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Dal mondo

Nel tentativo di far ripartire la sua economia in difficoltà, il governo italiano si sta concentrando su obbiettivi facili da raggiungere ma un po’ avventati.

ricercaCorrono brutti tempi per gli scienziati in Italia, così come sono messi con un governo che agisce con la sua peculiare filosofia di riduzione dei costi.

La scorsa settimana, decine di migliaia di ricercatori sono scese nelle strade per manifestare la propria opposizione ad una proposta di legge progettata per il controllo della spesa pubblica (vedi articolo precedente, in inglese) .
Se approvata, come è nelle previsioni, la legge permetterebbe al governo di disfarsi di circa 2.000 ricercatori a tempo determinato, che costituiscono la spina dorsale della ricerca italiana già gravemente sottodimensionata, e circa la metà di questi sono già stati selezionati per posti di lavoro permanenti.

Nonostante la protesta degli scienziati, Silvio Berlusconi di concerto con il suo governo di centro-destra, ha decretato che i bilanci di università e ricerca potrebbero essere usati come fondi per puntellare l’Italia delle banche e degli istituti di credito.

Questa non è la prima volta che Berlusconi prende di mira le università. Nel mese di agosto ha firmato un decreto che taglia i fondi per l’università del 10% il che permette di coprire solo uno ogni cinque posti vacanti. Ha inoltre consentito di trasformare le università in fondazioni private nel tentativo di portare un reddito supplementare.

E visto il clima di questi giorni, i rettori credono che l’ultimo passo potrebbe servire a giustificare ulteriori tagli ai bilanci che si tradurrebbero nell’abbandono di corsi accademici con scarso valore commerciale, come quelli classici o di scienza di base.

Nel frattempo, il ministro per l’Educazione, l’Università e la Ricerca, Mariastella Gelmini, è rimasta in silenzio su tutte le questioni connesse al suo ministero, con l’eccezione delle scuole secondarie, e ha permesso che decisioni governative  così distruttive procedessero nel loro iter senza sollevare obiezioni.
Ha rifiutato di incontrare scienziati e studiosi e di ascoltare le loro preoccupazioni o, almeno, di spiegare loro le politiche che sembrano richiedere il loro sacrificio, nè ha delegato un sottosegretario per affrontare questi temi al suo posto.

Invece, il ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione, Renato Brunetta, ideatore del piano, ha ricevuto le organizzazioni scientifiche colpite dai tagli.
Ma Brunetta sostiene che ben poco si può fare per interrompere l’iter o modificare il disegno di legge,  anche se è ancora in fase di discussione nei comitati e deve ancora essere votato da entrambe le camere.
In una intervista ad un giornale, Brunetta ha anche paragonato i ricercatori a capitani di ventura, mercenari o avventurieri del Rinascimento, dicendo che a dare loro un posto di lavoro permanente sarebbe “un po’ come ucciderli”.

Il governo Berlusconi può essere convinto che le misure di bilancio draconiane sono necessarie, ma i suoi attacchi contro la ricerca di base dell’Italia sono sconsiderati e denotano miopia.

Il governo ha trattato la ricerca come un’altra voce di spesa da tagliare, quando dovrebbe essere considerata come un investimento nella costruzione della conoscenza del XXI secolo.
Infatti,l’Italia ha già abbracciato questo concetto con la firma del trattato dell’Unione Europea concertato a Lisbona nel 2000, in cui gli Stati membri si sono impegnati ad aumentare i fondi per le attività di ricerca e sviluppo al 3% del loro prodotto interno lordo.
L’Italia, un paese del G8, attualmente ha una delle più basse spese per la ricerca e lo sviluppo in questo gruppo: appena l’1,1%, meno della metà della spesa di paesi come Francia e Germania.

Liberamente tradotto da “Nature”


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Nouriel RoubiniIl "dottor Doom", dottor rovina, come è stato soprannominato il professore di economia alla New York University Nouriel Roubini, già il 7 settembre del 2006 aveva previsto nei minimi dettagli tutte le fasi di questa crisi finanziaria.

