Le compagnie aeree sono responsabili del riscaldamento globale? Sicuramente. L’aviazione emette il 2 per cento delle emissioni di anidride carbonica in tutto il mondo, e il 3 per cento del totale di tutte le emissioni di gas serra: i dati sono stati comunicati dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, l’organismo scientifico istituito dalle Nazioni Unite e dall’Organizzazione meteorologica mondiale e derivano dalla ricerca sull’influenza dell’uomo nel riscaldamento globale.
E secondo alcuni scienziati,i gas ad effetto serra immessi in alta hanno un effetto superiore rispetto allo stesso gas rilasciato sul terreno.
Secondo l’International Air Transport Association, che rappresenta 230 compagnie aeree di tutto il mondo che sviluppano il 93 per cento del traffico di passeggeri, il trasporto aereo cresce, in media, del 5 per cento all’anno, e continuerà a crescere secondo questi ritmi almeno fino al 2011.
In tale contesto, l’industria del trasporto aereo da un lato tende a migliorare il rendimento del carburante, dall’altro è alla ricerca di carburanti alternativi.
Nel corso di una riunione a Ginevra nel mese di aprile, i costruttori di aerei e motori, i fornitori di carburanti, le
compagnie aeree e gli aeroporti hanno firmato una dichiarazione volontaria che li costringe a lavorare nella direzione di una aviazione che non espelle biossido di carbonio in atmosfera.
Una nuova strada è quella di trovare un sostituto per il carburante degli aerei, il cherosene, che è un derivato del
petrolio greggio.
“Solo circa il 5 per cento di un barile di petrolio è idoneo a diventare carburante per il trasporto aereo commerciale”, ha detto Bill Glover, amministratore delegato per la strategia ambientale di Boeing. “Invece, fino al 40 per cento di un barile di olio vegetale può essere convertito in combustibile per i jet. Quindi la chimica è più vicina a quello di cui abbiamo bisogno”.
L’industria aeronautica ha fissato delle linee guida per quanto riguarda a ricerca di fonti di combustibile derivanti dal mondo vegetale.
“La biomassa non deve competere con la produzione alimentare in termini di utilizzo della terra e del mare”, ha dichiarato Ross Walker, direttore del programma per i carburanti alternativi di Airbus. “Né deve competere con le attuali zone di assorbimento del carbonio, come le foreste pluviali o quelle temperate”.
Alcuni combustibili di derivazione vegetale sono fuori dalla competizione: l’Etanolo non può essere utilizzato perché congela alle elevate altitudini, inoltre interagisce chimicamente con i materiali di alcune finiture degli aerei e, cosa più importante, è privo del necessario contenuto energetico.
Tra i possibili candidati a divenire combustibile per aerei ci sono le alghe, le halophytes, un gruppo di piante che crescono bene in terreni ad elevata salinità e la Jatropha curcas, un cespuglio nativo dell’America centrale che può crescere in terreni poveri di nutrienti. Alcuni paesi asiatici, tra cui l’India e il Myanmar, stanno già coltivando la Jatropha per produrre biodiesel.
Il nuovo carburante dovrà essere compatibile con i sistemi attuali, altrimenti la trasformazione risulterebbe eccessivamente onerosa e la trasformazione stessa genererebbe una nuova massiva emissione di CO2. “Le alghe si inserisono molto bene nel sistema attuale”, è Milton Sommerfeld, professore all’Arizona University, a dirlo, “perchè da loro si può estrarre un olio molto simile a quello che si estrae con le coltivazioni terrestri”.
L’industria aeronautica sta testando l’efficacia di vari combustibili. Quando viaggeremo su un jet alimentato ad alghe? Difficile dirlo.
Liberamente tradotto da “International Herald Tribune”
Autore Erica Gies
Il capo di un importante istituto di ricerca sul cancro ha emesso un avvertimento senza precedenti ai suoi docenti e a tutto il personale: limitare l’uso del cellulare per possibile rischio di cancro.
