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Lavoro

“Le parole del Ministro Tremonti in relazione alle normative per la Sicurezza sul Lavoro vigenti nel nostro Paese, sono inquietanti, non solo per il loro significato intrinseco e per la leggerezza delle affermazioni ( è possibile che un Ministro della Repubblica non sappia che il D.lgs.626/94 è stato sostituito con il  Testo Unico più di due anni fa?), ma soprattutto  per il messaggio che trasmettono all’insieme del mondo del lavoro, oggettivamente sembrano un incentivo per le aziende che violano o eludono l’applicazione delle norme di sicurezza, a danno di lavoratori e delle aziende virtuose che invece le adottano positivamente, ma anche  per i lavoratori stessi disincentivati a combattere qei comportamenti a rischio concausa di tanti infortuni.
Vedremo nei prossimi mesi se tali gravi affermazioni siano l’inizio di un nuovo tentativo di disarticolare la legislazione in materia di sicurezza sul lavoro, che dovrebbe rappresentare un vanto per il nostro Paese,e che richiederebbe al contrario maggiori controlli e incentivi in direzione di una più estesa e puntuale applicazione.
Infine vorremmo distinguere la giusta esigenza di semplificazione nell’applicazione delle norma in materia di sicurezza sul lavoro , che non vuol dire meno regole  o violazione ,elusione di quelle esistenti, “lussuose per il Ministro” ,anzi buone prassi richiedono regole certe,chiare e verificabili, e se sul tema qualche volta si ascoltassero meno  burocrati e più tacnici probabilmente ne risulterebbe uno sforzo genuino di semplificazione con beneficio di tutti.
Vogliamo auspicare con forza che le forze poliche, le istituzioni,il mondo sindacale ed imprenditoriale sappiano dare una rapida e forte risposta alle parole del Ministro Tremonti in difesa della sicurezza sul lavoro.
FIRAS-SPP coglie l’occasione per invitare ufficialmente il Ministro Tremonti a partecipare portando il suo punto di vista al SAFETY DAY, la Manifestazione Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro che si terrà a Roma il prossimo 6 Dicembre in occasione del terzo anniversario della tragedia della Thyssenkrupp: sarà l’occasione per il Ministro di incontrare e confrontarsi con la community tecnico scientifica degli operatori della sicurezza sul lavoro che converranno quel girorno nella Capitale da ogni parte d’Italia.
Stesso appello rivolgiamo a tutte le associazioni del mondo della sicurezza sul lavoro, a tutte le organizzazioni imprenditoriali e sindacali che hanno a cuore la sicurezza sul lavoro, perchè convergano a Roma il 6 Dicembre per dar vita assieme alla più grande manifestazione nazionale degli operatori della sicurezza sul lavoro, per difendere la legge e perchè venga adeguatamente applicata:
TUTTI a Roma il 6 Dicembre :Giornata Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro !
Giancarlo D’Andrea
Segretario Generale
FIRAS-SPP

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“Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato, dobbiamo cambiare”.
Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenendo al Berghem fest sottolineando subito dopo che “robe come la 626 (per favore qualcuno informi il Ministro che la 626 è stata da oltre due anni sostituita con il Nuovo Testo Unico  sulla sicurezza sul lavoro, ndr.) sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l’Unione europea e l’Italia che si devono adeguare al mondo”.

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 Comunicaato Stampa

Convegno
“ Cosa fare in caso d’Ispezione ?”

- Come Affrontare un Attivita’ di Controllo e Vigilanza
in Materia di Sicurezza sul Lavoro -

