I social network sono stati i veri protagonisti del Mobile World Congress svoltosi recentemente a Barcellona.
Tutti gli espositori, dal gigante Nokia alla più piccola casa produttrice di componenti, non hanno fatto altro che parlare di Facebook, MySpace e di tutti gli altri social network.
Anche se al momento la maggior parte degli accessi ai social network sono effettuati tramite un computer, la natura personale e spontanea di questo tipo di comunicazione si presta perfettamente ad essere trasferita su telefoni cellulari.
Tanto è vero che gli utenti che accedono al network MySpace da telefoni cellulari sono quadruplicati nell’ultimo anno, arrivando a 20 milioni di utenti su un totale di 135 milioni. Anche Facebook registra una tendenza simile.
Ma per il prossimo futuro ci si attende una vera esplosione di utilizzo dei social network attraverso i cellulari.
MySpace ha già annunciato accordi con Nokia e Palm che hanno intenzione di produrre telefonini capaci di caricare video e foto sul social network premendo un solo pulsante.
E sono convinti che a breve molti produttori di smartphone inseriranno MySpace nei loro servizi.
Ma al momento il titolo di Social Mobile è appannaggio esclusivo dell’omonimo cellulate prodotto da INQ, che ha anche ricevuto il premio di telefono cellulare dell’anno, organizzato dalla GSM Association.
Attualmente è in vendita in Australia, Irlanda e Regno Unito, ma a breve, promettono i produttori, sarà disponibile in molti altri paesi.
Sul caso Eluana Englaro Berlusconi sta creando un autentico golpe morale e istitutuzionale. Vuole imporre al Paese una legge medievale che pretende di sottrarre al cittadino il diritto sulla propria vita e sul proprio corpo, per consegnarlo alla volontà della Chiesa e dello Stato.
Contrapponendosi a tutte le decisioni adottate in tal senso da parte della magistratura (a tutti i livelli, compresa l’UE) e al rifiuto del Capo dello Stato a firmare un decreto legge palesemente incostituzionale, Berlusconi ha annunciato che intende dare vita ad una nuova legge con una sessione dedicata del Parlamento e ha già messo in onda un fiume di proclami indirizzati al “popolo” (vale a dire gli spettatori che manipola grazie al suo monopolio televisivo).
Il caso di Eluana Englaro è chiaro: si trova in un persistente stato vegetativo da 17 anni, aveva detto al padre ed ai suoi amici della sua determinazione a non essere “salvata” da una macchina nel caso in cui le fosse capitato ciò che era accaduto a un suo amico.
La sua volontà è stata chiaramente provata dai giudici che hanno pronunciato una sentenza definitiva e inappellabile che permette ad Eluana di “staccare la sonda”.
D’altro canto, la Costituzione italiana garantisce il pubblico rifiuto di qualsiasi trattamento medico, anche se la mancanza di esso può provocare la morte.
E non si può imporre l’alimentazione forzata, neanche a chi sta per morire durante uno sciopero della fame e della sete.
Di fronte al diktat khomeinista della Chiesa di Ratzinger che considera il rispetto della volontà di Eluana un omicidio, il Governo di Berlusconi ha violato tutte le regole e le procedure con l’intento di imporre la volontà della Chiesa gerarchica (tuttavia, molti sacerdoti e anche alcuni vescovi hanno espresso il rispetto del diritto e della libertà individuale).
Berlusconi ha deciso di aprire un vero e proprio casus belli, dichiarando la sua intenzione di cambiare immediatamente la Costituzione, per poter governare sistematicamente con i decreti legge, saltando i dibattiti parlamentari, proclamando così, apertamente, i suoi impulsi dittatoriali. L’Italia entra quindi in un periodo di assoluta emergenza democratica, ancora più grave perché l’Europa non sembra rendersi conto della gravità della vocazione totalitaria di Berlusconi.