L’avvertimento, diramato dal dottor Ronald Herberman, direttore dell’Istituto di Ricerca sul cancro dell’Università di Pittsburgh, è in contrasto con numerosi studi che non hanno trovato un legame tra cancro al cervello e uso del cellulare e con la mancanza di una segnalazione ufficiale da parte della Food and Drug Administration.
Herberman afferma che basa il suo allarme su recenti dati non ancora pubblicati, e che la scienza richiede troppo tempo per fornire risposte certe mentre la gente dovrebbe attivarsi subito, in particolare per quanto riguarda i bambini.
"La mia preoccupazione è che non dobbiamo aspettare la publicazione di uno studio definitivo, meglio un errore per eccessiva prudenza, piuttosto che rammaricarsi più tardi" ha detto Herberman.
Nessun altro grande accademico degli istituti di ricerca sul cancro ha diffuso simili allarmi sull’uso del cellulare. Ma Herberman si dice certo del consiglio che da soprattutto ai genitori. Nella nota che egli ha inviato ai circa 3000 docenti egli afferma che i bambini dovrebbero utilizzare il cellulare solo per le situazioni di emergenza perché il loro cervello è ancora in via di sviluppo.
Identico avvertimento era stato diramato in precedenza dalle autorità competenti di Gran Bretagna, Francia e India.
Liberamente tradotto da "International Herald Tribune"
Autore Associated Press
Max Mosley, il boss della Formula Uno, ha vinto la causa di risarcimento danni nei confronti di News of The World dopo che il giudice ha stabilito che non vi era "alcuna prova" che egli aveva partecipato ad un’orgia a tema nazista.
Il giudice Eady dell’Alta Corte di Londra ha deciso che al Presidente della FIA spettano 60.000 sterline (circa 90.000 euro) quale risarcimento danni per violazione della privacy, ed è un record nei casi decisi da un giudice.
Il tabloid inglese aveva sostenuto che il figlio del leader fascista al tempo della guerra, Sir Oswald Mosley, aveva sviluppato una dipendenza malsana al sadomasochismo, riuscendo a spendere 75.000 sterline in un anno per orge violente. Inoltre aveva aggiunto che una di queste orge, segretamente registrata il 28 marzo 2008, aveva un tema nazista.
Tuttavia, il giudice Eady ha dato ragione a Mosley sul fatto che il giornale aveva incautamente ignorato il suo diritto alla privacy ed era unicamente interessato ad ottenere il materiale da pubblicare in esclusiva la storia e il video di accompagnamento, che ha procurato al suo sito web un’impennata di contatti.
Annunciando il risarcimento danni, il giudice ha detto: "Ho deciso che il ricorrente ha subito una violazione della propria privacy in relazione ad attività sessuali, anche se non convenzionali, esercitate tra adulti consenzienti in una proprietà privata".
"Non vi era alcuna prova del fatto che la riunione del 28 marzo 2008 aveva i connotati di emanazione del comportamento nazista o di adozione di uno dei suoi atteggiamenti. Il fatto non sussiste. Non ci sono prove sul fatto che i partecipanti hanno schernito le vittime dell’Olocausto".
Il giudice ha anche respinto la tesi del giornale affermando che non vi era alcun interesse pubblico o di difesa per registrare la riunione. "C’è stato bondage, percosse e dominazione, che sembrano essere tipiche di un comportamento sadomaso. Ma non c’era alcun interesse pubblico o altra giustificazione per la registrazione clandestina, per la pubblicazione dei risultati e delle fotografie, o per l’immissione di estratti video sul sito web di News of the World, e tutto questo su vasta scala.
"Certo, capisco che tale comportamento è visto da alcune persone con avversione o disapprovazione morale, ma alla luce delle moderno diritto la giurisprudenza non fornisce alcuna giustificazione per l’intrusione nella privacy personale del ricorrente".
Il giudice ha respinto la richiesta di Mosley per ottenere una punizione esemplare, in quanto non era legittima in questo caso. Tuttavia, ha aggiunto che nessun risarcimento danni potrebbe compensare integralmente Mosley per il danno subito con la diffusione della notizia.
Ma alla fine ha quantificato il danno in 60.000 sterline che è il nuovo record di risarcimento per violazione della privacy deciso da un giudice; il precedente era di 14.600 sterline assegnato a Catherine Zeta-Jones e Michel Douglas per l’uso inappropriato delle immagini del loro matrimonio.