Nei mesi a venire aveva avvertito,  parlando in un convegno del Fondo Monetario Internazionale, che gli Stati Uniti erano
di fronte ad un deprezzamento degli immobili, ad uno shock petrolifero, ad un rapido calo di fiducia dei consumatori e, infine, una profonda recessione. In quell’occasione aveva snocciolato una deprimente sequenza di eventi: i proprietari di casa impossibilitati a pagare le rate dei propri mutui, migliaia di miliardi di dollari a garanzia dei mutui sparsi per il mondo e l’intero sistema finanziario globale bloccato.

Gli sviluppi di queste situazioni avrebbero paralizzato o distrutto gli hedge fund, le banche d’affari ma anche le più grandi istituzioni finanziarie come Fannie Mae e Freddie Mac.

Ovviamente il pubblico rimase scettico e il moderatore, appena Roubini abbandono la sua postazione da oratore, affermò: "Penso che dopo tutto ciò avremo bisogno di un drink abbastanza forte", scatenando l’ilarità dei presenti. Non senza ragione. A quell’epoca, la disoccupazione e l’inflazione erano a bassi livelli, e l’economia, seppur leggermente, continuava a crescere nonostante la corsa al rialzo del prezzo del petrolio. Inoltre, Roubini era noto per il suo pessimismo perenne e la sua predizione non faceva uso di modelli matematici; ciò portò a rigettare le sue intuizioni perchè proveninavano da un pessimista di carriera.

Tuttavia Roubini si vendicò abbastanza presto. L’anno successivo gli istituti che piazzavano mutui subprime cominciarono ad andare in bancarotta, gli hedge fund cominciarono a scendere, i mercati a precipitare. C’era anche un calo dell’occupazione, del valore del dollaro, e una crescente senzazione di panico nei mercati finanziari. Intervenne la Federal Reserve con il suo piano di salvataggio, compiendo il primo di una serie di interventi economici poco ortodossi, compreso il taglio di mezzo punto sul tasso di sconto ufficiale e comprando decine di miliardi di dollari in garanzie dei mutui. Quando Roubini torno a parlare al Fondo Monetario Internazionale, nel settembre del 2007, predisse una crescente crisi di liquidità che avrebbe infettato ogni settore finanziario. Questa volta nessuno rise. Se la prima volta era stato giudicato come un matto, dopo un anno era diventato un profeta.

Roubini, che ha 50 anni, è nato ad Istanbul, si è trasferito con la sua famiglia a Teheran all’età di due anni, successivamente a Tel Aviv ed infine in ITalia, dove è cresciuto ha studiato e si è laureato all’Università Bocconi di Milano. Successivamente si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha frequentato un dottorato in economia internazionale ad Harvard.

Per il prossimo futuro quali sviluppi economici vede Roubini?
A questa domanda risponde "Siamo in recessione, e negarlo è un non senso". Da mesi predice che gli Stati Uniti soffriranno per un anno e mezzo circa una recessione di pari grado a quella generata dalla "Grande depressione". Secondo lui, tecnicamente, ci sarà una ripresa verso la fine del prossimo anno, ma la perdita di posti di lavoro e il fallimento di aziende continueranno per anni.
Secondo Roubini, alla fine di questa crisi ci sarà una nazione differente, riferendosi agli Stati Uniti, che occuperà una diversa posizione nel mondo. "Questa crisi potrebbe essere l’inizio della fine dell’Impero americano".

Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Stephen Mihm


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meteoraUna meteora, o stella cadente, normalmente ha le dimensioni di un sasso, e si incendia nell’atmosfera.

Lunedì notte, secondo l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, un asteroide delle dimensioni di un’auto è molto probabile che brucerà nell’atmosfera all’altezza del nord Africa.

Ma il pianeta non è in pericolo. L’asteroide, identificato da un osservatorio dell’Arizona, negli Stati Uniti, solo lunedì pomeriggio, si disintegrerà nella parte superiore dell’atmosfera intorno alle 2,45 di lunedì.
Sicuramente non costituisce una minaccia per gli aeromobili o per le persone a terra, ma può trasformarsi in uno show.