EcoSafe S.r.l., in collaborazione con FIRAS-SPP, il sindacato dei RSPP/ASPP Italiani, organizza il convegno “Come Affrontare un Attivita’ di Controllo e Vigilanza in Materia di Sicurezza sul Lavoro”.
L’incontro si terrà a Torino c/o la Sala Giolitti - Torino Incontra - Centro Congressi, Via Nino Costa, n. 8 , Mercoledi 29 Settembre con inizio alle ore 14.300 e termine alle ore 19.00
Il convegno è completamente gratuito.
Al termine degli interventi verrà offerto a tutti i partecipanti un ricco aperitivo per festeggiare l’inaugurazione della Sede Regionale Piemonte di FIRAS-SPP.
“Il Convegno sarà un importante avvenimento a livello regionale – ha commentato Giancarlo D’Andrea,Segretario Generale di FIRAS-SPP- infatti la fase preparatoria , forse a riprova del grande interesse per il tema affrontato,ci ha riservato sorprese veramente positive”. Ottimista anche Franco Arborio – Amministratore Delegato di ECOSAFE srl e Referente per il Piemonte di FIRAS-SPP “infatti durante il periodo estivo sono già giunte le registrazioni di RSPP, ASPP, Consulenti,Professionisti, Dirigenti , Direttori del Personale, e Operatori della Sicurezza, di importanti aziende dell’area Torinese e Regionale , sarà un grande successo per gli organizzatori e un ottimo inizio per l’attività della sede Piemontese di FIRAS-SPP”.
Riportiamo in anteprima una lista non esaustiva delle Aziende ed Enti già registrate:
- CNH ITALIA S.p.A.;
- COSMO S.P.A. DO CASALE MONFERRATO
- PROVINCIA DI TORINO
- CONFARTIGIANATO DI NOVARA
- DEAGOSTINI EDITORE
- RBM SPA
- COOPERATIVA SANTA RITA
- IVECO SPA
- FIAT GROUP SPA
- SESTRIERE SPA
- LUXOTTICA
- CASA DI CURA VILLA CRISTINA
- STUDIO ARCHITETTI LAZZARO
- STUDIO ARCHITETTI COSTANTINO
- ISTITUTO COMPRENSIVO PROVINCIA DI CUNEO
- STUDIO TECNICO MORTALETTI
- BYTEST SRL
- STUDIO TECNICO BRUSA
- UNICREDIT SPA
- EQUITALIANOMOS SPA
- CASA DI RIPOSO PAJSIO
- A.T.L.A. SRL
- COIMPRE S.A.S
- STUDIO TECNICO TEDESCHI
- STUDIO DI ARCHITETTURA PICCOLI
- GARZENA SERGIO SAS
- SIPRO SAS
- RBM MERCK SERONO
- COOPERATIVA SANTA RITA
DURATA E ORARI
Il convegno consiste in un unico incontro della durata di 4.30 ore.
Mercoledì 29 Settembre 2010 - 14.30 - 19.00
DOVE
Sala Giolitti
Torino Incontra
Centro Congressi
Via Nino Costa, 8 - Torino
PROGRAMMA
14.30 : Registrazione partecipanti
15.00 : Apertura lavori
Dott. Franco ARBORIO - Amministratore Delegato società EcoSafe S.r.l. - Referente Regionale FIRAS_SPP
15.30 : Ispezioni e controlli da parte degli organi di vigilanza
Dott. Giorgio SERAFINI - Direttore del Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro ASL TO 3
Competenze dei differenti enti di vigilanza Definizione di vigilanza amministrativa e giudiziaria
Diritti e doveri del personale ispettivo e le modalità d’adottare nel corso di un’‘ispezione
16.15 : Diritti e doveri di un’organizzazione oggetto d’ispezione
Avv. Mario GEBBIA - Studio Legale Lageard Esperto in Diritto Penale con particolare rilievo nell’ambito della Sicurezza sul Lavoro e Tutela Ambientale
Le garanzie difensive nell’ambito dell’attività ispettiva e nella fase di avvio della procedura penale
17.00 : Ruolo del pubblico Ministero e avvio di un procedimento penale
Dott. Gianfranco COLACE - Sostituto Procuratore c/o Tribunale di Torino
Modalità per l’acquisizione della notizia di reato;
Il sequestro probatorio e il sequestro preventivo;
Le indagini tecniche del Pubblico Ministero. Conclusione delle indagini Preliminari.
17.45 : «Codice di comportamento» dei funzionari incaricati dell’ispezione
Ing. Giuseppe PIEGARI - Ministero del Lavoro, Direzione Generale per l’attività ispettiva e vicario della Divisione III
La trasparenza dell’ispezione Direttiva Sacconi (D.lgs.124/2004)
18.30 : Chiusura lavori
 Giancarlo D’ANDREA - Segretario Generale FIRAS-SPP
19.00 : FIRAS–EcoSafe Aperitivo
A partecipazione gratuita
ISCRIZIONE: ultimi posti disponibili
L’iscrizione al convegno è completamente gratuita
L’iscrizione si effettua inviando via fax o via mail, la scheda di iscrizione scaricabile, completa in ogni sua parte e munita di sottoscrizione e timbro aziendale, almeno 3 giorni prima dell’inizio del corso. A seguito dell’invio, EcoSafe provvederà ad inviare la conferma di avvenuta iscrizione a mezzo mail.
INFORMAZIONI
Tel/Fax - 011-95.41.201

