Lavoro

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008, ed ancor più con le modifiche introdotte dal D.Lgs. 106/2009, viene riaffermata e promossa l’importanza della partecipazione degli Organismi Paritetici nella gestione della sicurezza sul lavoro che iniziò con gli Artt. n. 20 e n. 22, comma 6 del D.Lgs. 626/94.
In considerazione delle prerogative individuate dal legislatore a carico degli Organismi Paritetici, all’interno del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., riteniamo che essi possano conferire una decisiva accelerazione nel processo di “ammodernamento” dei sistemi aziendali per la tutela della salute e della sicurezza.
Le Aziende possono trovare negli Organismi Paritetici il necessario supporto, anche tecnico, per migliorare ed innovare le prassi adottate per la valutazione ed il contenimento del rischio, per l’erogazione della formazione, per la conformità della responsabilità sociale dell’Impresa.
Con queste premesse è nato il 2 Marzo scorso EBISSALT onlus: Ente Bilaterale Industria Sanità Sicurezza Ambiente Trasporti, nato dall’incontro dei seguenti soci fondatori
• ISRA onlus, Italian Scientific Research Association
• FIRAS-SPP, Federazione Italiana dei Responsabili e Addetti alla Sicurezza – Servizi di Prevenzione e Protezione
• ORSA, Organizzazione Sindacati Autonomi e di base
• UAI, Unione Artigiani Italiani
• PMI Italia International, Piccole e Medie Imprese
• ANTES, Associazione Nazionale Tecnici della Sicurezza
Al nuovo Ente Bilaterale che vede tra i suoi principali promotori la FIRAS-SPP , il sindacato dei RSPP e ASPP Italiani, vanno gli auguri di ProfessioneSicurezza.

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La FIRAS SPP (Federazione Italiana Responsabili e Addetti alla Sicurezza dei Servizi di Prevenzione e Protezione) e Focus Marketing (Istituto di Ricerche di Mercato di livello internazionale) hanno siglato pochi giorni fa un protocollo di intesa per lo svolgimento di indagini e studi sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Si tratta di un accordo mirante a conoscere ed approfondire i temi e gli argomenti legati alla sicurezza ed alla salute sul lavoro, argomenti che restano troppo spesso oscuri e poco conosciuti ed indagati, sui quali risulta perciò fondamentale effettuare approfondimenti di natura quantitativa e qualitativa.
Secondo il Segretario Generale di FIRAS SPP, Giancarlo D’Andrea, “si tratta di uno strumento per mettere a disposizione degli associati e degli operatori del settore una base informativa affidabile e condivisa su temi ancora troppo spesso carenti di informazioni e dati”.
Roberto Porciello, direttore di Focus Marketing, aggiunge: “metteremo a disposizione di FIRAS SPP le nostre competenze ed esperienze sviluppate in questo campo anche a livello internazionale per arricchire il patrimonio di dati e di informazioni necessarie per attivare politiche ed interventi sulla sicurezza”.
La prevenzione degli infortuni e degli incidenti sul lavoro, infatti, è un tema che si impone all’attualità ed emerge presso l’opinione pubblica purtroppo solo in occasione di eventi tragici. E’ fin troppo evidente che l’attenzione dei media e del pubblico in generale viene catturata da eventi negativi, mentre sarebbe opportuno ed utile concentrare l’attenzione sulla conoscenza delle metodiche e dei comportamenti “virtuosi” volti a prevenire e soprattutto ad educare alla sicurezza.
Le due organizzazioni perciò hanno stilato un programma di lavoro per il 2010 che prevede, tra l’altro, la realizzazione di una ricerca sulla “formazione efficace” nel campo della sicurezza e la redazione di un “libro bianco” sulle morti sul lavoro.

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ACCREDIA ( già SINCERT ) accoglie l’invito di UNIONPROFESSIONI, la Confederazione tra FIRAS-SPP e UNIQUALITY a partecipare all’iniziativa del “Safety & Quality Forum 2010″ che si terrà a Roma il 27, 28 e 29 maggio prossimi, confermandone il patrocinio (Lettera ACCREDIA DC2010UFN009 del 16/03/2010).


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Domanda:

spettabile Ufficio. In virtù della scadenza fissata per il prossimo 31 marzo della comunicazione del nominativo del R.L.S. all’INAIl ho invitato i lavoratori della mia azienda a comunicarmi il nominativo del soggetto che vorrà ricoprire il ruolo di cui sopra. Gli stessi si sono rifiutati e non hanno intenzione di procedere perchè non ho alcuna intenzione di remunerare il ruolo come da loro preteso. Non è la prima volta che subisco un rifiuto in merito al rispetto degli adempimenti di sicurezza. In qualità di datore di lavoro posso obbligare i miei lavoratori? Se si quali sono i mezzi dei quali posso usufruire?

