If you intresting in sport buy dianabol you find place where you can find information about steroids

Lavoro

Continuano i numerosi commenti alla sentenza dello scorso venerdì che ha visto alla sbarra i vertici delle Thyssen Kroup di Torino. Dalle riflessioni tecnico giuridiche di un disposto così rilevante emerge chiaramente come gli elementi di novità (che costituiranno senza alcun dubbio precedenti talmente importanti che non potranno non essere applicati a casi similari) siano molteplici e tutti, ugualmente, importanti.

Innanzitutto il rafforzamento della tesi di chi, ha da sempre difeso il complesso delle norme rappresentato dal D.lgs 81/08 e dal D.lgs 106/09 con il conseguente apparato sanzionatorio. Le norme ci sono, vanno bene così come sono e non hanno bisogno di alcuna rivisitazione così come richiesta da alcuni.

Secondo punto; il datore di lavoro che è a conoscenza di quanto necessario per prevenire infortuni sul lavoro e non si attiva non ha scusanti di alcun tipo, genere e/o specie. Le logiche economiche e gestionali devono essere necessariamente accantonate in ordine agli adempimenti di prevenzione e protezione che restano, unitamente all’obbligo retributivo, il primo onere datoriale.

Terzo punto; le sanzioni riguardano tutta la governance aziendale. L’obbligo di fare si estende a tutti coloro hanno il dovere di adempiere.

Il concetto di facere tanto caro al diritto romano è stato applicato nel senso puro del termine.

Quarto punto; il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è soggetto attivo anche da punto di vista della attribuzione delle responsabilità civili e penali. Il fatto che all’interno dell’attuale sistema prevenzionale non siano state esplicitamente ricondotte fattispecie penali attribuibili al soggetto in questione non esclude minimamente che lo stesso non sia “portatore sano” di obblighi il cui non rispetto espone a gravi sanzioni di ogni genere.

Quinto punto; è stato applicato con precisione chirurgica il principio del combinato disposto di più norme. La sentenza ha tenuto in riferimento norme di diritto civile, di diritto penale, amministrativo e relativo alla non applicazione del D.lgs 231.

Sesto punto; al danno coseguente ad infortuni mortali può essere giustificata (ed accolta con nella sentenza in oggetto) la richiesta di costituzione di parte civile da parte di terzi (ovvero il riconoscimento di una somma di denaro da parte di un soggetto che si senta danneggiato da reato).

Settimo ed ultimo punto; è l’auspicio che tutti i datori di lavoro riflettano sulle conseguenze nefaste alle quali possono incorrere a fronte dell’omissione di quanto normativamente obbligatorio e, soprattutto, che la centralità e l’importanza di figure come quelle del R.S.P.P. (giustamente condannato come nella sentenza Thyssen) ricevano quella giusta attribuzione e riconoscimento contralluale che riconosca, come in gran parte dei paesi UE, una migliore individuazione all’interno della contrattazione colletiva di ogni specie in quanto vero e proprio garante del rispetto dell’interesse collettivo alla sicurezza sul lavoro.

Fabrizio Bottini Direttore Ufficio Giuridico FIRAS - SPP


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off
A poche ore dalla conferma della sentenza di condanna per l’AD di ThyssenKrupp, la nostra 8108 webTV ha avviato uno “speciale Thyssen” ed ha intervistato il dott. Giancarlo D’Andrea, Segretario Generale FIRAS-spp.
“Ne faremo un caso di studio”, questa la prima riflessione del Dott. D’Andrea che ci ha ricevuto questa mattina per condividere con noi le prime riflessioni su quello che sarà, o per lo meno così sembra, l’evento giudiziario più “famoso” in tema di sicurezza sul lavoro.

Per seguire i nostri approfondimenti sul caso ThyssenKrupp, basta collegarsi a www.8108webtv.info e selezionare dalla video library la cartella “Speciale Thyssen_160411″. All’interno troverete tutti i contributi filmati che aggiungeremo di volta in volta.
Oppure, utilizzate il nostro archivio su YouTube cliccando sul relativo banner sulla home page.