Secondo Christine Pulliam del centro di Harvard, la meteora brucerà fino oltre l’Egitto e il Sudan, in viaggio da sud-ovest verso nord-est e potrebbe essere visibile da gran parte del sud Europa, del nord Africa e del Medio Oriente.
La meteora potrebbe apparire, nubi permettendo, brillante come una luna piena, e può anche produrre un forte boom o più banalmente un rumore tipo schiocco.
Università italiana di Pisa ha calcolato che le probabilità che l’oggetto, viaggiando a 46000 km/h, incontri l’atmosfera terrestre, oscillano tra il 99,8 per cento e il 100 per cento.

"Vogliamo sottolineare che questo oggetto non è una minaccia," ha dichiarato il dott. Timothy Spahr, direttore della International Astronomical Union’s Minor Planet Center. "Siamo eccitati dal momento che questa è la prima volta che riusciamo a prevedere l’entrata nell’atmosfera terrestre di un oggetto proveniente dallo spazio".

"Siamo ansiosi di condividere le osservazioni di astronomi che si trovano vicini al percorso dell’asteroide", ha affermato Gareth Williams del Minor Planet Center, "e ci auguriamo che qualcuno riesca a fotografarlo".

Il Minor Planet Center, presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, è un istituto che si occupa di tenere sotto osservazione, in tutto il mondo, asteroidi e comete, raccogliendo e diffondendo le osservazioni e il calcolo delle loro orbite.

Liberamente tradotto da CNN
Autore Peter Dykstra


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meditazioneChe la meditazione o il recarsi nei propri "luoghi felici" ci faccia stare meglio è risaputo. Una nuova scoperta ce lo conferma e ci spiega anche perchè: il cervello può produrre antidepressivi se stimolato con il segnale giusto.

In un esperimento scientifico si è immerso in una vasca alcune cavie obbligandole a nuotare incessantemente fino allo sfinimento e alla rassegnazione all’annegamento; le cavie hanno riconquistato la voglia di vivere quando è stato fatto ascoltare loro un segnale acustico precedentemente associato all’azione di mettersi in salvo.

L’esperimento suggerisce che si può insegnare alla gente questa capacità, inoltre evidenzia nuovi modi per sviluppare antidepressivi più efficaci, spiega il dottor Eric Kandel della Howard Hughes Medical Institute e Columbia University di New York, che ha condotto la ricerca.

"I luoghi felici funzionano. È come andare in campagna", ha spiegato Kandel in una intervista telefonica.

Sulla rivista Neuron, il team di Kandel scrive di aver usato il classico sistema di condizionamento per addestrare le cavie. Le cavie sono state condizionate ad avere paura di un suono applicando loro una piccola scossa ad una zampa mentre ascoltavano quel suono. Dopo un po’le cavie si spaventavano semplicemente ascoltando il suono.

Successivamente la procedura è stata ribaltata: alle cavie si faceva ascoltare un suono nell’unico momento in cui non erano sotto stress; hanno così imparato che l’unico momento in cui erano realmente al sicuro era quando ascoltavano quel suono.

Per rendere una cavia depressa hanno invece usato una situazione di consapevole assenza di difesa.

"Abbiamo messo un animale in una piscina da dove non poteva uscire. Dopo un po’ si arrende, smette di nuotare e si limita a galleggiare", spiega Kandel. "Quando gli dai un antidepressivo, comincia a nuotare di nuovo. Quando abbiamo fatto sentire il suono, ha iniziato a nuotare come avrebbe fatto con un antidepressivo".

Osservando il cervello delle cavie, gli studiosi hanno visto che l’uso del suono condizionato di "sicurezza" ha attivato un diverso percorso rispetto a quello attivato dal farmaco, agendo sulla dopamina e non sulla serotonina come fa invece l’antidepressivo. Inoltre il condizionamento agisce su una zona del cervello che contribuisce a nutrire e incoraggiare la crescita di cellule cerebrali.

Ulteriori esperimenti hanno mostrato che il suono associato ad un farmaco antidepressivo lavorano sinergicamente.

Questi studi dimostrano quanto possa essere efficace la psicoterapia, la meditazione e altri strumenti di riduzione dello stress e tutto questo può aiutare a pensare nuovi farmaci.

Liberamente tradotto da IOL
Autore Maggie Fox


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euroQuesta crisi finanziaria globale non solo ha messo alla prova le istituzioni creditizie, gli opearatori borsistici e, ovviamente, la tenuta psicologica degli investitori. La crisi, ha anche messo sotto la lente di un microscopio l’idea di unità dell’Europa, microscopio con il quale i critici hanno trovato più di quanto si aspettassero.