Il Paese ha messo in moto un veloce tam-tam mediatico di cittadini che vogliono auto-organizzare una opposizione alle azioni liberticide del Governo. Manca, tuttavia, una reazione degna di questo nome di Veltroni del Partito Democratico, completamente impantanato nella sua subalternità psicologica e culturale al berlusconismo, mentre le dichiarazioni di Berlusconi non lasciano dubbi: il governo vuole distruggere tutte le forme di controllo, tutti gli ostacoli che ostacolano la dittatura del Governo.
Giudici, giornalisti, sindacalisti e cittadini impegnati, sono bollati come “comunisti” o come terroristi se non si sottomettono ad un Governo sovversivo che sta distruggendo la democrazia liberale in Italia.
Link all’articolo originale (in lingua spagnola)
Liberamente tradotto da “El Pais”
Autore Paolo Flores D’Arcais
Il Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, 56 anni, eletto nel giugno del 2008, in un’intervista al quotidiano Le Monde, muove serie critiche nei confronti del Papa Benedetto XVI riguardo il perdono dei quattro vescovi seguaci di Lefebvre.
Come reagisce all’annuncio di Papa Benedetto XVI di aver tolto la scomunica ai quattro vescovi fondamentalisti, uno dei quali, il Vescovo Williamson, mantiene la sua posizione negazionista?
L’annuncio mi ha fatto molto male come ebreo e come attivista del dialogo tra le religioni.
Negare l’Olocausto è un insulto alla memoria dei sei milioni di ebrei morti nei campi. I commenti del Vescovo Williamson sono spregevoli. In Francia e in Germania, sono puniti dalla legge. Una volta passato lo shock, ho sentito le condanne dei miei amici cristiani. "Queste parole non sono quelle di un cristiano", come ha detto l’Arcivescovo di Lione Barbarin.
Tuttavia, oggi ho molte domande senza risposta. Come può il Papa ignorare il rifiuto del vescovo Williamson? Se la revoca della scomunica è un invito alla riconciliazione, come ci si può riconciliare con colui che si è escluso dal cristianesimo con le sue stesse parole? Come si può dialogare con chi vede la negazione della Shoah un parere personale? E cosa accadrà se i quattro vescovi che non sono più scomunicati continueranno a rifiutare il Concilio Vaticano II e "Nostra Aetate" (la dichiarazione adottata nel 1965 dal Concilio Vaticano II che afferma il legame storico tra ebraismo e cristianesimo)?
Si tratta di questioni che riguardano me. Come molti cristiani ed ebrei, mi aspetto una risposta chiara.
Liberamente tradotto da Le Monde
Autore Stéphanie Le Bars
Dovendo fare una ricerca per la scuola su un animale australiano, Tyler Kennedy ha cominciato da dove molti studenti cominciano: cercando su Internet. Ma Tyler non usa Google o Yahoo. Lui cerca informazioni attraverso YouTube.
"Ho trovato alcuni video che mi hanno fornito buone informazioni su come l’ornitorinco sopravvive, su cosa mangia, su come si riproduce", afferma Tyler.
Allo stesso modo, quando Tyler si blocca in uno dei suoi giochi preferiti sul Wii, cerca su YouTube consigli su come andare avanti. Idem se vuole conoscere ulteriori dettagli sulle sue figurine associate ad una serie televisiva.
Anche se preferisce YouTube, di tanto in tanto usa Google.
"Quando non ottengo risultati soddisfacenti su YouTube, torno ad usare Google" dice Tyler, un ragazzino di nove anni che vive in California.
Il modo di vivere il web di Tyler, in primo luogo attraverso il video, non può essere considerata come la tendenza principale, ma il suo uso di YouTube come motore di ricerca preferito sottolinea come il passaggio al video è molto di più di un comportamento bizzarro di un bambino.
L’esplosione di contenuti video su YouTube e altri siti sta rapidamente trasformando il video on line da un mezzo strettamente legato all’intrattenimento in uno strumento di conoscenza. La ricerca video, su YouTube e altri siti, si sta rapidamente trasformando in un nuovo punto di ingresso nel web.
"Ci sono un numero sempre crescente di persone che stanno facendo ricerche video per completare e migliorare quello che fanno nella loro vita fuori dal web", ha detto Suranga Chandratillake, chief executive di Blinkx, un motore di ricerca video.
