entrare a far parte di un club esclusivo.
Al numero 857 Fifth Avenue, un appartamento di 350 metri quadri con tre camere da letto e vista sul Central Park, è in vendita per 12 milioni di euro.
4 Kensington Palace Gardens, Londra (€ 51.000 per metro quadro)
"È il posto più ricercato a Londra", spiega Tim Wright, un partner di Knight Frank’s Kensington, che ha una lista d’attesa di 20 persone che cercano disperatamente di acquistare immobili in questa strada e che provengono principalmente dalla Russia, dall’India e dal Medio Oriente.
"È di proprietà della Corona britannica, ci sono porte di sicurezza su ciascuna estremità, e le case sono grandi e staccate le une dalle altre." In questa strada risiedono personaggi tra i più ricchi del mondo: quattro anni fa, Lakshmi Mittal, l’uomo più ricco della Gran Bretagna, ha pagato 70 milioni di euro per acquistare il palazzetto di 12 camere di Bernie Eccleston, patron della Formula Uno, e ha fissato un nuovo record all’inizio di quest’anno quando ha comprato altre due case da miliardari, per 142 milioni e per 85 milioni di euro.
5 Avenue Montaigne, Parigi (€ 35.000 per metro quadro)
Situata nell’8° arrondissement è la centrale dello shopping a Parigi, con le sue boutique di alta moda e profumerie.
Su Rue du Boccador, appena fuori dalla strada, un appartamento con due camere da letto di 170 metri quadri è in vendita per 4 milioni di euro.
6 Ostozhenka, Mosca (€ 26.500 per metro quadro)
In Russia i prezzi sono aumentati del 50% nello scorso anno.
Molti appartamenti di quest’area esclusiva, edifici in stile classico, hanno vista sul Cremlino.
Per acquistare un appartamento di 150 metri quadri sono necessari 4 milioni di euro.
7 Via Suvretta, St Mortiz (€ 25.000 al metro quadro)
Sulla tortuosa Via Suvretta, appena fuori dalla città principale, "solo poche proprietà vengono scambiate in un anno, e anche vecchi chalet che hanno bisogno di essere ristrutturati raggiungono i 50 milioni di euro.
Il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha una casa in questa strada.
Una villa con sei camere da letto in via Marguns, adiacente a via Suvretta, è in vendita per 15 milioni di euro.
8 Carolwood Drive, Beverly Hills (€ 19.500 per metro quadro)
Star del cinema, tra cui Gregory Peck e Marilyn Monroe, hanno avuto case di proprietà in questa strada, tra alcuni dei più sontuosi palazzi in California.
Al numero 350, Fleur de Lys, un palazzo con 12 camere da letto sul modello di Versailles, è in vendita per 83 milioni di euro.
9 Wolseley Road, Sydney (€ 18.800 per metro quadro)
Le case in Wolseley Road, sulla penisola Point Piper, hanno un prezzo medio di 7 milioni di euro. All’inizio di quest’anno una casa con vista sull’Opera House ha segnato il record di casa più costosa d’Australia, quando è stata venduta per 21 milioni di euro.
A numero 97 di Wolseley Road, è in vendita un appartamento con tre camere da letto e una spettacolare vista sul porto, per 9 milioni di euro.
10 Altamount Road, Mumbai (€ 16.800 per metro quadro)
Nella capitale finanziaria dell’India, questa strada, una volta punteggiata di bungalow in stile coloniale, è ora caratterizzata dai grattacieli.
I produttori cinematografici del paese, comprese le stelle di Bollywood, vivono qui. Mukesh Ambani, l’uomo più ricco dell’India, sta costruendo un edificio di 27 piani del costo di 1.200 milioni di euro.
Liberamente tradotto da "The Times"
Autore Emma Wells
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Una vecchia donna sdentata tiene in braccio un bambino che indossa sopra ai vestiti un bavaglino di Fendi (prezzo al dettaglio, circa 100 dollari).
Una famiglia di tre persone su una moto che si reca come ogni giorno al posto di lavoro, la madre seduta sul sellino nel tipico modo indiano sembra uguale a tante altre migliaia di donne ad eccezione del fatto che tiene in mano una borsa di Hermès Birkin.
Costa più di 10.000 dollari, se si riesce a trovarne una.
In un’altra immagine, un uomo scalzo regge un ombrello Burberry del costo di circa 200 dollari.
Benvenuti nella nuova India, almeno quella vista da Vogue.