Liberamente tradotto da "Time online"
Autore Frances Gibb and David Byers
È ufficiale ed ha anche il benestare della Commissione Europea. Porsche ha acquisito la maggioranza del gruppo Volkswagen. Mancava solo l’approvazione dell’antitrust Ue che ha deliberato che la transazione non ostacola la concorrenza all’interno dello spazio economico europeo.
Porsche era già l’azionista di maggioranza del gruppo Volkswagen ed in giugno aveva acquistato un altro 4,92% portado la sua quota fino ad oltre il 35%. A questo punto era d’obbligo l’intervento dell’antitrust; ottenuto il parere favorevole ora Porsche può completare la scalata a Volskwagen.
Può sembrare strano che un piccolo costruttore di autovetture, seppur prestigiose, riesca ad acquisire il controllo di un colosso come Volskwagen. Ma c’è da tener conto dell’alto margine di profitto che Porsche ha nella vendita delle sue vetture, in particolar modo la Porsche Cayenne. Con tanta liquidità a disposizione in Porsche hanno pensato bene di dedicarsi alla finanza e di acquisire, gradatamente uno dei più grandi produttori di automobili. Operazione riuscita in pieno. E adesso ci si chiede quando la Ferrari farà un passo simile?
Alcuni ricercatori dell’Università del Minnesota hanno scoperto che le ragazze adolescenti che consumano i pasti con la propria famiglia sono meno proprense a bere alcolici, fumare o fare uso di marijuana nei cinque anni successivi.
Anche le ragazze che non hanno un grande rapporto con in genitori, ma comunque mangiano con loro almeno cinque volte la settimana, hanno il cinquanta per cento di possibilità in meno di abusare di quelle sostanze.
Gli stessi risultati non sono stati trovati per i ragazzi. I ricercatori non hanno saputo spiegare perchè per i maschi adolescenti i pasti in famiglia non hanno avuto alcuna influenza sull’abuso di alcolici e altre sostanze.
L’autore principale dello studio, Marla Eisenberg, ha affermato che potrebbe solo speculare sul perchè i ragazzi non sono influenzati da questo comportamento. In altri studi si è dimostrato come i ragazzi e le ragazze si riferiscono in maniera diversa alle loro famiglie.
I pasti in famiglia costituiscono il momento per assumere il modello di genitori, per valutare se i propri figli stanno prendendo strade rischiose ed intervenire prima che sia troppo tardi. Questo momento di attenzione da parte degli adulti è più importante del reddito o della religione; – afferma David Walsh, a capo dell’Istituto Nazionale dedicato ai Media e alla Famiglia – i pasti in famiglia sono il miglior modo per creare una relazione tra genitori e figli. È il modo con cui le persone si sono correlate per migliaia e migliaia di anni.
Questa ricerca è l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di studi dedicati alla famiglia: cominciata cinque anni fa con un’indagine su 800 bambini che frequentavano la scuola nel Minnesota, si è conclusa oggi con una seconda indagine sugli stessi bambini, ormai divenuti adolescenti.
Liberamente tradotto da “Star Tribune”
Autore Josephine Marcotty
Le origini della fiamma olimpica risalgono ai Giochi Olimpici che si svolgevano nella Grecia antica e di cui erano il simbolo più importante. La fiamma commemorava il furto del fuoco perpretato da Prometeo ai danni del dio Zeus, ed era permanentemente accesa sull’altare del tempio di Hestia (Vesta per i Romani). Durante i giochi olimpici, che erano dedicati a Zeus, altri fuochi venivano accesi nel suo tempio e in quello dedicato alla moglie Hera, che i Romani chiamarono Giunone. La moderna fiamma olimpica si accende nel luogo dove era edificato il tempio di Hera.
Nei giochi olimpici dell’era moderna non si utilizzò la fiamma olimpica fino alle olimpiadi del 1928 di Amsterdam, quando un impiegato dell’Ente per l’energia elettrica accese la fiamma nella Torre Maratona dello Stadio Olimpico di Amsterdam.