Risposta:
La questione deve necessariamente essere affrontata da diversi punti di vista (normativi): innanzitutto, come sottolineato anche dall’INAIL nella circolare del 25 agosto 2009 l’elezione e/o la designazione del R.L.S. non è obbligo datoriale ma esclusiva facoltà dei lavoratori. E’ bene rimarcare come lo stesso Datore di lavoro non abbia alcun titolo decisionale in merito, pena la violazione della libertà delle organizzazioni sindacali previste dallo Statuto dei Lavoratori.
Trall’altro la circolare ha novellato la lettera aa) dell’art. 18 D.lgs 81/08 specificando che la comunicazione non dovrà essere più annuale ma solo in caso di nuova nomina e/o designazione.
Sicuramente non appare riscontrabile in nessuna disposizione normativa nè tantomeno alcuna previsione contrattuale, anche collettiva lo ha previsto, che il R.L.S. debba ricevere emolumenti supplementari per lo svolgimento del ruolo in oggetto. Monetizzare un ruolo di rappresentanza appare in netto contrasto con le logiche partecipative insite nel disposto prevenzionale.
Per quanto riguarda la seconda parte del quesito è bene ricordare che nel novero dei diritti e doveri richiamati anche dalle norme di sicurezza sul lavoro (cfr. art. 20 ex D.lgs 81/08 e s.m.i. ) i lavoratori non sono solo considerati meri destinatari di tutele ma, divengono, soggetti attivi e portatori di responsabilità punite anche penalmente.
Più generalmente parlando, ai sensi degli artt. 2104 e 2106 del c.c. il lavoratore è obbligato non soltanto alla esecuzione delle mansioni affidategli, ma anche all’osservanza delle direttive di natura disciplinare ed organizzativa impartite dal datore di lavoro (c.d. obbligo di obbendienza e diligenza).
Più materialmente parlando l’art. 7 della legge 300/1970 prevede diversi step a difesa di detto precetto, fino alla sospensione della attività lavorativa, nei confronti di chi si ostini a porre in essere comportamenti divergenti rispetto alle disposizioni datoriali.
Fabrizio Bottini
Direttore Ufficio Giuridico

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Domanda: …soltanto ora stanno nascendo gruppi di questi Enti Bilaterali/Organismi Paritetici, la fetta di mercato è vasta e notevolmente appetibile. Chi con un contributo una tantum, chi con contributo addirittura per attestato rilasciato o chi con la messa in campo di squadre di formatori pronti a diffondere la loro onniscienza, tutti si sono organizzati sul piano delle convenzioni e degli accordi economici con le Aziende ed i Professionisti. Tutto questo a scapito di chi o cosa?Naturalmente delle Aziende che, soprattutto in questo difficile periodo sono sempre meno invogliate ad investire sulla sicurezza….

Risposta
Dalla natura della riflessione pare che gli Enti Bilaterali e/o O.P. siano nati solo dopo l’avvento del c.d. Testo Unico. Gli stessi hanno radici consolidate ed un’antica tradizione, affondando le loro origini nella storia del diritto del lavoro. La bilateralità è una opportunità non una ostruzione
.
Rappresenta, a nostro avviso, un contributo efficace ed una risposta adeguata al bisogno di consolidare una democrazia pluralista nel mondo del lavoro. Sicuramente è raccapricciante, anche solo sospettare, che ciò che nasce a sostegno (e non a sostituzione) dell’applicazione delle difficili logiche prevenzionali all’interno delle Aziende possa recare discapito che, etimologicamente è un danno pecuniario. Forse gli Enti Bilaterali e/o O.P. per alcune Aziende, non di certo la maggioranza, rappresentano un ostacolo nell’andare a perpetuare comportamenti elusivi delle norme, mirati al solo profitto e non già alla tutela del prestatore di lavoro che dovrebbe essere alla base di ciascuna attività imprenditoriale? Le convenzioni e/o gli accordi economici con Enti pubblici, rappresentano la garanzia del richiamato pluralismo che, altrimenti, sarebbe in mano di pochi despoti. Di contro, ci sentiamo di condividere le perplessità su chi ritiene di trasformare gli E.B. in boutique degli attestati, di certo non è questo il fine ultimo della loro ragion d’essere.