L’edizione del mese di agosto di Vogue India ha pubblicato un supplemento di 16 pagine mettendo in mostra borse portate come gioielli, e ombrelli status-symbol; i modelli delle immagini non erano le stelle del momento o le persone più ricche della società indiana, tutta gente che effettivamente può permettersi questi articoli di lusso, bensì rappresentanti della gente comune.
Senza alcuna sorpresa, in India non tutti si sono divertiti.
Kanika Gahlaut, editorialista del Mail Today, ha affermato che il servizio è stato “non solo di cattivo gusto ma oltremodo offensivo. Non c’è nulla di divertente nel mettere un poveraccio in una capanna di fango vestito con capi di abbigliamento disegnati da Alexander McQueen.
Qui, negli ultimi dieci anni, migliaia di agricoltori si sono suicidati per i debiti che non riuscivano a restituire”.
Secondi i dati della Banca Mondiale pubblicati la scorsa settimana, in India ci sono 455 milioni di persone, quasi la metà della popolazione, che vivono con poco più di un dollaro al giorno. Ma, come ogni esportatore di beni di lusso ben informato sa, l’India ha anche classi sociali in rapida crescita per quanto riguarda la ricchezza, fattore che rende il paese tra i più interessanti per la vendita di prodotti di fascia alta.
La contrapposizione tra povertà e ricchezza crescente provoca un atroce dilemma per i produttori di beni di lusso che vogliono sbarcare in India: come si può vendere una borsetta da 1000 dollari in un paese in cui la maggior parte delle persone non riuscirà mai ad accumulare tale somma di denaro nella propria vita, e molti altri fanno la fame?
La risposta non è semplice, anche se l’approccio di Vogue non può essere la strada da percorrere.

Vogue reagisce alle critiche attraverso Priya Tanna, editor di Vogue India: “Attenzione. Vogue concretizza il potere della moda e la moda non è più un privilegio della gente ricca. Inoltre non si può prendere troppo sul serio la moda: noi non abbiamo fatto dichiarazioni politiche nè vogliamo salvare il mondo”.
Liberamente tradotto da “The New York Times”
Autore Heather Timmons
Coleambally, una piccola cittadina dell’Australia, mette in vendita se stessa, ma soprattutto la sua generosa fornitura di acqua per 3,5 miliardi di dollari.
Il prezzo comprende 600 miliardi di litri di acqua proveniente dal fiume Murrumbidgee, che scorre nel Nuovo Galles del Sud, e la piccola cittadina abitata da 600 persone.
"Sto solo cercando di capire quanto sia serio il Governo con il suo programma di acquisto dell’acqua" ha detto Robert Black, presidente dell’Irrigation Area di Coleambally.
La provocazione si inserisce in quella corsa all’oro che è diventata la compravendita di acqua in Australia.
Robert Black ritiene che "l’attuale sistema di riacquisto dell’acqua non tiene conto degli effetti che tali vendite provocano sulla comunità circostante". Il prezzo di 3,5 miliardi di dollari comprende, sempre secondo Black, 1 miliardo di dollari per la popolazione, "per ogni persona che possiede una casa a Coleambally, perchè la casa perderebbe ogni valore se si vendesse tutta l’acqua".
L’Irrigation Area di cui Black è presidente copre una superficie di 79000 ettari, utilizzata da 364 agricoltori. L’acqua viene utilizzata per produrre riso, soia, mais, girasoli ma anche per i pascoli di ovini e bovini.
Negli ultimi 18 mesi la città ha dovuto vendere il 5% della sua acqua a varie agenzie governative e nei piani del governo si sta valutando la possibilità di acquistare acqua fuori dai confini nazionali.
Insomma, la proposta di Robert Black è quella di escludere la sua area dall’irrigazione favorendo così lo sviluppo di altre aree. Questa è anche l’ipotesi di alcuni scienziati coinvolti nel problema che consigliano il governo di prendere la difficile decisione di escludere dall’irrigazione alcune aree del paese a beneficio di altre.
Anche gli agricoltori di Coleambally concordano con la proposta di Black, specialmente da quando si sono accorti che la propria fattoria del valore di 1,5 milioni di dollari veniva valutata 4 milioni.
Liberamente tradotto da "The Australian"
Autore Asa Wahlquist
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| Fonte: “The Sun” |
Questo autunno viaggia in pensione completa con il nuovo gioco ispirato al Monopoli World Edition.
La nuova versione del gioco più venduto al mondo è stata lanciata questa settimana e, per la prima volta, i fan sono stati autorizzati a votare a favore delle città da inserire.