Con l’inondazione del mercato di telecamere a basso costo e la proliferazione di siti web che ospitano un, apparentemente, illimitato numero di clip non è stato mai così facile creare e caricare video sul web. Tanto che ora è possibile trovare un video online praticamente su qualsiasi argomento. Ci sono video che insegnano a dare lo stucco, che offrono recensioni dell’ultimo modello di telefonino o che ti danno la sensazione di passeggiare su Ponte Vecchio a Firenze.
Il consumo video è cresciuto vertiginosamente. Secondo comScore, in novembre, 146 milioni di americani ha guardato video online, scaricando in streaming circa 12,6 miliardi di clip, quasi il doppio rispetto a venti mesi fa. E YouTube è cresciuto ancora più rapidamente, aggiudicandosi una quota di video streaming pari al 40% del totale, contro il 17% del mese di marzo 2007.
Sempre secondo comScore, su YouTube nel mese di novembre gli americani hanno condotto quasi 2,8 miliardi di ricerche, circa 200 milioni in più di Yahoo.
Questi sorprendenti dati statistici hanno indotto Alex Iskold, fondatore e amministratore di Adaptiveblue.com, a chiedere in un post "È YouTube il prossimo Google?". In altre parole, YouTube è effettivamente il motore di ricerca preferito e potrebbe rivaleggiare con Google in un prossimo futuro?
Per testare questa ipotesi, Iskold ha effettuato alcune ricerche su YouTube e ne ha confrontato i risultati. Senza sorpresa, alcune ricerche, come "passare l’aspirapolvere sui tappeti" o "l’asino di Shrek" producono risultati migliori rispetto ad altri, tipo "George Washington" o "astrofisica".
All’aumentare dei video sul web, la proporzione di ricerche video che soddisfano la domanda cresce di pari passo. Quindi la domanda è: quanto è lontano il video dal diventare alternativo al testo?
Liberamente tradotto da Herald Tribune
Autore Miguel Helft
La pubblicità sull’autobus londinese era abbastanza leggera, giusto una citazione biblica e l’indirizzo web di un sito cristiano. Ma quando Ariane Sherine, una scrittrice teatrale, andò a dare un’occhiata al sito trasalì nell’apprendere che lei e tutti i suoi amici non credenti erano destinati all’inferno a "passare l’eternità tra i tormenti".
Ariane pensò che fosse un po’ eccessiva come affermazione e sicuramente molto difficile da provare.
"Se io volessi scrivere nella mia pubblicità: ‘Attenzione, è scappato un leone dallo zoo!’ oppure ‘Quei corpuscoli nel succo d’arancia, non sono arancia, ma plastica. Non ingeriteli o morirete!’ penso che qualcuno mi chiederebbe di dimostrare quanto affermo" è il commento scritto da Ariane Sherine sul sito del The Guardian.
Il pensiero successivo fu quello di posizionare alcuni messaggi atei per controbilanciare quelli religiosi. E così gettò le fondamenta della Atheist Bus Campaign uno sforzo per lanciare messaggi atei al grande pubblico con il proposito di raccogliere circa 8000 dollari.
Ma qualcosa catturò l’immaginazione collettiva. Supportata dallo scienziato Richard Dawkins, dal filosofo A. C. Grayling e dalla British Humanist Association, oltre che da altri, la campagna raccolse in soli quattro giorni 150.000 dollari, che, insieme agli altri fondi raccolti nei giorni successivi, hanno permesso di pubblicare messaggi atei su circa 800 autobus che attraversano in lungo e largo la Gran Bretagna.
Il messaggio principale è: "Probabilmente non c’è un Dio. Adesso smetti di preoccuparti e goditi la tua vita".
Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Sarah Lyall
Nella guerra israelo-palestinese succede anche che venga decretata la condanna a morte di bambini. Un leader di Hamas avverte che gli islamisti potrebbero uccidere bambini ebrei in qualsiasi parte del mondo quale vendetta per il recente attacco di Israele nella striscia di Gaza.