La consuetudine di portare il fuoco da Olimpia fino alla sede dei giochi, attraverso ad una folta schiera di tedofori, è stata introdotta con le Olimpiadi di Berlino nel 1936. Hitler, attraverso l’organizzazione dei Giochi Olimpici, intendeva circondare con un’aureola di misticismo il suo regime e, secondo la sua visione, il legame con gli Antichi Greci era il modo migliore per illustrare la sua convinzione che la Grecia classica era un precursore ariano del III Reich.
Sebbene la maggior parte del tempo la torcia olimpica venga trasportata a piedi dai tedofori, essa ha viaggiato su molti mezzi. Ha viaggiato in nave, la prima volta nel 1948, per attraversare la Manica ed è stata trasportata in aereo, per la prima volta nel 1952 per raggiungere Helsinki.
Molto particolare il mezzo utilizzato nel 1976, quando la fiamma olimpica è stata trasformata in un segnale radio: da Atene, questo segnale, è stato trasmesso via satellite in Canada dove è stato utilizzato per accendere un laser che a sua volta ha acceso la fiamma olimpica.
Di seguito alcuni numeri sulla torcia olimpica:
| Giochi Olimpici | Anno | Giorni | Km | Tedofori |
| Berlino | 1936 | 8 | 3.422 | 3.422 |
| Londra | 1948 | 13 | 7.870 | 3.372 |
| Helsinki | 1952 | 20 | 3.365 | 1.416 |
| Melbourne | 1956 | 21 | 20.470 | 3.118 |
| Stoccolma (Giochi equestri) | 1956 | 9 | 1.000 | 490 |
| Roma | 1960 | 14 | 2.750 | 1.529 |
| Tokyo | 1964 | 51 | 20.065 | 870 |
| Città del Messico | 1968 | 51 | 13.620 | 2.778 |
| Monaco di Baviera | 1972 | 30 | 5.532 | 6.000 |
| Montreal | 1976 | 5 | 775 | 1.214 |
| Mosca | 1980 | 31 | 4.915 | 5.000 |
| Los Angeles | 1984 | 83 | 15.000 | 3.636 |
| Seul | 1988 | 26 | 15.250 | 1.467 |
| Barcellona | 1992 | 51 | 6.307 | 10.448 |
| Atlanta | 1996 | 112 | 29.016 | 13.267 |
| Sydney | 2000 | 127 | 27.000 | 13.300 |
| Atene | 2004 | 142 | 86.000 | 3.600 |
| Pechino | 2008 | 130 | 137.000 | 21.880 |
Verdi filari di mais e cotone si estendono verso l’orizzonte, appena un mese dopo che un raccolto record di soia è stato tagliato nello stesso terreno. Il Brasile è diventato il primo Paese al mondo esportatore di soia.
Data l’abbondanza qui nei campi, è difficile credere che queste pianure erano state considerate sterili, buone solo per armadilli, scimmie, anaconda, e il mitico giaguaro. Il suolo sembrava essere troppo acido per qualsiasi coltivazione agricola.
I brasiliani ancora chiamano queste pianure leggermente boscose il “cerrado”, cioè terra chiusa o inaccessibile.
Ma al giorno d’oggi il “cerrado” è molto aperto per le imprese, la sua fertilità è un trampolino di lancio per la nuova superpotenza mondiale dell’agricoltura.
“Siamo stati in grado di trasformare il deserto in una terra bellissima, che sta contribuendo ad alimentare il Brasile e il mondo”, spiega Silvio Crestana, capo EMBRAPA, la compagnia del governo brasiliano che si occupa di ricerca agricola.
Con milioni di persone letteralmente affamate di prodotti alimentari a prezzi accessibili, le innovazioni nell’agricoltura tropicale del Brasile potrebbe rivelarsi la chiave per nutrire la crescente popolazione mondiale.
Se l’Arabia Saudita riempie le stazioni di benzina di tutto il mondo, la Cina assembla i suoi beni di consumo e l’India offre servizi, allora è il Brasile che si fa avanti come granaio del mondo.