Mezzo secolo fa, l’Unione Europea nacque sull’ideale di una stretta collaborazione tra i Paesi che uscivano distrutti dalla guerra. Dal momento dell’adozione formale dell’Euro come moneta unica, i leader europei hanno promesso una stretta coordinazione delle politiche finanziarie e hanno promosso nuovi passi per una integrazione politica.

Nicolas Sarkozy, presidente francese, parlando su come affrontare la tempesta finanziaria, ha dichiarato: “È cruciale per l’esistenza stessa dell’Europa che si risponda con una sola voce”.

Ma dopo che la crisi si è diffusa in tutto il mondo, alcune delle 27 nazioni che compongono l’Unione Europea hanno rotto i ranghi, optando per un bruttissimo andamento sparso al fine di tutelare i propri interessi politici e proteggere le banche del proprio paese.

Il recente incontro tra i ministri delle finanze dei paesi membri ha messo in evidenza le virtù, ma soprattutto i difetti dell’Unione. I ministri hanno concordato di portare il livello minimo delle garanzie per i depositi bancari, portandolo a 50.000 euro, esattamente la metà di quanto auspicato da alcuni stati membri. Davvero un misero risultato secondo Irwin Collier, professore di Economia alla Free University di Berlino.

Il disordine di questi giorni ha riportato alla luce dolorose memorie: il rifiuto dell’Irlanda di ratificare il Trattato di Lisbona del giugno scorso o la spaccatura tra gli Stati Europei di cinque anni fa, dopo che gli Stati Uniti avevano iniziato la guerra all’Iraq. Ma anche due mesi fa differenze di vedute sono venute a galla, quando la Russia ha invaso la Georgia, specialmente tra la Germania e gli Stati dell’Est europeo.

Nel tentativo di limitare i danni della crisi finanziaria mondiale, l’Irlanda è sta la prima a rompere i ranghi, agendo unilateralmente il 30 settembre scorso, dichiarando che avrebbe garantito i depositi e i debiti dei sei più grandi istituti finanziari locali, approccio solitario che è stato deprecato a Brussel.
Evidentemente avevano paura che i risprmiatori del continente avrebbero potuto trascinare le banche irlandesi in una corsa alla destabilizzazione.

La Germania ha ufficialmente rigettato la proposta avanzata della Francia per costituire un fondo comune europeo da destinare al salvataggio finanziario, sulla falsa riga di quello degli Stati Uniti.
Questa crisi finanziaria ha incoraggiato l’atteggiamento critico dei tedeschi nei confronti del modello di capitalismo anglosassone, che non intendono pagare per un problema che è cominciato altrove.

Tuttavia, anche la Germania ha promesso, sempre unilateralmente, che avrebbe garantito i depositi nel proprio sistema bancario, al fine di calmare i risparmiatori locali. “La fiducia è la moneta più importante nei mercati finanziari”, ha affermato il Cancelliere tedesco Angela Merkel.

A Brussel l’atmosfera è angosciata per le risposte disordinate alla crisi finanziaria ma anche per la sensazione che le critiche ricevute siano ingiuste. Senza un sistema di regolamentazione delle banche valido su tutto il territorio dell’Unione e una politica fiscale comune, qualsiasi reazione alla crisi sarà inevitabilmente a carattere nazionale.

“Io credo che gli eventi hanno dimostrato che nessun paese è immune alla crisi”, ha dichiarato Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea. “Spero di persuadere gli scettici dei benefici di un’azione congiunta di tutta l’Unione Europea”.

Liberamente tradotto da “The New York Times”
Autori Nicholas Kulish e Graham Bowley


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E adesso c’è anche San Brunetta!

5 Oct 2008 In: Dal mondo, Notizie

Renato BrunettaIl ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta ha fatto il miracolo, quindi si può, si deve, considerarlo santo.
Anzi, si è autoproclamato santo in un’intervista a Domenica In.

Parlando della situazione assenteismo nella pubblica amministrazione ha affermato: "Siamo più verso il 50% delle assenze in meno rispetto al settembre del 2007 che verso il 40%". E alla domanda di Massimo Giletti: "È un miracolo?" Brunetta ha risposto: "Son diventato taumaturgo, son diventato San Brunetta".