"Loro hanno legittimato la morte dei loro bambini con l’uccisione dei bambini della Palestina" afferma Mahmoud Zahar in un messaggio televisivo registrato in una località segreta, "Hanno legittimato l’uccisione della loro gente uccidendo la nostra gente".
È la prima apparizione pubblica del leader di Hamas, Mahmoud Zahar, dopo l’inzio dell’offensiva israeliana; completamente vestito di nero ha dichiarato che "la vittoria sta arrivando, secondo la volontà di Dio".
Liberamente tradotto da News.com.au
Se vuoi fare uno sleeve face prendi un disco, oppure un libro, una rivista, una pubblicità o una banconota. Insomma basta un’immagine stampata: la tua faccia, quella di un amico, o del tuo cane. Trova la giusta prospettiva. Fai una foto. Hai appena fatto uno sleeve face. E’ una delle ultime mode che impazzano sul Web: si sovrappone, si fotografa, si condivide.
Se non sai come fare, guarda il video:
Sono gli italiani gli uomini più belli del mondo. Anche quando hanno pochi capelli in testa e sono un po’ in avanti con l’età non perdono il loro fascino.
Lo afferma una ricerca condotta in 12 Paesi del mondo e che si propone di spiegare ciò che rende gli uomini attraenti.
Durante il sondaggio sulla "bellezza maschile", ideato da Synovate, una società di ricerche di mercato, sono state intervistate 10.000 persone tra uomini e donne. Il primo requisito, scaturito da questa ricerca, per essere considerati belli è una buona igiene.
Tra i prodotti di bellezza cui ricorrono di più gli uomini c’è il deodorante, seguito dal dentifricio sbiancante e dal dopobarba.
Il secondo requisito indispensabile per entrare in questo esclusivo club è essere sicuri di sé: circa un quinto di tutti gli intervistati dice infatti che un uomo deve saper presentarsi bene, e subito dopo, al terzo posto, deve sfoderare un "gran sorriso".
I capelli, invece, non sembrano essere un fattore di bellezza visto che soltanto l’1% degli intervistati sostiene che sia necessario avere una testa piena di capelli per poter essere definiti belli.
Nessuna paura neanche quando si ha qualche anno in più: secondo il 60% degli intervistati infatti l’aspetto di un uomo migliora con il passare del tempo.
"Ebbene, gli uomini sono come il vino buono: possono solo migliorare di anno in anno. E’ una buona notizia per molti di noi", ha detto Bob Michaels, portavoce di Synovate.
Synovate ha utilizzato per realizzare la ricerca interviste faccia-a-faccia e telefoniche. Gli intervistati hanno un’età compresa tra i 15 e i 64 anni.
La ricerca, condotta nel mese di ottobre in Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Grecia, Malaysia, Russia, Africa del Sud, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti, ha messo in evidenza che gli italiani sono considerati i più belli del mondo, anche se il sondaggio non è stato condotto in Italia.
A seguire si sono piazzati nell’ordine statunitensi, russi e brasiliani.
Presentarsi con il viso rasato ed emanare un buon profumo è una delle preferenze espresse sia da maschi che da femmine anche se ci sono dei distinguo tra i due sessi: per esempio, le donne più degli uomini ritengono che usare il dopobarba o la colonia sia molto sexy.
Fonte Reuters
Autore Miral Fahmy
Presso la Marywood University è in atto uno studio che prevede la somministrazione di viagra a giovani atleti. Lo studio, finanziato dall’Agenzia Mondiale Anti-Doping, non riguarda le prestazioni in camera da letto, ma quelle sul campo di gioco. Si vuole scoprire se la famosa pillola blu crea dei vantaggi dilatando i vasi degli atleti e, quindi, aumentando la capacità di trasporto di ossigeno. Se così fosse l’Agenzia metterebbe al bando il Viagra, almeno per gli atleti.
Il Viagra è stato inventato per il trattamento dell’ipertensione polmonare, o alta pressione nelle arterie del polmone. Il farmaco inibisce un enzima che controlla il flusso sanguigno, permettendo ai vasi di rilassarsi e dilatarsi. Lo stesso mecanismo si riproduce nel pene, causando così l’erezione.