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24 agosto 2010. L’iniziativa che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata presentata in anteprima al meeting di Rimini. Si rivolge ai lavoratori e alle aziende, con un focus specifico sui settori più a rischio: edilizia, agricoltura e trasporti
 ECCO I DUE SPOT:
ROMA - Abbracciare un figlio dopo una giornata di lavoro nei campi, guardare la partita con gli amici, tornare a casa e trovare la famiglia a tavola che ti aspetta per la cena. Piccole emozioni quotidiane che, però, a causa di un incidente potrebbero diventare solo un ricordo. È un invito alla responsabilità il messaggio lanciato dalla nuova campagna del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dallo slogan “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”. L’iniziativa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata presentata in anteprima ieri al meeting di Rimini.
“La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori rappresenta una assoluta priorità per l’Italia che, secondo le indicazioni dell’UE, ha l’obiettivo di ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012 - spiega una nota del ministero -. Un traguardo piuttosto ambizioso ma di grande importanza, non solo in relazione ai costi che il fenomeno infortunistico produce (oltre 45 miliardi di euro all’anno nel 2005 secondo i dati INAIL, pari al 3,21% del PIL), ma principalmente per l’attenzione dedicata alla dimensione sociale e umana del problema”. L’obiettivo della campagna, così come previsto nel D.Lgs. 81/2008, anche noto come Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, è promuovere un vero e proprio cambiamento culturale, “un processo collettivo di sensibilizzazione e responsabilizzazione, in cui ogni cittadino assume un ruolo attivo”.
Dalle statistiche, infatti, emerge che la maggior parte degli incidenti sul lavoro possono definirsi di natura “comportamentale”. Un dato su cui riflettere non certo per imputare la responsabilità del fenomeno al lavoratore ma, al contrario, per evidenziare quanto sia importante l’investimento delle imprese e delle istituzioni pubbliche nella formazione, nell’informazione e in tutte quelle attività che consentono di prevenire il determinarsi di una condizione di rischio. “Sulla base di tali premesse - continua la nota - è stata realizzata una campagna di tipo emozionale che, abbandonati i toni gravi e le mere raccomandazioni, mira a colpire e coinvolgere maggiormente l’opinione pubblica grazie a un punto di vista inusuale e a cambiare l’approccio comunemente adottato rispetto a un problema drammatico e purtroppo ancora molto diffuso”.
L’iniziativa di comunicazione, pur rivolgendo l’attenzione all’intera popolazione, ha come target specifici i lavoratori (con un particolare focus per i settori economici individuati come a maggior rischio di incidenti: edilizia, agricoltura e trasporti) e i datori di lavoro, nella convinzione che la strategia di contrasto degli infortuni sul lavoro può risultare massimamente efficace se messa a “sistema”, con un’ effettiva collaborazione delle parti coinvolte. Conclude il messaggio il riferimento a una specifica area del sito del ministero da cui è possibile accedere alle informazioni relative ai temi chiave della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro, alle iniziative e alle attività in corso, agli ambiti di intervento istituzionali, alla normativa di riferimento e ai quesiti posti sulle sue modalità di applicazione. La campagna realizzata dall’agenzia Acciari Consulting, si svolgerà da agosto 2010 a maggio 2011 e si svilupperà in tre fasi. Il progetto prevede non solo l’utilizzo dei mezzi classici della comunicazione pubblicitaria, televisione, stampa, radio, internet, cinema e affissioni, ma anche la programmazione di interventi sul territorio rivolti in particolare ai giovani.

