Tempo fa, gli unici sistemi operativi colpiti da virus erano quelli Windows, adesso però le cose sono cambiate e dopo Linux sotto attacco adesso c’è anche Apple con il suo Mac.Tempo fa, su Internet era possibile acquistare dei kit fai da te utili alla creazione ed alla diffusione di virus per Mac.Sin dai primi giorni di commercializzazione di questi kit, i siti ZDnet e Bott hanno seguito la diffusione di questi kit ed hanno fin da subito diramato diversi avvisi al riguardo perchè un attacco deciso nei confronti dei sistemi operativi di Apple sarebbe quasi impossibile da bloccare in tempi stretti.La situazione però si sta evolvendo in peggio per Apple ed a tal proposito una conferma è arrivata dal servizio assistenza AppleCare, che sta ricevendo un volume di chiamate 4 o 5 volte maggiore del normale, il 50% delle quali riguarda uno specifico malware conosciuto come Mac Defender.Nei forum di supporto tecnico di Apple ci sono più di 200 discussioni separate, tutte riguardanti Mac Defender, un quinto di queste risalgono allo scorso fine settimana, mentre la maggior parte non è più vecchia di tre settimane fa.Stranamente, i responsabili dell’AppleCare sono stati istruiti a non aiutare gli utenti nella rimozione del malware, la motivazione fornita dagli stessi responsabili è la seguente: “Apple non vuole alimentare la speranza nei clienti di essere in grado di eliminare tutti i malware che compariranno in futuro”.Noi ricordiamo una pubblicità di qualche tempo fa in cui Apple attaccava i virus ed i sistemi operativi della Microsoft, adesso la situazione si è invertita, speriamo che Apple sia in grado di gestirla al meglio.
Grazie a Facebook il tag è diventato un termine di uso comune e grazie sempre a Facebook è stato introdotto in Internet una delle funzioni più rivoluzionarie ed usate, per l’appunto il tag, funzione rivoluzionaria a tal punto che il tag oggi è stato brevettato ed ovviamente la paternità è andata al gruppo di Zuckerberg.Il tag fece il suo esordio oramai 5 anni fa, ed in questi giorni l’United States Patent and Trademark Office, dopo diversi anni dalla richiesta di Facebook, ha concesso il brevetto del “Tagging digital media”.Gli inventori registrati nella pratica di brevetto sono Zuckerberg, il product architect Aaron Sitting e l’ex-ingegnere Scott Marlette. D’ora in poi, quindi, la possibilità di selezionare una foto o un video e di associare ad esso delle persone, sarà proprietà esclusiva di Facebook.
Amazon – tramite Jeff Bezos, CEO e fondatore dell’azienda – annuncia a soli 4 anni dal lancio del suo reader Kindle che gli ebook hanno superato nelle vendite i libri: “avevamo grandi speranze che questo sarebbe accaduto, ma non avremmo mai immaginato che sarebbe successo così velocemente. I libri cartacei sono in vendita sul sito da 15 anni, quelli per Kindle da meno di 4 anni”.Kindle si è rivelato per tanto nel giro di poco tempo, una vera e propria gallina dalle uova d’oro per Amazon che intorno al reader ha costruito un mercato multimilionario consolidando la sua posizione di leadership nel mercato dei libri.I dati di vendita degli ebook sono impressionanti: da Aprile 2011 le vendite hanno superato del 5% quelle dei libri tradizionali.Tra i fattori che hanno influito sul grande successo del dispositivo di Amazon c’è, sicuramente, l’enorme biblioteca virtuale di titoli disponibili (più di 900 mila), i prezzi contenuti (più di un quinto dei titoli disponibili sono acquistabili a meno di 10 dollari) e l’azzeramento dei tempi e dei costi di spedizione.
Secondo una ricerca Isfol-Asstel, l’uso del computer da parte dei ragazzi non raggiunge un livello tale da poter parlare di una vera e propria dipendenza anche in virtù del fatto che i giovani internauti italiani usano il pc principalmente per studio e per altri servizi utili.Secondo quanto emerso dalla ricerca, il 53% utilizza Internet ed il computer con frequenza regolare mentre il restante 47% in maniera discontinua.Internet è usata molto di più dai ragazzi del Sud, poi c’è chi la utilizza per controllare la posta via e-mail (90%), chi si connette solo una volta al giorno (71%) e chi utilizza il computer come strumento per effettuare ricerche e studiare (83%).La ricerca di Isfol-Asstel, mette in luce le qualità di internet che è da considerarsi ancora un valido strumento di studio che permette ai giovani italiani di unire l’utile al dilettevole.
Lady Gaga è una celebrità non sono nella vita reale ma anche in quella virtuale dove è una vera e propria icona che da oggi vanta oltre 10 milioni di followers su Twitter.Ringraziando i suoi fan su Twitter, ha detto: “Dieci milioni di mostri! Sono senza parole, ce l’abbiamo fatta! Vi amo da star male. Lascio Londra sorridendo”. Una crescita continua ed inarrestabile per Lady Gaga seguitissima anche on-line da milioni di fans pronti a tutto per conoscere ogni aspetto di questa discussa star della canzone mondiale.Seguitela anche voi su Twitter tramite l’account @ladygaga e se volete, seguite anche noi, questo è il nostro account: @allmultimedia.