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off
Guariniello
«E’ una svolta epocale, non era mai successo che per una vicenda di morti sul lavoro venisse riconosciuto il dolo eventuale», ha detto il pm Raffaele Guariniello aggiungendo una condanna non è mai una vittoria o una festa. «Però questa condanna può significare molto per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Credo che da oggi in poi - ha concluso - i lavoratori possano contare molto di più sulla sicurezza e che le imprese possano essere invogliate a fare molto di più per la sicurezza».
La protesta dell’azienda
All’azienda, invece, la decisione dei giudici appare «incomprensibile e inspiegabile». «È sconsolante», dice il legale, l’avv. Cesare Zaccone, annunciando un appello dal quale però crede già «di non ottenere molto di più».
il Sindaco di Terni
Al sindaco di Terni, Di Girolamo, sembra che «questa volta la giustizia sia stata ingiusta e abbia calcato troppo la mano». Dice di non capire la decisione dei giudici torinesi e che la sentenza «è punitiva nei confronti dell’azienda e dei lavoratori che - secondo lui - ora si troveranno in difficoltà». Ai parenti delle vittime, però, anche stasera, la Thyssenkrupp esprime «il suo più profondo cordoglio e rinnova il suo grande rammarico per il tragico infortunio avvenuto in uno dei suoi stabilimenti».
il Ministro Sacconi
Per il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, la sentenza è la dimostrazione che in Italia ci sono leggi «adeguate anche nel caso delle violazioni più gravi».
Politica e sindacato
da Vendola a Delfino, da Fassino a Ferrero, da Chiamparino a Cota, da Airaudo a Cremaschi, da Landini a Farina, con toni e sfumature diverse, sottolineano la portata storica della sentenza, sperano che possa aiutare a fermare le morti bianche e lo stillicidio di chi perde la vita per lavorare.
Le vittime
Si chiamano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Bruno Santino, Antonio Schiavone, Roberto Scola. A scatenare le polemiche sono soprattutto i legali dell’azienda quando indicano possibili «colpe» degli operai nel rogo dell’impianto. Salvo poi smentirsi: alle vittime non sono imputabili responsabilità precise, sottolineerà poi la Thyssen.
Il processo
Il procedimento si apre il 15 gennaio 2009 nel Palazzo di giustizia di Torino. Sul banco degli imputati l’amministratore delegato della multinazionale tedesca, Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. Imputati anche l’azienda come persona giuridica e altri cinque dirigenti, accusati di omicidio colposo aggravato: Cosimo Cafueri, Daniele Moroni, Gerald Prigneitz, Marco Pucci, Raffaele Salerno.
Le condanne
Le condanne nei confronti dei manager sono sei. La Corte ha accolto infatti le richieste dell’accusa anche per gli altri imputati: Marco Pucci, Gerald Priegnitz, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, tutti condannati a 13 anni e mezzo di reclusione. Per l’imputato Daniele Moroni la pena comminata è stata di 10 anni e 10 mesi, superiore ai nove anni richiesti dall’accusa

La FIRAS-SPP
 

” Un monito severo per l’imprenditore che  non rispetta la normativa per la sicurezza sul lavoro, essendo cosciente che questo possa costare vite umane - dice Giancarlo D’Andrea segretario generale del Sindacato dei responsabili alla sicurezza- un monito per i professionisti della sicurezza sul lavoro a esercitare con correttezza e coscienza la propria professione, un monito al Sistema Paese perchè non si abbassi la guardia sulla sicurezza perchè il costo degli infortuni  in termini di vite spezzate e di costi sociali rimane insopportabile”

eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

(ANSA) - TORINO, 15 APR - La Corte di Assise di Torino ha riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale per i sette morti del rogo alla Thyssenkrupp. L’amministratore delegato dell’azienda, Herald Espenhahn, e’ stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione.