Via AdnKronos


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Una armata internazionale si prepara per raggiungere la costa somala e contrastare i pirati che ancora detengono il cargo ucraiano con 33 carri armati, varie armi da guerra e 20 uomini di equipaggio.

I ministri della difesa dell’Unione Europea, riuniti a Parigi, hanno deciso di istitutire una task force navale per contrastare la minaccia dei pirati. Due fregate della Royal Navy, HMS Chatham e HMS Lancaster, sono già nella regione e potrebbero unirsi alla flotta.

I pirati somali che hanno catturato il cargo ucraino MV Faina, nei giorni scorsi hanno manifestato toni alquanto provocatori, dichiarando che avrebbero respinto combattendo ogni tentativo di liberazione dell’equipaggio. Inoltre hanno dichiarato che libereranno il cargo con tutti gli armamenti trasportati solo dietro il pagamento di un riscatto di 16 milioni di euro.

"Chiunque tenti di attaccarci o di ingannarci si farà del male" ha dichiarato alla Associated Press Sugule Ali, un portavoce dei pirati, in un intervista svolta con telefoni satellitari.
La nave ucraina, che è ancorata vicino al porto di Hobyo sulla costa somala, è circondata da una mezza dozzina di navi da guerra americane, ma al momento non è stato fatto alcun tentativo di salire a bordo. Fonti militari degli Stati Uniti hanno affermato che non vi è alcun mandato legale internazionale per compiere questa azione, anche se sono in corso passi per ottenere l’approvazione delle Nazioni Unite.

Il Programma alimentare mondiale afferma che la sicurezza contro i pirati è necessaria ed urgente per permettere alla Somalia di ricevere le forniture ed evitare così una carestia simile a quella degli anni ‘80.

Tuttavia, il Ministro della difesa britannico insiste affinchè, quando la task force europea, costituita da navi di dieci paesi diversi, sarà operativa non venga coinvolta nell’affare della MV Faina.

Liberamente tradotto da "The Times"
Autori: Michael Evans, Rob Crilly and David Charter


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I premi Ig Nobel, foneticamente "ignobile", vengono assegnati ogni anno sin dal 1991 a quei ricercatori e studiosi che si distinguono per l’improbabilità della loro ricerca

Premio Ig Nobel per l’Alimentazione assegnato a Massimiliano Zampini dell’Università degli Studi di Trento e a Charles Spence dell’Università di Oxford, nel Regno Unito per i loro studi sull’appetibilità dei cibi che scrocchiano.
Non è un caso se le patatine piacciono tanto.

Pubblicazione: "The Role of Auditory Cues in Modulating the Perceived Crispness and Staleness of Potato Chips," Massimiliano Zampini and Charles Spence, Journal of Sensory Studies, vol. 19, October 2004,  pp. 347-63.

Gli altri premi
Premio Ig Nobel per la Pace al Comitato etico federale della Svizzera per le bioteconologie non umane e ai cittadini della Svizzera per aver adottato il principio che le piante hanno una loro dignità

Premio Ig Nobel per l’Archeologia ad Astolfo G. Mello Araujo e José Carlos Marcelino dell’Università di São Paulo, Brazil per aver misurato le conseguenze e i danni causati dai movimenti di un armadillo.

Premio Ig Nobel per la Biologia a Marie-Christine Cadiergues, Christel Joubert e Michel Franc della Scuola Nazionale di Veterinaria di Toulouse, in Francia, per aver stabilito che le pulci del gatto riescono a saltare alla stessa altezza di quelle che vivono sui cani.

Premio Ig Nobel per la Medicina a Dan Ariely della Duke University, negli Stati Uniti d’America per aver dimostrato che i placebo che hanno un prezzo alto sono più efficaci di quelli a basso prezzo.