La RIAA (Recording Industry Association of America) ha ricevuto il risarcimento dovuto da LimeWire – sanzionata per aver permesso il download di contenuti protetti da copyright attraverso il proprio network – di 105 milioni dollari, pari a circa 10,808 dollara per ogni traccia che è stata fatta scaricare.A LimeWire, rispetto al massimo della pena previsto dalle norme statunitensi è andata molto bene: il risarcimento poteva essere anche di $150,000 a traccia.Una vittoria per la RIAA ma non per le case discografiche a cui non spetterà nulla della somma versata e cosi sarà anche per gli artisti danneggiati dal download illegale dei brani.La RIAA ha infatti fatto sapere di voler reinvestire l’intero importo ricevuto nella lotta alla pirateria informatica.
Secondo i dati Audiweb gli italiani on-line, crescendo del 7% rispetto all’anno scorso, hanno raggiungo quota 34,4 milioni ovvero il 71,5% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni dispone di un collegamento a internet.Dal report emerge un boom di Internet con a crescita di tutti i principali indicatori sulla diffusione dell’on-line in Italia è costante e fa registrare un dato significativo: il 60,5% delle famiglie risulta dotato di un accesso a Internet da casa tramite qualsiasi strumento.Il 66% degli intervistati ha dichiarato di disporre di un collegamento veloce tramite ADSL e senza limiti di tempo, inoltre 32,4 milioni vanno on-line da casa (+11,1%), 9,3 milioni (+7,6%) dal luogo di lavoro, 3,1 milioni dal luogo di studio e 1,9 milioni da altri luoghi quali internet point, biblioteche, etc.L’accesso da cellulare, smartphone e PDA è disponibile per 7,3 milioni di individui, il 15,2% degli Italiani, con un incremento di ben il 50,5% su base annua: tra le attività preferite dagli utenti mobili ci sono per il 50,4% navigare su internet, il 27,6% inviare e ricevere e-mail, il 26,6% consultare motori di ricerca, il 24,7% accedere ai social network, il 19,6% consultare Itinerari e mappe mentre il resto si limita a scaricare applicazioni, consultare il meteo, consultare siti di news, guardare video on-line, scaricare musica, etc.
Facebook ha ammesso di avere assunto dei PR il cui lavoro era quello di avviare e curare una campagna denigratoria nei confronti di Google nella quale riportare tutti i lati negativi del colosso di Mountain View e del suo modo errato di gestire la privacy.I PR in questione lavorerebbero presso la Burson-Marsteller, la quale si sarebbe offerta di aiutare un blogger influente a scrivere negatività su Google, promettendo di farle pubblicare su testate autorevoli come il Washington Post e l’Huffington Post.Il blogger ovviamente non ha accettato ed anzi ha pubblicato le e-mail intercosse rivelando cosi le intenzioni ai danni di Google senza però rivelare il nome della società che ha mosso le fila del complotto.Un portavoce di Facebook ha rilasciato al The Daily East queste dichiarazioni spontanee: “abbiamo avviato questa campagna contro Google in primo luogo perchè riteniamo che stia mettendo in atto alcune politiche, nell’ambito del social networking, che aumentano i rischi per la privacy degli utenti, in secondo luogo, perchè riteniamo che Google stia cercando di utilizzare i dati di Facebook per il proprio servizio di social networking”.Sicuramente adesso inizieranno a spuntare come funghi siti e blog che raccontano di aver ricevuto la stessa richiesta, il primo in ordine temporale dopo il blogger di cui abbiamo parlato sopra è stato l’USA Today che ha ammesso di essere stata contattata da Burson per lo stesso scopo, a questo indirizzo le e-mail intercosse tra le parti.
Google ha rilasciato la versione beta di Google Chrome 12, una versione che presenta tante novità, alcune già annunciate altre che erano semplicemente delle aspettative da parte degli utenti.Google Chrome 12 punta ad essere il rivale diretto di Firefox 5 (che dovrebbe essere rilasciato il mese prossimo) e vuole rosicare quote di mercato ad Internet Explorer.Google come spesso accade nei suoi progetti ha più di un asso nella manica: ha infatti intenzione di giocare d’anticipo grazie all’attesissima funzionalità multiaccount che permette di gestire più account Google e di passare da un profiilo all’altro tramite un semplice click e di sfruttare a pieno le potenzialità di HTML 5. Sono poi stati ottimizzati anche gli algoritmi di sicurezza che rendono più sicura la navigazione e la velocità dei contenuti Flash. Inoltre, e questa dovrebbe essere una delle basi su cui Google spera di costruire il successo di Google Chrome 12, è il riconoscimento vocale che permetterà di parlare al computer facendo delle ricerche vocali.
La Corte d’Appello belga condanna – e questa volta in maniera definitiva – Google News sentenziando che gli editori locali belgi, associati in CopiePresse, hanno il diritto alla non visibilità accogliendo cosi il ricorso degli editori che rivendicavano la volontà di non apparire nell’indicizzazione delle news del gruppo di Mountain View.Una scelta fatta da questi editori che lascia perplessi i più, visto che la rimozione da Google News costa circa il 30% in meno di traffico sui siti.Google è inoltre stato condannato a pagare una sanzione di 250 mila euro per ogni giorno di ritardo sulla rimozione dei link.
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