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off
Confermata la richiesta di condanna al processo THYSSENKRUPP. Le condanne hanno riguardato tutti gli imputati. Dai sedici anni e sei mesi per l’Amministratore Delegato ai dieci anni e dieci mesi per tutti gli altri. Accolta, quindi, pienamente la richiesta di condanna avanzata dal P.M.

E’ inutile dire che la sentenza, mai come in questo caso è opportuno l’utilizzo del termine, è davvero epocale. Per la prima volta viene accolta la tesi dell’omicidio volontario con dolo eventuale nel campo della sicurezza sul lavoro. Quanto stabilito, in primo grado, dalla Corte di Assise di Torino rappresenta una pietra miliare del diritto della sicurezza del lavoro e del diritto del lavoro in generale. Tutti gli operatori del mondo del diritto, della sicurezza sul lavoro e delle altre discipline correlate dovranno tener conto del monito celato dietro la sentenza. La centralità degli interventi a tutela del lavoratore deve essere piena, assoluta e totale. La mancata applicazione non si estende, a livello di responabilità, al solo datore di lavoro ma indiscutibilmente a tutti coloro che hanno l’obbligo di attivarsi per la realizzazione di quanto normativamente e tecnicamente necessario, primo tra tutti, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, in qualità di garanti assoluti del bene preminente alla tutela del lavoratore.

Fabrizio Bottini

Direttore Nazionale Ufficio Giuridico FIRAS - SPP

eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off

Sentenza ThyssenKrupp

15 Apr 2011 In: Lavoro
Nella serata di oggi è attesa la sentenza (di primo grado) del tribunale di Torino per il rogo delle acciaierie torinesi dove persero la vita sette operai.

L’accusa mossa all’amministatore delegato è di 16 anni per omicidio volontario con dolo eventuale.

Unitamente all’amministratore le richieste di condanna sono state presentate anche per il direttore di stabilimento e per il responsabile del servizio di prevenzione e protezione che dovranno rispondere per omissione volontaria di cautele contro gli incidenti ed omicidio colposo con colpa cosciente.

Sarà cura e premura dello scrivente ufficio fornire indicazioni immediate circa la sentenza ed i dovuti approfondimenti.

Fabrizio Bottini

Direttore Ufficio Giuridico FIRAS - SPP


eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off
Roma, 13 apr. ( ADN Kronos ) - “Stiamo combattendo moltissimo per promuovere la formazione in azienda. Non tanto per la formazione fine a se stessa, ma per diffondere la cultura della formazione. Anche perché, sembra retorica ma non lo è affatto, fare formazione significa limitare gli infortuni sul lavoro”. Così Vivietta Bellagamba, socio fondatore di Federformatori e vicesegretario generale vicario di Firas-Spp, spiega a LABITALIA l’importanza della formazione tra i lavoratori.
“In Italia - ammette - non esiste la cultura della formazione della sicurezza, a differenza degli altri paesi europei. Bisogna partire dalle scuole per realizzare un percorso formativo serio e completo che garantisca poi un lavoro sicuro, in qualsiasi settore professionale poi si vada ad operare”.
“In questo momento di particolare crisi -osserva Vivietta- l’azienda è portata a risparmiare tagliando quelle voci di bilancio che non danno un evidente e rapido ritorno economico e tra queste figurano proprio i corsi di formazione. Niente di più sbagliato perché, al contrario, sarebbe opportuno sensibilizzare gli imprenditori e i datori di lavoro in generale, sui benefici a lungo termine che offre un’adeguata formazione sul lavoro”.
Vivietta Bellagamba sottolinea anche l’importanza di “istituire un registro di formatori sulla sicurezza del lavoro, che serva per creare un codice deontologico e regole chiare da rispettare per chi entra”. “Verrebbero così certificate - sottolinea - le competenze standard per combattere, invece, quelli che si fanno pagare un attestato di frequenza anche solo 25 euro, senza neanche conoscere l’allievo”.
“Ovviamente - ricorda - esistono diversi percorsi di formazione: quello di base minimo di 4 ore, quello per gli addetti alle squadre di antincendio e di primo soccorso. Ce ne sono tantissimi, e tutti non solo aiutano a evitare infortuni, ma anche a tenere un comportamento sicuro fuori dall’ambiente lavorativo, magari anche tra le mura domestiche. Sta tutta qui l’importanza di diffondere una cultura della formazione per la sicurezza”.

eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off
Roma, 8 apr. Agenzia ADN KRONOS (Labitalia) - “Noi oggi facciamo una richiesta ben precisa alle istituzioni: vogliamo che sia istituito un registro nazionale dei formatori sulla sicurezza sul lavoro. E quindi che ci siano dei paletti, dei punti fermi per i formatori che operano nella sicurezza, una sorta di codice deontologico in materia da seguire, come avviene ad esempio in campo medico”. E’ chiara la presa di posizione, con LABITALIA, di Vivietta Bellagamba, vicesegretario generale vicario di Firas-Spp, che oggi, insieme a Federformatori, ha riunito a Roma, per il primo congresso nazionale dei ‘Formatori per la sicurezza sul lavoro’, le altre organizzazioni di settore: i formatori edili di FeSica-Confsal Edilizia, Anfos, Anfop e Anesa.
Oltre 1.500 formatori sulla sicurezza sul lavoro, provenienti da tutta Italia, si sono confrontati quindi oggi, al Teatro Italia, a Roma. “Le richieste di partecipazione sono state 2.000, che stanno a testimoniare l’interesse che c’è per la formazione: noi vorremmo avere -ribadisce Bellagamba- un codice deontologico da seguire, con dei principi che ci aiutino a regolamentare anche il mercato della formazione in Italia”.
“L’obiettivo di oggi -aggiunge- è anche la nascita di una consulta interassociativa, un organismo democratico, con un rappresentante legale ’super partes’, che ci rappresenti davanti alle isituzioni”. Al congresso hanno partecipato anche rappresentanti di ministero del Lavoro, Conferenza Stato-Regioni, istituti di certificazione delle competenze professionali, enti bilaterali, associazioni sindacali e datoriali.
E sulla necessità di certificare le competenze è intervenuto anche Rolando Morelli, presidente di Anfos. “La figura del formatore per quanto ruguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro -spiega a LABITALIA- è stata inizialmente ‘prevista’ dal decreto legislativo 626 che è stato poi abrogato, e quindi con il decreto 81/08. Più che la figura del formatore, però, il decreto obbliga i datori a formare i propri lavoratori in merito ai problemi che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il datore di lavoro per adempiere a questo compito -aggiunge- che è spesso gravoso e complesso, perché ci sono tante norme tecniche da applicare durante la formazione, si avvale di figure professionali esperte nella materia, e cioè i formatori”.
Oggi per i formatori non ci sono norme che stabiliscono quali competenze si devono avere per operare nel settore. “Vi è solo la norma Uni Iso, la 17024, che permette ai formatori di certificarsi -spiega- attraverso appunto la certificazione da parte di un ente terzo”. E per Anthony Vitali, presidente di Ebafos, ente bilaterale dell’artigianato per la formazione e la sicurezza, il “chiaro messaggio che emerge oggi è quello di approfondire sempre più il messaggio di prevenzione della sicurezza sul lavoro”.
Una professione, quella del formatore sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, che si confronta sempre più con le nuove tecnologie: “C’è la necessità di valorizzare la formazione a distanza, la cosiddetta Fad -spiega a LABITALIA Enzo Di Frenna, direttore di quotidianosicurezza.it- sui temi della sicurezza sul lavoro perchè oggi siamo nell’era di Internet e delle nuove tecnologie”.
“I dispositivi mobili sono in una fase di crescita enorme e quindi -conclude- andiamo in una direzione di un mondo dove le informazioni e le competenze si trasmetteranno attraverso la rete. Un formatore deve conoscere queste nuove tecnologie, conoscerne i rischi che sono connessi all’uso di essi, e cioè lo stress lavoro correlato e il tecnostress”.

eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off
L’Ing. Luigi Abate, uno tra i più importanti riconosciuti esperti di sicurezza sul lavoro, già Direttore del Corpo dei vigili del fuoco del Lazio, attualmente Consigliere regionale e Presidente della Commissione Speciale Sicurezza e Prevenzione degli Infortuni sui Luoghi di Lavoro della Regione Lazio aprirà ufficialmente i lavori del 1° Congresso Nazionale dei Formatori per la Sicurezza sul Lavoro che si svolgerà a Roma l’8 Aprile p.v. presso il teatro Italia via bari 18: è il segno dell’attenzione delle istituzioni verso il 1° Congresso e i formatori per la Sicurezza Italiani.
Con una breve ma calorosa mail, l’ing. Luigi Abate ha colto l’invito ad aprire i lavori congressuali.
Caro Segretario Generale,
Ti ringrazio personalmente per il gradito invito ad intervenire ad una giornata così importante per il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sarò lieto di portare il saluto e la vicinanza dell’istituzione che attualmente rappresento per avviare proficui progetti di collaborazione.
In attesa di incontrarTi personalmente in questa occasione, invio i miei migliori auguri di buon lavoro a Te e a tutto il Tuo staff.
Con viva cordialità
Luigi Abate
Dopo la Conferenza Stato Regioni e il Ministero del Lavoro, la presenza di Luigi Abate, appena insediatosi alla presidenza della Commissione Speciale Sicurezza e Prevenzione degli Infortuni sui Luoghi di Lavoro della Regione Lazio, rafforzano la rilevanza e la grande attenzione politica ed istituzionale verso il Congresso dei Formatori Italiani, che si aggiunge a quella di centinaia di Enti pubblici e privati che fanno della Formazione per la Sicurezza sul Lavoro, asse strategico sempre più rilevante.
I Formatori per la Sicurezza sul Lavoro con il  loro 1° Congresso nazionale, si prefiggono di affermare regole e obiettivi comuni e condivisi e allo stesso tempo migliorare la percezione e la reputazione sociale verso la figura professionale del Formatore, anello indispensabile della catena della Formazione efficace della Sicurezza sul Lavoro.
Tutti i numeri e le adesioni istituzionali, sempre più numerose, che giungono all’organizzazione del Congresso, confermano che l’8 aprile si svolgerà a Roma il più grande raduno di Formatori per la Sicurezza sul Lavoro mai verificatosi prima in Italia e la crescente considerazione e attenzione per questo evento unico e di elevato standing che sicuramente rappresenta un punto di partenza forte e autorevole per questa nuova figura professionale.
Grande soddisfazione dello staff organizzativo: “Abbiamo chiuso ieri sera la possibilità di registrarsi al Congresso per  aver superato abbondantemente la capienza massima del teatro Italia, 1200 posti e da quel momento i telefoni di FederFormatori e di Firas squillano incessantemente, mentre continuano a pervenire decine di mail agli indirizzi di posta elettronica delle Organizzazioni promotrici”.
Ormai, gli organizzatori dicono di essere in grado solo di soddisfare qualche richiesta istituzionale, anche perché molte grandi aziende hanno per tempo registrato la presenza dei loro Servizi di Prevenzione e Protezione al completo è il caso del Comune di Roma, la più grande azienda pubblica della Capitale che ha registrato 134 RSPP e ASPP.
L’8 aprile a Roma nasce la Categoria Professionale dei Formatori per la Sicurezza sul Lavoro. Sarà un appuntamento fondamentale per conoscersi e riconoscersi personalmente, mentre on line su http://www.professionesicurezzanetwork.it/, il primo social network dedicato interamente alla Sicurezza sul Lavoro, continuano a registrarsi formatori da tutta Italia, avviando così il dibattito sui temi del Congresso.
Insomma è un gran fermento che vede protagonisti migliaia di Formatori per la Sicurezza.

eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off
Riportiamo di seguito in un elenco, sicuramente non esaustivo, le Aziende, gli Enti, gli Istituti pubblici e privati di tutta Italia, i cui RSPP, ASPP, Dirigenti e Formatori hanno dato l’adesione registrandosi al 1° Congresso Nazionale dei Formatori per la Sicurezza sul Lavoro.
Aziende: Procter & Gamble, Cnr - Insean, Enel, Enav S.p.a, OFMECO S.p.a, Enea, Acea Electrabel, Eco Chimica Romana s.r.l., Metropark, RFI, Trenitalia, Gruppo Ferrovie dello Stato, Sogea, INPDAP, Acea, Aci Progei spa, Imeltel Group SpA, Blu Serena, Telecom Italia, Deco spa Menarini, Ericsson Telecomunicazioni S.p.a, VDC Technologies s.p.a., Inail, Roma Capitale, Bat Italia, Sintesi spa, San Marco spa, Alitalia Trasporto Aereo, Selex spa, Italferr spa Metropolitana di Napoli, Trambus Roma, Comando Marina Militare USA, UGF Assicurazioni, Terna Spa, Ideal Standard, Raffineria API Spa, Deco spa, Comando Marina Americana Napoli, Siram Spa, Intesa San Paolo Spa, FerServizi spa, Anas, La Cascina, Enpals, GTT Spa, Enel Ingegneria Innovazione, Atm Milano, IBI Spa, Sogo Spa, Dimensione Cartesio Spa, Sace Spa, ArcelorMittal - Metalmeccanica, Assindustria Servizi srl, Klopman International, Sios Spa, Marangoni Tyre Spa, Avio Spa - Divisione Spazio, Sacci Spa, Copaim Spa, Centrale Del Latte – Firenze Pistoia Livorno Spa, Siram Spa, All.Co Spa, AgustaWestland, Bancoposta Spa, SAGAT SpA - Turin Airport, Ilva Spa, Sangro Gestioni Spa. Solo per citarne alcuni.
Strutture: Ministero della Pubblica Istruzione, Ministero delle Infrastrutture, Corpo Polizia Municipale - Comune di Roma, Camera di Commercio di Roma, Eurispes, Azienda Asl di Latina, Fondazione “T. Campanella” - Centro Oncologico, Azienda Ospedaliera San Giovanni di Roma, Asl Roma G, Comune di Roma, Asl Roma B, Asl 5 Oristano, Asl di Foggia, Aeronautica Militare, Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino, Asl Roma E, Ministero della Giustizia, Asl Roma A, Asl Napoli 1 Centro, Asl di Bari, Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, Ministero degli Interni, Asl di Sassari, Comune di Lattarico, Ministero Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Asl Roma D, Asl 2 di Perugia, Azienda Provinciale Reggio Calabria, Polizia di Stato, Ministero Difesa - Comando Logistico dell’Esercito, Comune di Civitavecchia, Agenzia delle Dogane, Arpa Puglia - Dipartimento di BAT, Ministero della Difesa, Asl di Napoli 3 Sud, Spallanzani - Azienda Ospedaliera, Azienda Sanitaria Provinciale Cosenza, Università di Messina, Politecnico di Bari II - Facoltà Di Ingegneria, Aspic Monza e Brianza, Asl di Rieti, Regione Basilicata, Comune di Pachino.
Sono esclusi dall’elenco almeno 700 liberi Professionisti e le loro Società e Studi Professionali che non citiamo, non per questioni di rilevanza e importanza, ma per ovvie ragioni di spazio disponibile.
Ci ripromettiamo in proposito di pubblicare un secondo elenco riservato ai Professionisti e alle loro Società.
Infine ci preme comunicare che ad oggi, saranno presenti 133 RSPP e ASPP del Comune di Roma e Roma Capitale: il fatto ci sembra di grande rilevanza perché il Comune di Roma è la più grande Amministrazione del Lazio e la decisione di far partecipare praticamente tutto lo staff che si occupa di Sicurezza sul Lavoro rappresenta indubbiamente un forte segnale politico di attenzione verso il 1° Congresso Nazionale dei Formatori per la Sicurezza sul Lavoro.

eh!?SufficienteBeneMolto beneOttimo (Qui il tuo parere conta!)
Loading ... Loading ...
  • Comments Off