Più di 5 milioni e mezzo di voti sono stati espressi per le 70 città che si contendevano i 22 spazi del nuovo gameboard.
Helen Martin, dello staff di Monopoly, ha detto: “Non c’è stata una pioggia di voti a favore della propria città, o delle destinazioni turistiche più famose.
Questo voto ha portato ad alcune scelte insolite – con la città lettone di Riga posizionata in Park Lane Square e Barcellona in Bow Street.
Abbiamo scelto una località per ogni colore impostato nel gioco e lo abbiamo associato con le nostre Carte delle Probabilità per fornire suggerimenti sulle cose da vedere e da fare”.
Quindi, se avete voglia di scegliere una nuova vacanza lanciate i dadi.
Liberamente tradotto da “The Sun”
Autore: Lisa Minot
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| Fonte: “The Sun” |
È gia stato soprannominato Storsjoojuret il grosso animale filmato nelle profonde acque del grande lago Storsjon, in Svezia.
Una troupe della Sveriges Television, il servizio pubblico radiotelevisivo svedese, è riuscita a filmare questa lunga creatura dalla forma di serpente nei primi giorni di agosto. Secondo gli autori del filmato questa è la prova conclusiva che lo strano animale esiste. La conduttrice del notiziario afferma: “La digitalizzazione del filmato ai raggi infrarossi dimostra che l’animale è caldo e costituito da cellule. Potrebbe essere un grande serpente marino o qualcosa di simile”.
Ma per gli inglesi “qualsiasi cosa essa sia non sarà mai il nostro Nessie”.
Liberamente tradotto da “The Sun”
Un’area denominata Upper Xingu, nell’ovest del Brasile, è sempre stata considerata come una foresta vergine, ma in realtà presenta ampie tracce di attività umane.
Ricercatori hanno scoperto tracce di una griglia di insediamenti umani collegati da reti stradali e disposti intorno a grandi piazze centrali.
Vi sono segni di allevamento, di gestione delle zone umide e, probabilmente, di allevamenti ittici. Gli antichi insediamenti sono quasi completamente nascosti dalla foresta pluviale.
Le antiche comunità urbane ritrovate risalgono ad un’epoca anteriore allo sbarco dei primi europei nella regione brasiliana dello Xingu avvenuto nel 15° secolo.
Urbanistica
Il professor Mike Heckenberger, della University of Florida, ha detto: "Queste non sono le città, ma si tratta di urbanistica, costruzioni attorno alla città. I reperti dimostrano notevoli capacità di pianificazione e di auto-organizzazione, più di molti classici esempi".
Anche se i resti sono quasi invisibili, possono essere identificati dai membri della tribù Kuikuro, che affermano di essere diretti discendenti del popolo che ha costruito la città.
Nei loro racconti, è compreso quello della "terra scura" che indica come nel passato si sia fatto uso di discariche dei rifiuti umani o di allevamento.
Nel corso di un decennio, i ricercatori hanno anche fatto uso di immagini satellitari e localizzazione GPS per scoprire e mappare gli insediamenti.
La comunità era dislocata in gruppi a costituire una città di circa 60 ettari a cui si aggiungevano villaggi più piccoli sparsi nella foresta pluviale.
Rete stradale
Come per la cività medievale europea e le antiche città greche, quelle città che formavano il paesaggio urbano amazzonico erano circondate da mura di grandi dimensioni. Queste mura erano costruite con la terra compattata, i cui resti sono giunti fino a noi.
Ogni comunità aveva una strada identica alle altre, tracciata sempre in direzione da nord-est a sud-ovest; ogni stra si collegava ad una piazza centrale. Le strade erano orientate in questo modo per essere in linea con il solstizio d’estate.
Sono state trovate tracce di dighe e bacini artificiali, per cui si pensa che siano stati utilizzati per l’allevamento di pesci, ma anche di ampi spazi aperti e grandi cumuli di compost.
I ricercatori ritengono che le comunità che una volta vivevano in questi insediamenti siano state spazzate via dai coloni europei e dalle malattie che si portavano appresso.
Liberamente tradotto da "BBC News"
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| Tre viste di un frammento di uno dei Rotoli del Mar Morto |
| Fonte: Rina Castelnuovo – The New York Times |
In un affollato laboratorio dalle pareti grigie e raffreddato come una grotta, una mezza dozzina di specialisti è impegnata in una storica impresa: fotografare digitalmente ognuno delle
migliaia di frammenti dei Rotoli del Mar Morto con lo scopo di mettere l’intero file a disposizione di tutti su Internet.