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Al via campagna comunicazione con Regioni per 50 mln investimenti
Rimini, 23 ago. (apcom) -
Gli infortuni sul lavoro “per fortuna sono in diminuzione” ma “purtroppo i numeri sono ancora troppo significativi. L’obiettivo rimane quello di una drastica ulteriore riduzione del 25 per cento”. E’ il parere del ministro del Welfare Maurizio Sacconi che oggi, dal Meeting di Cl a Rimini, dà il via alla campagna di comunicazione per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro realizzata dal ministero. Il progetto, che è stato studiato assieme alla Conferenza Stato-Regioni, prevede un investimento di 50 milioni di euro: 20 milioni per il capitolo che riguarda l’informazione e 30 milioni per la formazione che è gestita da ogni singola regione.
“Abbiamo deciso di presentare la campagna al Meeting di Cl - spiega nel corso di una conferenza stampa Sacconi - perchè è un luogo straordinariamente partecipato da giovani e famiglie che sono il nostro target di riferimento”. Tra le altre iniziative la campagna prevede uno spot televisivo della durata di qualche secondo che, come precisa lo stesso ministro, “richiama agli affetti per sollecitare il contesto di amici e familiari ad essere parte attiva nella prevenzione degli infortuni”.
Lo spot è realizzato da attori non professionisti: Giovanna Rizzi di professione infermiera, Emiliano Rizzi capocantiere, Marina e Alberto Oriani operaia tessile e autotrasportatore, Mohamed Hanikasem lavoratore agricolo e Sergio Sgrelli imprenditore.
Nel corso della conferenza stampa Sacconi ha ricordato gli interventi per il contrasto del lavoro sommerso nel settore dell’edilizia e dell’agricoltura nelle quattro Regioni principali del Mezzogiorno con la collaborazione dell’Arma dei carabinieri e anche grazie ad un accordo sottoscritto con l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza.

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Alla VTE di Voltri, il più grande terminal contenitori del Porto di Genova oggi si protesta dalle 6 di mattina per 24 ore. Il motivo? Le misure di sicurezza sul lavoro sarebbero scarse, visto il fatto che almeno 3 settimane fa l’ultimo episodio della trascuratezza rispetto alle norme basilari è stato l’arrivo di un container radioattivo. Sulle banchine della Voltri Terminal Europa è sbarcato il Cobalto 60, direttamente da Gioia Tauro e prima ancora dall’Arabia Saudita.
Il carico è stato fatto trasferire dai dipendenti, ignari del contenuto, e non dalle ditte specializzate come di regola secondo le norme di sicurezza e tutela dei lavoratori. Attualmente il container di materiale ferroso è isolato: 20 tonnellate non è un carico da poco e la radioattività del cobalto 60 è certo un elemento che qualsiasi consulenza valutazione rischi stimerebbe dannoso per i lavoratori e i cittadini. Questo elemento, è infatti un metallo radioattivo usato in passato nella radioterapia, crea una polvere sottile che può contaminare con radiazioni chi vi entra in contatto.
Scattate le denuncie per la scarsa sicurezza, sono arrivate le proteste ulteriori, con disagi alla viabilità verso il porto, bloccata appunto dai manifestanti. La storia comunque parte da settimane, visto che dopo la scoperta del carico del container tossico, la VTE è stata costretta a pagare le spese di analisi mediche dei dipendenti e ad isolare in un terminal il carico considerato pericoloso. Dopo le prime istanze legali sembra che il paese di provenienza della nave, l’Arabia Saudita, debba riprendersi in consegna il carico.