Fabrizio Bottini
Presidente E.B.Si.L.


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L’evento dello scorso 11 marzo, presso l’Università di Tor Vergata in Roma non ha riscosso solo successi ma anche perplessità in relazione a parte dei contenuti affrontati.
Per trasparenza e perchè siamo amanti del confronto vero e costruttivo, pubblichiamo alcuni quesiti che ci sono stati posti ed ai quali cercheremo di dare risposta.
(fonte www. professioneprevenzione.it)
Domanda:
In merito all’art. 37, comma 12, D.lgs 106/09 diverse perplessità sono state avanzate sul fatto che chiunque possa costituire organismi paritetici con sigle svariate e fantasione. Alcuni dicono di essere legittimati dalla D.P.L. altri fanno del vero e proprio terrorismo, altri addirittura che minacciano di invalidare i corsi di formazione non realizzati con la loro partecipazione. Quale è la verità?
Risposta:
La definizione di organismo paritetico è dettata dall’art. 2, comma ee) [...] sono costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, omissis [...] quindi è vero che chiunque può costituirli, a patto che venga rispettato il precetto normativo riportato.
La funzione degli Organismi paritetici, o Enti Bilaterali, come è stato ribadito in occasione dell’evento, non è quella di sostituirsi alle Aziende nella erogazione della formazione ma di supportarle nel delicato processo formativo che resta progressivo, periodico e concreto.
Nelle more delle disposizioni prevenzionali, anche europee, gli Enti Bilaterali nascono per garantire una uniformità di tali percorsi non certo nella logica repressiva quanto partecipativa allo stato puro. Nessun tipo di disposizione normativa né trascorsa né attuale né tantomeno futura ci risulti che sia stata improntata o sarà impronta nell’attribuire compiti di repressione della formazione effettuata all’interno delle Aziende senza l’accreditamento di questo o dell’altro Ente, è una eresia normativa che non ha alcun fondamento, anzi, contrasta fortissimamente con le logiche partecipative tanto care al legislatore.
Fabrizio Bottini
Presidente E.B.Si.L.

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Il convegno dell’11 marzo scorso (ruolo dei servizi ispettivi del Ministero del Lavoro e degli Enti Bilaterali ) ha visto la partecipazione congiunta di tutte le diverse componenti coinvolte nella sicurezza sul lavoro: operatori della sicurezza (RSPP), Ispettori, Enti Bilaterali, Università, Magistratura.
E’ stato un bel momento di riflessione congiunta a 360° su ricerca, prevenzione, attuazione, ispezione, repressione. Tra i numerosi spunti di riflessione vale la pena di citare i seguenti:
- è stato sottolineato il ruolo che hanno gli enti bilaterali a servizio delle imprese, per accompagnarle nell’attuazione degli adempimenti, primo tra tutti nel collaborare affinché i lavoratori ricevano una formazione adeguata ai rischi. Collaborare (e ricordiamocelo, che per la formazione la collaborazione con l’ENTE è un obbligo) significa molte cose, dal validare o suggerire programmi di formazione, a dare indicazioni operative su come monitorare l’efficacia della formazione, accreditare con criteri oggettivi dei formatori;
- è stato sottolineato il ruolo consultivo e non solo ispettivo degli organi i vigilanza; l’esperienza e la conoscenza del territorio degli ispettori è un bene prezioso che va valorizzato;
- è stato presentato un primo modello di patente a punti, per ora per l’edilizia; questo modello sarà disponibile sul sito della DPL per osservazioni e commenti; vale la pena di leggerlo con attenzione e dare il proprio contributo;
- si è parlato a più riprese della sicurezza come sistema integrato nella gestione aziendale e non come adempimento burocratico; è un fatto importante, non nuovo certamente come principio. Nuovo è il fatto che questo non si traduce necessariamente in nuovi carichi burocratici, registri procedure, ma in comportamenti virtuosi; e avrete la pazienza di seguirci su queste pagine, parleremo molto dei modelli di gestione;
- si è evidenziato che se i diversi attori in gioco, fanno sistema, si ha un vero passo in avanti.
Il livello delle esposizioni è stato elevato. Abbiamo tutti ricevuto delle indicazioni utili sulla nostra professione.
Filippo Cirilli
RSPP