Negli atleti, un aumento del gettito cardiaco ed un più efficiente trasporto di sangue ossigenato ai muscoli può migliorare di molto la resistenza fisica.
"Essenzialmente, ti permette di competere al livello del mare come se avessi una capacità aerobica da alta quota" afferma Kenneth W. Rundell, il direttore del "Human Performace Laboratory" di Marywood.
Alcuni esperti sono scettici verso questa possibilità offerta dal viagra. Antony Butch, direttore del laboratorio Olimpico che testa i vari farmaci presso la U.C.L.A., afferma che potrebbe essere "molto difficile, se non impossibile" provare che il Viagra fornisce un aumento di competitività, visto che le differenze di performance degli atleti potrebbero essere molto piccole, e gli atleti stessi probabilmente assumerebbero il Viagra in combinazione con altri farmaci. Gli scienziati hanno le stesse incertezze anche sull’incremento di performance del GH, l’ormone della crescita, che tuttavia è al bando. "Ma alcuni atleti non hanno bisogno di certezze" dice il dott. Butch, gli basta credere che un farmaco funziona per prenderlo".
Alcuni anni fa, era opinione diffusa che il Viagra venisse somministrato ai cani impegnati in una gara. Inoltre non mancano altri studi ufficiali e pubblicati, come quello della Stanford University pubblicato nel 2006 su "The Journal of Applied Physiology". Lo studio indicava che alcuni atleti che facevano uso di Viagra aumentavano la propria performance del 40% in una gara di cliclismo lunga 10 chilometri ad una altitudine simulata di 3800 metri, quota sufficientemente lontana da tutte le competizioni. Secondo questo studio il Viagra non aumenta le prestazioni atletiche al livello del mare.
Nel 2004 uno studio tedesco, pubblicato in "The Annals of Internal Medicine" si occupò di scalatori sul Monte Everest. Anche in quel caso, ad un’altitudine media di 5000 metri il Viagra aumentava la capacità massima allo sforzo fisico.
Fino a questo momento non ci sono prove di un uso diffuso del Viagra negli atleti professionisti. Per il momento, perchè il farmaco non è nell’elenco di quelli proibiti, quindi non è ricercato nei vari test e non c’è modo di sapere quanto sia effettivamente diffuso.
Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Jerè Longman
Per il BlackBerry Storm, nel primo giorno di vendita negli Stati Uniti, centinaia di persone in fila davanti ai negozi di Verizon Wireless di New York nella speranza di poterlo acquistare per prime. Il BlackBerry Storm è il primo apparecchio screen touch della canadese Research In Motion che punta a fare concorrenza all’iPhone di Apple.
In realtà gli utenti di apparecchi BlackBerry e di iPhone sono molto diversi tra loro: nessuno farebbe cambio con l’altro.
Le caratteristiche del nuovo BlackBerry Storm non possono che decretarlo come l’ennesimo anti-iPhone con in più la dote di tutti i felici possessori di BlackBerry che lo ritengono uno strumento insostituibile per la gestione della propria posta elettronica quando sono impossibilitati ad usare un computer. Lo schermo è di 3,3" con risoluzione di 360 x 480 pixel ed è presente anche il supporto alle reti 3G con la tecnologia HSDPA.
Verizon, numero due Usa della telefonia, ha reso noto che altre centinaia di persone si sono messe in fila davanti ai suoi negozi della costa Est, precisando però di disporre di un numero sufficiente di telefoni per soddisfare le richieste. Mentre, Vodafone Group, che controlla una parte del pacchetto di Verizon Wireless, ha reso noto giovedì scorso che ha problemi a soddisfare la massa di richieste per il nuovo Storm, venduto in Gran Bretagna già dal 14 novembre.
Come l’iPhone, lo Storm costa negli Usa 200 dollari, e l’abbonamento dura due anni. È dotato, come l’apparecchio di Apple, di una fotocamera e di un lettore multimediale.
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