L’ascesa del Brasile come potenza agricola può essere il fatto più importante nella storia della globalizzazione. Con tanto sole e acqua dolce e con la più grande estensione di terreni seminativi disponibili, il Brasile è ben avviato per diventare la prossima risorsa alimentare del mondo.
“Il Brasile può essere il numero 1, in un prossimo futuro, nella produzione agricola”, afferma André Nassar, un leader dell’economia agricola. “Credo che supereremo gli Stati Uniti”.
Cina, India, Russia e altri paesi consumano più prodotti della catena alimentare; chiedono più dei cereali e della carne che il Brasile può fornire. E l’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari sta creando tanta ricchezza nell’entroterra brasiliano.
“La crisi non è affatto male per il Brasile. Essa consente agli agricoltori di ottenere un prezzo migliore”, afferma Derli Dossa, un consulente strategico presso il ministero dell’Agricoltura.
Il Brasile ha già raggiunto alcuni significativi primati. Attualmente è il maggior esportatore mondiale di carne bovina, pollame, semi di soia, zucchero, caffè e succo d’arancia. E cresce in altre categorie. I raccolti di soia quest’anno, nel centro-occidentale dello Stato del Mato Grosso sono i migliori mai ottenuti, raggiungendo livelli ottentuti in Iowa e Minnesota.
Ma il Brasile, può ulteriormente ampliare il suo ruolo guida nel settore agricolo, diventando il maggior esportatore mondiale di etanolo, grazie al basso costo di trasformazione della canna da zucchero.
Il settore agricolo americano guarda l’ascesa del Brasile con un mix di paura e fascino. Per il momento, visti gli altri prezzi sul mercato, la concorrenza brasiliana non turba gli agricoltori del MidWest americano. Fra qualche vedremo.
Liberamente tradotto da “U.S. News”
Autore Thomas Omestad
In tutta la storia della cultura occidentale, l’arte della penisola italiana ha sempre superato i propri confini. Dai Romani al Rinascimento, da Vivaldi a Visconti, gli italiani sono sempre stati più avanti rispetto agli altri. In un solo settore culturale, tuttavia, l’Italia ha faticato non poco per uscire dai ristretti confini nazionali: la musica rock. Situazione che sembra destinata a cambiare.
Disco Drive, la band punk-funk torinese ha ricevuto un bel 8/10 da NME, la celebre rivista on line di musica, per il loro secondo album, Things to Do Today; è la prima volta che una band di chitarristi italiani riceve tanti elogi dalla critica musicale e dalla stampa britannica specializzata.
Tornare in un Paese che è felice di importare indie rock, ma spesso è riluttante ad abbracciare i propri operatori, è stato un evento solenne.
“Abbiamo partecipato ad uno show su MTV italiana, e quale è stata la prima domanda?” scherza Alessio Natalizia cantante e chitarrista dei Disco Drive “Come ci si sente ad avere 8/10 da NME? Ha cambiato la vostra vita?”
La musica dei Disco Drive è sperimentale, estremamente emozionante e facile da ballare.
Essi ritengono che il rock si apprezza meglio quando è cantato in inglese, e non fanno mistero sul desiderio di portare la loro musica al di fuori dell’Italia.
“C’è un grande problema in Italia nel sistema delle grandi etichette discografiche, se non canti in italiano, non è possibile diventare grandi” – spiega il loro batterista, Jacopo Borazzo.
“La mentalità nel sistema è: se si vuole fare questo, cioè ottenere il successo, si deve cantare in italiano.”
Nonostante il loro rifiuto di farlo, i Disco Drive hanno ancora la forza interna di suonare di fronte a circa 1000 persone per notte.
Non ci sono solo i Disco Drive nell’elenco delle band che ambiscono ad uscire dai confini nazionali. La band torinese è già alla nona tournee in Gran Bretagna, mentre i Settlefish e i Cut, due band entrambe di Bologna, hanno completato nella prima parte di quest’anno, rispettivamente il loro quinto e primo viaggio musicale nel Regno Unito, esibendosi davanti a piccole ma entusiate platee.
Liberamente tradotto da “Times Online”
Autore Robert Collins
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