Premio Ig Nobel per l’Economia a Geoffrey Miller, Joshua Tybur e Brent Jordan dell’Università del New Mexico, negli Stati Uniti d’America, per aver scoperto che una ballerina di lap dance durante il momento dell’ovulazione ha il massimo guadagno

Premio Ig Nobel per la Fisica a Dorian Raymer dello Scripps Institution of Oceanography e a Douglas Smith dell’Università della California  a San Diego, Stati Uniti d’America, per aver dimostrato matematicamente che un mucchietto di pezzi di spago o di capelli inevitabilmente si aggrovigliano

Premio Ig Nobel per la Chimica a Sharee A. Umpierre dell’Università di Puerto Rico, Joseph A. Hill del Centro di Fertilità del New England USA, Deborah J. Anderson della Boston University School of Medicine e Harvard Medical School, USA, per aver scoperto il potere spermicida della Coca Cola e a Chuang-Ye Hong della Taipei Medical University a Taiwan, C.C. Shieh, P. Wu, and B.N. Chiang sempre di Taiwan per aver scoperto che la Coca Cola non ha potere spermicida

Liberamente tradotto da "Improbable Research"


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Paul NewmanPaul Newman, leggenda dello schermo e filantropo autentico ha perso la sua battaglia con il cancro.

È stato protagonista in più di 60 film e la sua carriera cinematografica è durata più di cinquant’anni: il suo debutto a Hoolywood è datato 1954 con il film "Il calice d’argento", anche se l’acclamazione a star del cinema avvenne un’anno e mezzo più tardi con "Lassù qualcuno mi ama".

Ma il cinema non era tutto per Paul Newman. È stato anche un ottimo pilota di auto da corsa, e ha gareggiato a Daytona nel 1995, un regalo per i suoi 70 anni, che gli è valso l’ingresso nel Guiness dei primati come il più anziano vincitore di questa gara.

Paul Newman il filantropo

Nel 1982 decise di vendere un condimento per insalate che aveva creato come regalo di Natale per i suoi amici. Da lì nacque la Newman’s Own, un’impresa fondata con il suo amico scrittore A. E. Hotchner. Dopo più di 25 anni di attività il marchio Newman’s Own etichettava una grande varietà di alimenti, dalle limonate al pop corn, dai fichi al vino. Tutti i profitti della società, più di 200 milioni di dollari, sono stati devoluti in beneficienza.

Molti di questi soldi sono serviti per tenere in piedi il "Wall Gang Camps" che offre vacanze estive ai bambini affetti da tumore o altre gravi malattie. Newman partecipava attivamente al progetto del campo, anche scegliendo personalmente i cappelli da cowboy che permettevano ai bambini di dissimulare la loro calvizie dovuta alla chemioterapia.

Nel 1978, il 28 novembre, Scott Newman, il più vecchio dei sei figli di Paul, moriva a 28 anni per una overdose di alcool e pasticche. Il monumento funebre che volle costruirgli il padre fu lo Scott Newman Center, creato per pubblicizzare i pericoli della droga e dell’alcool. A capo di questa struttura c’è ancora Susan Newman, la più vecchia delle cinque sorelle.

I primi passi a Cleveland

Paul Leonard Newman nacque a Cleveland il 26 gennaio 1925. La madre Teresa, cattolica, assidua frequentatrice di teatro sognava che un giorno il figlio potesse calcare il palcoscenico. Il padre Arthur, di religione ebraica, gestiva un florido negozio di articoli sportivi. Arthur Newman, uomo rigoroso, era convinto che fare l’attore non era un’occupazione degna di questo nome, ma, forse convinto dalla moglie, acconsentì a dare supporto economico al figlio Paul che muoveva i primi passi di attore in piccole compagnie teatrali.
In precedenza, Paul, dopo aver preso parte alla Seconda Guerra Mondiale come operatore radio dell’aviazione, aveva  frequentato il Kenion College dove aveva avuto modo di recitare in una dozzina di opere teatrali.
Alla morte del padre, nel 1950, Paul Newman rientrò a Cleveland per gestire il negozio di famiglia. Con lui c’era la prima moglie, Jacqueline Witte e poco dopo, Scott il primogenito.
Ma dopo 18 mesi, Paul lasciò al fratello il negozio per iscriversi alla prestigiosa Yale Drama School, una scuola di recitazione. Lasciò la Yale un anno dopo, forse per mancanza di denaro e per la nuova gravidanza della moglie. Ma quasi subito ebbe un piccolo ruolo in "Picnic" una commedia che fu replicata a Broadway per 14 mesi.
Poi fu la volta degli spettacoli televisivi come "Goodyear Television Playhouse. Contemporaneamente frequentava l’Actor Studio di New York dove prendeva lezioni affianco a James Dean, Geraldine Page e Marlon Brando.
Nel 1954 Hollywood bussò alla porta di Paul Newman: la Warner Brothers gli offrì un contratto da 1000 dollari a settimana per recitare la parte dello schiavo greco ne "Il calice d’argento". E da quel momento in poi i successi si susseguirono uno dietro l’altro, come attore, regista e produttore.