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pubblichiamo un importante articolo apparso su
Ormai affermata in tutta Europa la certificazione delle competenze professionali in base alla norma ISO 17024 , è un punto di riferimento per l’attestazione della qualità della formazione, approfondire la discussione sul sistema dell’accreditamento dei formatori quale procedura di garanzia della qualità e della professionalità del servizio offerto dai formatori mediante la definizione di specifici livelli qualitativi non può più fare a meno di confrontarsi con questa realtà: esistono ormai molte decine di “formatori certificati” che tendono ad una loro propria organizzazione di categoria ( www.federformatori.it ), e la certificazione delle competenze comincia ad essere un elemento significativo nel mondo della formazione per la sicurezza. Numerose sono state,negli anni, le ricerche ed applicazioni pratiche sull’Accreditamento dei soggetti che erogano formazione per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro in una prospettiva europea che vede nella formazione continua il modello di crescita e di sviluppo della sicurezza sul lavoro. In questo ambito si colloca la formazione dei formatori, docenti, tutor, progettisti, organizzatori, direttori, e responsabili di corso quali soggetti delle azioni formative. Il confronto su questi temi è utile occasione per dare un nuovo e serio contributo a coloro che saranno chiamati ad elaborare i requisiti professionali previsti dal nuovo Testo Unico della sicurezza. La funzione della formazione, ormai presente in tutti i contesti organizzativi, costituisce uno dei fenomeni più rilevanti di sviluppo del Paese e, nel caso specifico, la prevenzione della salute e della sicurezza dei lavoratori resta un momento essenziale di crescita della cultura della sicurezza. Del resto l’attività di formazione tende a divenire, nella società odierna, un’attività centrale quale prolungamento della scolarizzazione, formazione permanente, perfezionamento tecnico, formazione degli operatori e, nella sicurezza sul lavoro, di tutti i lavoratori e soggetti con compiti di organizzazione della salute, della sicurezza e delle emergenze. Formare significa infatti “dare forma” o meglio aiutare persone, gruppi e organizzazioni ad apprendere per cambiare e per raggiungere obiettivi e traguardi che si propongono nel contesto sociale ed ambientale. La formazione aiuta a evolvere in termini di conoscenze, di capacità, di atteggiamenti sia trasmettendo precisi contenuti sia con la riflessione e l’esperienza agendo su questi due piani contemporaneamente. La formazione, come professione, per svolgere appieno questa funzione nell’ambito lavorativo e sociale dovrà, naturalmente, proporsi di raggiungere nuovi traguardi. Il mondo del lavoro si attende dalla formazione un contributo importante e stimolante e la professione della formazione deve cogliere questa opportunità sviluppandosi al meglio e tendendo al rialzo delle sue quotazioni ed opportunità e non al ribasso caratterizzato dall’adempimento formale burocratico amministrativo. Il formatore può essere considerato colui che offre una buona forma. Infatti nel temine formatore, la parte essenziale è data dalla parola forma. Formatore è colui che si interessa alle forme viventi per deformarle, riformarle, trasformarle. In questo processo, però, si corre il rischio di sviluppare una formazione fissa e ripetitiva fatta di nozioni, obblighi e definizioni che può portare i lavoratori ad essere espropriati della propria esperienza e del loro vissuto all’interno dell’azienda. In questo contesto si colloca la figura del formatore che deve coniugare la forma alla persona per raggiungere l’obiettivo dell’apprendimento per il cambiamento. Il nuovo Testo Unico della sicurezza è l’occasione per ribadire la centralità della formazione quale strumento essenziale della prevenzione della sicurezza sul lavoro .
L’apprendimento degli adulti presenta caratteristiche proprie e specifiche in quanto la persona adulta sente il bisogno della formazione e mette a disposizione la sua capacità da utilizzare attraverso la propria esperienza. L’insegnamento degli adulti si basa essenzialmente nello sviluppo di queste ipotesi:
1.Il cambiamento del concetto di sé e della propria percezione
2.Il ruolo dell’esperienza personale
3.La disponibilità ad apprendere quello che hanno bisogno
4.L’apprendimento deve essere centrato sui problemi e non sulle materie
Questi argomenti trovano nella formazione il modello di espressione ed assieme all’analisi del bisogno costituiscono l’elemento fondamentale per una buona formazione svolta da buoni formatori.
La formazione sulla sicurezza sul lavoro si deve porre quale obiettivo principale quello dell’apprendimento. Non a caso le ultime novità normative pongono l’accenno a “verifica finale dell’apprendimento” poi semplicemente identificate con l’effettuazione di un test o un colloquio.