Dotati di fotocamere molto potenti con risoluzione e nitidezza molte volte superiori a quelli dei modelli convenzionali, e con le luci che non emettono né calore né raggi ultravioletti, tecnici e scienziati stanno riportando alla luce le sezioni e le lettere dei Rotoli, precedentemente illegibili; tali scoperte potrebbero avere un enorme impatto accademico.
I Rotoli, vecchi di 2000 anni ritrovati alla fine del 1940 in alcune grotte a est di Gerusalemme vicino al Mar Morto, contengono la copia più antica di ogni libro della Bibbia ebraica (manca solo il libro di Ester), così come testi apocrifi e le descrizioni dei rituali di una setta giudaica al tempo di Gesù.
I testi, la maggior parte di essi scritti su pergamena, ma alcuni su papiro, datano dal terzo secolo aC al primo secolo dC.
Solo pochi frammenti dei Rotoli sono di grandi dimensioni e sono esposti presso il Museo di Israele. La maggior parte di ciò che è stato trovato è suddiviso in 15000 frammenti che compongono circa 900 documenti; nel tempo si è generata una lunga discussione su come ordinare i frammenti, su quale fosse l’origine dei Rotoli del Mar Morto e sul significato dei testi in essi contenuti.
I Rotoli del Mar Morto sono tra le più importanti fonti di informazioni sull’ebraismo e sull’inizio della religione cristiana.
Dopo la loro scoperta sono stati ben custoditi da una piccola cerchia di studiosi. Negli ultimi 20 anni la possibilità di studiarli è migliorata in maniera significativa, e nel 2001 sono stati pubblicati nella loro interezza.
Ma, lungi dall’ottenere una spiegazione definitiva, il dibattito sui Rotoli del Mar Morto sembra destinato a crescere.
Studiosi di tutto il mondo continuamente chiedono all’Authority per le Antichità di Israele, i custodi dei Rotoli, la possibilità di accedere ad essi e musei di tutto il mondo cercano di poterli esporre al pubblico.
Il mese prossimo, ad esempio, il Jewish Museum di New York inaugura una mostra di sei dei Rotoli del Mar Morto.
I custodi dei Rotoli, persone come Pnina Shor, capo del dipartimento della conservazione dell’Authority per le Antichità di Israele, sono lieti di tanto interesse, ma ogni volta sono costretti a dire che quando un rotolo è esposto alla luce, al calore e all’umidità, si deteriora.
L’intera collezione, nel passato, è stata fotografata solo una volta, nel 1950, utilizzando la tecnica degli infrarossi e quelle fotografie sono custodite in una camera a clima controllato dal momento che mostrano cose già scomparse da alcuni dei Rotoli. Anche le fotografie all’infrarosso del 1950 saranno digitalizzate e messe a disposizione.
"Il progetto è iniziato come una necessità di conservazione," ha spiegato Pnina Shor. "Volevamo monitorare il deterioramento dei Rotoli del Mar Morto e abbiamo concluso che avevo bisogno di prendere foto dettagliate per osservare il processo. Per questo abbiamo deciso di fare una serie completa di foto, sia a colori, sia all’infrarosso, per controllare selettivamente cosa sta succedendo. Successivamente abbiamo deciso che potevamo mettere a disposizione di tutti, on line, in modo che chiunque sia in grado di vedere ogni singolo dettaglio dei Rotoli del Mar Morto, cosa mai avvenuta fino ad ora".
Il processo potrebbe richiedere uno o due anni prima che sia disponibile online ed è guidato da Greg Bearman, che ha lasciato il NASA Jet Propulsion Laboratory.
La raccolta dei dati è guidata da Simon Tanner del Kings College di Londra. Bearman sta anche utilizzando una fotocamera spettrale realizzata appositamente con una spesa di 75000 dollari in grado di produrre un’immagine fotografica di sezioni precedentemente illeggibili.
Jonathan Ben-Dov, professore di studi biblici presso l’Università di Haifa, partecipa al progetto di digitalizzazione. "Una volta completato questo progetto, ha detto Ben-Dove, "ogni studente sarà in grado di dare uno sguardo dettagliato e da numerosi punti di vista sui Rotoli del Mar Morto."
Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Ethan Bronner
La Gran Bretagna sarà il più popoloso paese europeo nel 2060, superando Germania e Francia. Un’indagine sulla tendenza demografica della popolazione europea evidenzia un tasso di natalità positivo per la Gran Bretagna in netto contrasto con la maggior parte degli altri grandi paesi europei.
L’impatto del ridimensionamento della popolazione, accoppiato all’invecchiamento della società, provocherà grossi problemi per il sistema pensionistico, per quello sanitario e per il welfare in tutta l’Unione Europea, recita il rapporto pubblicato da Eurostat, il servizio di statistica della Commissione Europea.
Ma la Gran Bretagna è destinata a soffrire di meno questi problemi grazie alla forte crescita della popolazione e all’età media più giovane.
Attualmente l’immigrazione è l’unico fattore in grado di mitigare il problema della crescita della popolazione, ma, secondo il rapporto dell’Unione Europea, non sarà sufficiente ad invertire la tendenza al declino degli abitanti di molti paesi europei.
Lo studio prevede che nel 2060 la popolazione della Gran Bretagna aumenterà del 25%, passando dagli attuali 61 milioni a circa 77 milioni di abitanti.
Al contrario la Germania, che attualmente è il paese più popoloso dell’Unione Europea con oltre 82 milioni di abitanti, nel 2060 avrà perso circa 12 milioni di residenti. La Francia, grazie alle politiche di sostegno delle nascite e del lavoro femminile, continuerà a crescere attestandosi fra cinquant’anni a 72 milioni. L’Italia dovrebbe rimanere stabile con 59 milioni di abitanti.
Tra i sei paesi più popolosi dell’Unione Europea (Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Polonia) la Gran Bretagna è quella che cresce di più, ma paesi più piccoli come Cipro, Irlanda e Lussemburgo hanno prospettive migliori. Nell’insieme la popolazione dell’Unione Europea passerà dagli attuali 495 milioni a 520 milioni nel 2035 per decrescere a 505 milioni nel 2060.
| Popolazione europea nel 2060 | |
| Gran Bretagna | 77 milioni |
| Francia | 72 milioni |
| Germania | 71 milioni |
| Italia | 59 milioni |
| Spagna | 52 milioni |
| Percentuale di incremento di popolazione | |
| Cipro | 66% |
| Irlanda | 53% |
| Lussemburgo | 52% |
| Gran Bretagna | 25% |
| Percentuale di decremento | |
| Bulgaria | 28% |
| Lettonia | 26% |
| Lituania | 24% |
| Romania | 21% |
Liberamente tradotto da "The Guardian"
Autore Ian Traynor
I produttori cinematografici di Bollywood stanno per proiettare nelle sale indiane un film intitolato “Hari Puttar: una commedia del terrore”, ma nello stesso tempo sono impegnati per respingere una causa presentata dalla Warner Brothers che rivendica il fatto che il titolo del film è troppo vicino al loro iperfamoso maghetto Harry Potter.
Anche se spesso i film di Bollywood “prendono in prestito” dai film occidentali, per i produttori di “Hari Puttar” questo film non ha alcuna somiglianza con qualsiasi altro film della serie di “Harry Potter”.
“Non c’è assolutamente alcuna possibilità di collegare ‘Hari Puttar’ con ‘Harry Potter,” ha detto Munish Purii, direttore generale della Mirchi Film, con sede a Mumbai, che ha prodotto il film. “Hari è un nome molto comune in India e “puttar” significa figlio nella lingua Punabji”.
Il film, che non sembra essere basato sui libri di J.K. Rowling che costituiscono la base della fortunatissima serie della Warner, è incentrato su un ragazzo di circa 10 anni che si trasferisce in Gran Bretagna e si trova coinvolto in una serie di avventure.
Non si tratta di un racconto di magie o scope volanti, ma è, piuttosto, la storia di un ragazzo indiano uscito di casa da solo, che combatte ladri e malviventi mentre i suoi genitori sono in vacanza; una trama che ricorda il film “Mamma ho perso l’aereo”.
Tuttavia la Warner Bros si batte per un provvedimento inibitorio nei confronti del film, la cui uscita nelle sale dell’India è prevista per il 12 settembre. Deborah Lincoln, portavoce della major americana, conferma che la Warner ha presentato una querela contro i produttori di “Hari Puttar”.
“La Warner Bros valorizza e protegge i diritti di proprietà intellettuale”, ha detto la Lincoln, “tuttavia, non è nostra abitudine discutere pubblicamente i dettagli delle controversie in corso”.
Liberamente tradotto da “International Herald Tribune”
Autore Associated Press
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