La filmografia di Paul Newman

Film - Ruolo Anno
 Il calice d’argento - Basil 1954
 Lassù qualcuno mi ama - Rocky Graziano 1956
 Supplizio - Capitano Edward Worthington Hall Jr. 1956
 Quando l’amore è romanzo - Larry Maddux 1957
 Quattro donne aspettano - Capitano Jack Harding 1957
 Furia selvaggia - William "Billy the Kid" Bonney 1958
 La gatta sul tetto che scotta - Brick Pollitt 1958
 La lunga estate calda - Ben Quick 1958
 Missili in giardino - Harry Bannerman 1958
 I segreti di Philadelphia - Anthony Judson "Tony" Lawrence 1959
 Dalla terrazza - David Alfred Eaton 1960
 Exodus - Ari Ben Canaan 1960
 Lo spaccone - "Fast" Eddie Felson 1961
 Paris Blues - Ram Bowen 1961
 La dolce ala della giovinezza - Chance Wayne 1962
 Le avventure di un giovane - Ad Francis 1962
 Hud il selvaggio - Hud Bannon 1963
 Il mio amore con Samantha - Steve Sherman 1963
 Intrigo a Stoccolma - Andrew Craig 1963
 La signora e i suoi mariti - Larry Flint 1964
 L’oltraggio - Juan Carrasco 1964
 Lady L - Armand 1965
 A Year Toward Tomorrow - Narratore 1966
 Detective’s Story - Lew Harper 1966
 Il sipario strappato - Professore Michael Armstrong 1966
 Hombre - John Russell 1967
 Luke - Se stesso 1967
 Nick mano fredda - Lucas "Mano fredda" Jackson 1967
 Guerra amore e fuga - Soldato Harry Frigg 1968
 Butch Cassidy - Butch Cassidy 1969
 Indianapolis, pista infernale - Frank Capua 1969
 King: una testimonianza filmata… da montgomery a memphis - Commentatore 1970
 Un uomo oggi - Rheinhardt 1970
 Sfida senza paura - Hank Stamper 1971
 L’uomo dai 7 capestri - Giudice Roy Bean 1972
 Pocket Money, per una manciata di dollari - Jim Kane 1972
 La stangata - Henry Gondorff 1973
 L’agente speciale Mackintosh - Joseph Rearden 1973
 L’inferno di cristallo - Doug Roberts 1974
 Detective Harper: acqua alla gola - Lew Harper 1975
 Buffalo Bill e gli indiani: ovvero la lezione di storia di Toro Seduto - William F. "Buffalo Bill"  1976
 L’ultima follia di Mel Brooks - Se stessa 1976
 Colpo secco - Reggie 1977
 Quintet - Essex 1979
 Ormai non c’è più scampo - Hank Henderson 1980
 Bronx, quarantunesimo distretto di polizia - Murphy 1981
 Diritto di cronaca - Michael Colin Gallagher 1982
 Il verdetto - Frank Galvin 1982
 Harry e Son - Harry Keach 1984
 Il colore dei soldi - Eddie 1986
 L’ombra di mille soli - Gen. Leslie R. Groves 1989
 Scandalo Blaze - Earl Long 1989
 Mr. & Mrs. Bridge - Walter Bridge 1990
 Baseball (mini serie) - Se stesso 1994
 La vita a modo mio - Donald "Sully" Sullivan 1994
 Mister Hula Hoop - Sidney J. Mussburger 1994
 Twilight - Harry Ross 1998
 Le parole che non ti ho detto - Dodge Blake 1999
 Per amore dei soldi - Henry Manning 2000
 Era mio padre - John Rooney 2002

Per approfondimenti:
 Newman’s Own
Fonte filmografia

Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Aljean Harmetz


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Audio BonesDopo che Apple ha venduto 160 milioni di iPod nel mondo,  ridisegnando il mercato della musica, si può tranquillamente ammettere che questi player portatili non saranno una moda passeggera.