Si tratta di una logica riduttiva dei veri obiettivi che si prefigge l’apprendimento che non riguarda il momento finale del corso ma l’intero percorso formativo. L’apprendimento è un processo interattivo in quanto si realizza attraverso l’interscambio tra le acquisizioni passate e le nuove circostanze vissute nel presente. L’apprendimento è un cambiamento nel comportamento derivante da precedenti comportamenti in situazioni analoghe ed in questo contesto è indispensabile il coinvolgimento dei discenti attraverso la conoscenza della propria esperienza affinché possa essere presa ad esempio del nuovo comportamento successivo all’azione formativa.
Saper ascoltare .avere feedback dai discenti non deve rappresentare mera discussione ma utilizzarli al meglio per rendere più efficace il loro apprendimento. Il docente deve saper, poi, riutilizzare esperienze e discussioni per progettare programmi formativi successivi per soddisfare le esigenze emerse che sono state oggetto di discussione
Nello svolgimento di un corso, il rapporto didattico risulta condizionato dal complesso degli atteggiamenti ricettivi e reattivi presenti nei discenti. L’apprendimento è la premessa per raggiungere gli obiettivi di cambiamento del comportamento sul lavoro che hanno ripercussioni ed effetti sull’organizzazione aziendale. Gli effetti della formazione incidono nella realtà aziendale nella misura del grado di apprendimento e dal contesto organizzativo aziendale che accetta o rifiuta il processo formativo.
A questo punto è bene fare il punto sulla determinazione dei requisiti professionali del formatore per la sicurezza sul lavoro, compito che il legislatore ha assegnato con il D.Lgs.106 del 2009 alla Commissione presso il Ministero del Lavoro. A questo proposito vogliamo ricordare lo studio condotto dall’Ispesl,ormai disciolto,,e mai sperimentato, sul sistema di accreditamento per la formazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
Lo schema proposto individuava l’accreditamento come procedura posta a garanzia della qualità del servizio offerto con la finalità di garantire qualità delle prestazioni e di risultare funzionale all’obiettivo, ambizioso ma che deve essere perseguito, della regolazione dell’offerta dei servizi. Lo studio dell’ex Ispesl valutava le dinamiche e proponeva modelli di accreditamento in relazione agli enti ed agenzie di formazione, agli operatori, alle attività formative ed ai prodotti della formazione.
Questi quattro elementi sono legati fra loro da una interrelazione reciproca dalla quale scaturisce un sistema integrato. Per ciascuno di essi erano definiti criteri ed indicatori minimi di qualità a cui l’offerta formativa dovrebbe conformarsi. A diversi anni dallo studio non si è ancora assistito ad una sua applicazione, neppure a livello sperimentale e lo scioglimento dell’ISPESL non fa presagire possibilità ,almeno nel breve periodo ,di sperimentazione.
A conti fatti nulla è mai stato fatto nella direzione della capacità organizzativa, progettuale e didattica della formazione e men che meno verso i formatori. Ma è soprattutto sulla questione degli operatori, ovvero dei formatori, della sicurezza sul lavoro che si deve operare con estrema urgenza e concretezza,ormai a fronte del dilagare di un esercito di “FORMATORI IMPROVVISATI”,senza regole,senza la determinazione di requisiti professionali cereti e misurabili,si rischiano danni per la sicurezza sul lavoro,per i lavoratori,per le imprese,e per la stessa categoria professionale dei formatori per la sicurezza.
Attendere che la Commissione istituita presso il Ministero del Lavoro rediga linee guida o stabilisca criteri e requisiti, significa solo perdere del tempo in una logica statalista che ormai non regge più.
L’iniziativa seria e lungimirante messa in atto dalla FIRAS-SPP, di rivolgersi ad un Organismo terzo ed indipendente di Certificazione operante sotto accreditamento Accredia/Sincert ( www.khc.it ), per introdurre in italia schemi di certificazione delle competenze professionali ,già consolidati a livello internazionale, secondo la norma ISO 17024, è stata una scelta vincente cui nessuna Commissione potrà non tenere conto.
La certificazione delle competenze dei Formatori per la Sicurezza sul Lavoro, e dei Formatori dei Formatori,è ormai una realtà cui aziende,Enti pubblici e privati,organi di vigilanza e l’intera comunità tecnico scientifica del mondo della sicurezza sul lavoro non potrà non tenerne conto perché si tratta di un fenomeno destinato a delineare i confini che separano il Formatore professionista certificato, dall’improvvisato sedicente formatore.
Anzi la novità è così tanto profonda da determinare anche un cambiamento nella sovrastruttura organizzativa della categoria dei “Formatori” era inevitabile la nascita di una organizzazione di rappresentanza dei Formatori Certificati, e la recente nascita di FederFormatori ( www.federformatori.it ) è la conferma che i formatori per la sicurezza sono una nuova categoria professionale di cui il mercato dovrà tenere conto inevitabilmente: finisce l’era del sedicente formatore improvvisato, si apre il capitolo di una nuova professione quella del Formatore certificato.