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Parte a Roma il Master “Formare i Formatori “, il corso qualificato dall’Istituto di Certificazione delle Competenze Know How Certification ( www.khc.it ), che FIRAS-SPP Academìa , ha fortemente voluto per costituire in Italia la prima rete di formatori certificati in base alla norma ISO 17024:2004 in base alla quale vengono certificate in tutt’Europa le competenze professionali dei Formatori per la Sicurezza sul Lavoro.
FIRAS-SPP si pone con questo master l’obiettivo di costituire una Rete di Formatori Certificati su tutto il territorio Nazionale al servizio di Enti pubblici e privati, Aziende, Enti e Comitati Bilaterali Paritetici,Istituti di Formazione specializzati in Sicurezza sul Lavoro.
Tutti i discenti del Master alla fine del percorso , superato l’esame finale,oltre al Know How acquisito, avranno un attestato FIRAS-SPP Academìa che li qualifica come “Formatori Qualificati “ , entreranno di diritto nel Registro Nazionale della Rete Formativa FIRAS-SPP, e contestualmente avranno la certificazione delle proprie competenze professionali , saranno cioè FORMATORI CERTIFICATI.
«Il Corso FIRAS-SPP per Formatori per la Sicurezza sul Lavoro è l’unico corsoin Italia in qualifica/registrazione KHC (Organismo di Certificazione del Personale e dellaformazione www.khc.it ), che consente ai partecipanti:
• di frequentare un corso conforme ai requisiti di legge applicabili (ad es. l’Accordo tra Governo, Regioni e
Province Autonome n° 2407 del 26/01/2006 –AllegatoA 3),
• di frequentare un corso aggiornato (al D.Lgs. n.81/08 integrato al D.Lgs. n. 106/09, con le ultime interpretazioni ed applicazioni),
• di frequentare un corso i cui esami finali assumono il ruolo di esami di certificazione della figura professionale (FSL).
Infatti, agli esami finali sarà presente, oltre al docente, un Commissario/Lead Auditor KHC (che rappresenta la terza parte indipendente); il candidato, superando il Corso FIRASSPP potrà accedere direttamente alla Certificazione KHC della figura professionale (FSL), fornendo evidenza documentale dei requisiti richiesti da KHC (esperienza lavorativa, titolo di studio, ecc…) senza fare ulteriori esami di certificazione»

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I soci FIRAS-SPP di Roma
si incontrano a Roma domani sera per un aperitivo
e per dialogare con
l’On. Fabio Armeni
Presidente della Commissione
 Sicurezza sul Lavoro della Regione Lazio.
Ti aspettiamo !

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ADESSO BASTA !!!
Dopo i tragici incidenti di Firenze Rifredi, La Spezia e di Cerignola, dove persero la vitaaltri colleghi, oggi presso la stazione di Livorno Ferraris in provincia di Vercelli si èverificato un altro incidente mortale nel quale è deceduto il collega Walter Pouli di 27 anni,ferroviere della zona TE di Chivasso.
Le Segreterie Nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl-Trasporti, Fast Ferrovie, OrsaFerrovie nell’ esprimere il loro profondo cordoglio ai famigliari del collega, chiedonol’apertura e la rapida conclusione delle inchieste, in particolar modo quella dellaMagistratura, per fare piena luce sulla dinamica di questo ennesimo incidente.
Era stato appena scritto che l’attività di manutenzione della rete ferroviaria è quella più esposta agli incidenti sul lavoro e dopo appena qualche giorno ne abbiamo avuto un’altra drammatica e grave conferma.
Con inquietudine e con ormai insostenibile disagio per il susseguirsi di incidenti mortalinegli ultimi anni, le Segreterie Nazionali ribadiscono l’assoluta urgenza di intervenire con una capillare campagna straordinaria di sensibilizzazione oltre che di informazione/formazione che coinvolga, nei prossimi mesi, tutti gli addetti ai lavori.
Il susseguirsi di questi incidenti dimostra che non si può abbassare la guardia e che il livello di prevenzione va mantenuto altissimo.
Gli strumenti oggi resi disponibili da FS stanno dando risultati discutibili e vanno adeguati e finalizzati ad un più efficace contrasto del rischio.
Per conoscere gli esiti delle inchieste relative agli ultimi infortuni mortali e accrescere le azioni in materia di prevenzione le Segreterie Nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl-Trasporti, Orsa Ferrovie e Fast Ferrovie chiederanno specifici confronti e/o audizioni:
• all’Amministratore Delegato di RFI S.p.A;
• alla commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro
con particolare riguardo alle cosiddette “morti bianche”;
• al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e al Ministero della Salute.
Roma, 15 marzo 2010

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