Ma allo stesso tempo, in pochi tengono in giusta considerazione ciò che ognuno di questi apparecchi porta con sè: cuffiette e auricolari. Infatti, centinaia di milioni di persone ogni giorno ascoltano la loro musica preferita attraverso gli auricolari, e ciò le rende contemporaneamente sordi e maleducati verso il mondo circostante. E non è tutto. Una significativa parte della popolazione ha difetti nella corretta formazione della cartilagine a causa dell’inserimento continuo degli auricolari nel padiglione dell’orecchio.

La tecnologia ha creato questi problemi e la stessa tecnologia offre la soluzione. Due nuovi tipi di auricolari sono disponibili neglli Stati Uniti: entrambi risolvono alla radice il problema, garantendo un buon ascolto senza provocare i problemi tipici dell’utilizzo degli auricolari tradizionali.
Invece di andare direttamente nell’orecchio, questi nuovi dispositivi trasmettono il segnale audio attraverso le ossa o le cartilagini.

I più promettenti sono gli “Audio Bones” (letteralmente audio ossa), prodotti in vari colori e venduti a prezzi
oscillanti dai 30 ai 190 dollari. Queste cuffie passano il suono all’orecchio interno attraverso le ossa del cranio e sono posizionate proprio davanti all’orecchio, che rimane comunque libero di ascoltare altri suoni. Quindi, allo stesso tempo, permette di ascoltare convenientemente la musica ma non rende sordi all’ambiente circostante, nè induce ad alzare il volume della voce.

Inoltre questi dispositivi restano ben posizionati al loro posto perchè si agganciano alla parte superiore del padiglione auricolare. Se non tutti hanno canali auricolari compatibili con gli iPod, tutti hanno orecchie a cui agganciarli. In più, questi Audio Bones, hanno il vantaggio che non si aggrovigliano: infatti sono dotati di un unico filo che fuoriesce dal retro, invece di un filo per ogni auricolare. Altri vantaggi: sono waterproof, si possono usare anche sotto la doccia (gli auricolari non il player!) e non sono considerati disdicevoli, dal punto di vista igienico, quando si vuole condividere l’ascolto.
Inoltre, secondo i costruttori, la trasmissione audio attraverso le ossa contribuisce meno alla perdita di udito
con il passare degli anni.

Dopo questo lungo elenco di virtù, una nota negativa di non poca importanza: la qualità del suono percepito non è il massimo. Se confrontato con gli auricolari tradizionali, il suono trasmesso dagli Audio Bones è attutito, ovattato. Chi è affezionato alla qualità dell’audio di un iPod resta inorridito dopo aver provato un Audio Bones.
Comunque, questi nuovi dispositivi possono essere indicati per ascoltare audio-book, musica durante il jogging o musica di sottofondo.

Ma, per il suono non c’è solo la trasmissione ossea. La società Zelco offre la sua soluzione: gli auricolari “Outi” per 110 dollari. Questi bizzarri auricolari si agganciano come orecchini a clip all’orecchio e costituiscono il primo esempio al mondo di auricolari a trasmissione cartilaginea del suono.
Trovare la giusta collocazione può richiedere del tempo: la qualità del suono cambia parecchio a seconda di dove sono posizionati sull’orecchio, e non sono il massimo del confort. Ma la caratteristica peggiore, che compare solo quando si ascolta musica, è la vibrazione. Questo effetto divide i pareri: qualcuno pensa che le vibrazioni rendono l’ascolto della musica più interessante, altri non resistono e si strappano gli “Outi” dalle orecchie. Le vibrazioni, che seguono il ritmo della musica, sono state aggiunte di proposito dalla casa costruttrice che, comunque ha lasciato la possibilità di eliminare tale effetto, perdendo però sulla qualità del suono.

Il problema degli auricolare è stato affrontato anche da altri produttori; una brillante soluzione proviene da “Arriva” che ha costruito un dispositivo integrato con l’iPod Shuffle. Per maggiori informazioni www.arriva.com

Liberamente tradotto da “The New York Times”
Autore David Pogue


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