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Usa la testa,sempre !

23 Aug 2010 In: Lavoro

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20/08/2010 -
Questi i sentimenti espressi dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dopo l’ennesima morte bianca con una nuova vittima scritta nel libro degli infortuni mortali: un operaio senegalese impiegato al nero, morto a Campi Bisenzio, ucciso dal peso del muletto che stava manovrando. ‘Ancora una volta- commenta Rossi- si tratta di un uomo venuto in Italia da un altro Paese per lavorare e vivere, e che invece qui da noi ha trovato la morte’. Nel ricordare l’importanza del rispetto delle regole nella prevenzione degli incidenti sul lavoro, il presidente lancia un appello a ‘istituzioni, sindacati, imprenditori, lavoratori’ perche’ ‘possano contribuire, con iniziative, interventi e misure sempre piu’ vincolanti, formazione, vigilanza, controlli, a interrompere questa catena di morti evitabili’.
‘Siamo disarmati. Non si puo’ continuare a morire sul lavoro e a morire per lavorare’, e’ il commento di Daniela Castelli, responsabile alla sicurezza della segreteria della Cgil toscana. ‘ Come spesso accade -aggiunge- oggi a morire e’ stato un extracomunitario e le statistiche ci dicono che sono proprio queste persone quelle piu’ a rischio di infortuni”. ‘Il quinto incidente mortale in pochi mesi, in Toscana, non puo’ essere imputato soltanto a una triste fatalita’.
Evidenzia, al contrario, l’urgenza di trovare delle soluzioni, nei fatti, al drammatico problema delle morti bianche e di individuare e punire i colpevoli, diretti e indiretti, combattendo l’inaccettabile abitudine alla deresponsabilizzazione”. Ad affermarlo e’ il coordinatore regionale dell’Idv toscano Fabio Evangelisti. ”Non possiamo piu’ permetterci - aggiunge - di rimandare una seria revisione delle norme di sicurezza’.

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Continuano le indagini sulla morte Franco Devoto, 69 anni di La Spezia, precipitato da una nave in costruzione nello stabilimento di Sestri Ponente. i sindacati hanno anche deciso di devolvere un’ora di retribuzione a testa alla famiglia dell’operaio
Sono dieci le persone iscritte nel registro degli indagati per l’incidente alla Fincantieri di Sestri Ponente nel quale ha perso la vita Franco Devoto, operaio di 69 anni di La Spezia, morto venerdì scorso precipitando da una nave in costruzione nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Il pubblico ministero Giovanni Arena, titolare dell’inchiesta, ha sottoposto ad indagine i vertici dello stabilimento genovese, i responsabili dei cantieri, quelli della sicurezza sul lavoro ed i legali rappresentanti delle due società, la Pergola e la Sameco, che avevano il contratto di appalto e subappalto con la Fincantieri. Tutti dovranno rispondere del reato di omicidio colposo.
La nave ‘Fleet tanker’ in costruzione per la marina militare indiana, dove si è verificato l’incidente, resta sotto sequestro. Domani, intanto, verrà conferito al medico legale, il dottor Marco Salvi, l’incarico per l’autopsia sulla salma del carpentiere spezzino.
Un’ora di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro per la giornata di domani ed un’ora di retribuzione a testa da devolvere alla famiglia dell’operaio spezzino Franco Devoto, di 69 anni, morto venerdì scorso precipitando da una nave in costruzione nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Lo ha deciso
Stamattina il consiglio di fabbrica dei cantieri navali genovesi, ha deciso un’ora di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro per la giornata di domani ed un’ora di retribuzione a testa da devolvere alla famiglia dell’operaio morto: “Ci è sembrato la maniera migliore - spiega Giulio Troccoli, delegato Rsu della Fiom Cigl - per ricordare un collega morto sul lavoro ed al tempo stesso stare vicino alla sua famiglia in questo momomento così difficile”.
Il consiglio di fabbrica ha anche redatto un documento nel quale si invitano tutte le sigle sindacali “a prendere posizione per un utilizzo degli appalti più trasparente in tutto il gruppo Fincantieri”.
Fonte La Repubblica
 (16 AGOSTO 2010)

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